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Tecnogruppo RE
Immobiliare: ripresa nella seconda metà del 2010
I valori e le compravendite immobiliari saranno ancora in calo nella prima parte del 2010, poi comincera' una ripresa.
Ma solo, stando ad Assoedilizia, per immobili di qualita', e a partire dai due piu' grandi mercati nazionali, Milano e Roma.
E' possibile anche una ripresa, seppur settoriale, per Venezia e Firenze, e per il centro di Torino, Genova e Bologna.
Attesi pero' ulteriori ribassi al Sud, con Napoli, Bari e Palermo in testa. E' visto stabile il mercato a Cagliari.
Ci sembra opportuno quindi invogliare chi sta cercando casa, nel percorrere nei primi mesi del 2010, la strada dell’acquisto. In previsione di un rialzo è quindi opportuno approfittare dell’attuale fase di mercato con prezzi ribassati e molta offerta soprattutto nelle nuove costruzioni.
Inoltre in questo momento sono molto favorevoli i tassi d’interesse dei mutui, hanno raggiunto in questi mesi il minimo storico.
Italia: immobiliare 20% del Pil
In Italia il comparto immobiliare rappresenta quasi un quinto del PIL. Le attività immobiliari costituiscono oltre il 60% della ricchezza delle famiglie. Il credito erogato al settore (mutui alle famiglie, prestiti alle imprese di costruzioni e dei servizi connessi con le attività immobiliari) è un terzo degli impieghi bancari totali. E' quanto si legge nel rapporto "L'andamento del mercato immobiliare italiano e i riflessi sul sistema finanziario" pubblicato dalla Banca d'Italia.
Il mercato immobiliare influenza l'attività economica attraverso molteplici canali. Variazioni del valore degli immobili si riflettono sull'accumulazione di capitale sia nel settore delle costruzioni, in quanto alterano la redditività degli investimenti, sia nel resto dell'economia, laddove si accompagnino a mutamenti nelle condizioni di accesso al credito. Le variazioni dei prezzi delle abitazioni influenzano inoltre i consumi delle famiglie proprietarie, soprattutto se percepite come permanenti. Peraltro, un peggioramento del ciclo immobiliare, data la riluttanza delle famiglie a cedere la proprietà delle case, viene riassorbito soprattutto attraverso un calo delle compravendite e degli investimenti in nuove costruzioni, piuttosto che dei corsi immobiliari.
Il sistema finanziario è anch'esso esposto all'evoluzione del mercato immobiliare.
Il principale canale di trasmissione è la variazione del valore delle garanzie bancarie indotta dai corsi immobiliari, che influenza sia il costo e la disponibilità di credito, sia la qualità dell'attivo delle banche. Effetti rilevanti discendono inoltre dal legame tra i prezzi degli immobili e la capacità di onorare il servizio del debito da parte delle imprese, soprattutto quelle di costruzioni.
L'esperienza storica mostra come le fluttuazioni delle quotazioni immobiliari possano ripercuotersi pesantemente sulla solidità degli intermediari creditizi e su quella dell'intero sistema finanziario.
2009: boom di ristrutturazioni.
Boom delle ristrutturazioni edilizie nel 2009. Si contano 410.000 lavori edilizi avviati. E' stato così abbattuto, con un mese di anticipo sulla fine dell'anno, il vecchio record detenuto dal 2007. Il confronto con il 2008 è ancora più vistoso. Infatti, l'aumento, rispetto allo scorso anno, considerando lo stesso periodo gennaio-novembre, è del 16,1%.
Grande risultato quindi per il 36%, che si conferma una delle agevolazioni fiscali più gradite dagli italiani. Quest'anno poi e' stata introdotta anche la possibilità di cumulare il beneficio con lo sconto del 20% sull'acquisto di mobili, elettrodomestici di classe non inferiore ad A+, televisori e computer, ma solo se utilizzati per arredare una casa ristrutturata in regime agevolato. Questa chance e' riconosciuta a coloro che hanno iniziato i lavori di restauro dopo il 30 giugno 2008, per gli acquisti effettuati nel periodo compreso fra il 7 febbraio 2009 e il prossimo 31 dicembre.
Ancora pochi giorni quindi per approfittare di questa detrazione Irpef.
La proroga del 36%, contenuta nella Finanziaria 2009, varrà a tutto il 2012. Confermata anche l'agevolazione spettante agli acquirenti o assegnatari di immobili facenti parte di fabbricati interamente ristrutturati da imprese di costruzione o ristrutturazione o da cooperative edilizie che poi provvedono all'alienazione degli stessi. In questo caso, spetta una detrazione del 36% calcolata sul 25% del prezzo indicato nell'atto, comunque entro il limite di 48mila euro.
Il termine entro il quale devono essere eseguiti gli interventi e' pure prorogato al 31 dicembre 2012, mentre il termine per la stipula dell'atto e' il 30 giugno 2013. Entrando nel dettaglio, quest'anno il mese preferito per far entrare in casa geometri e operai e' stato giugno.
Durante il mese del solstizio, oltre 50mila italiani hanno inviato dichiarazioni di inizio lavori. Piu' del 12% del totale del periodo gennaio-novembre. L'anno scorso invece la maggior parte dei lavori sono iniziati in ottobre (42mila) e nel 2007 in maggio (45mila). A riprova che ogni momento e' buono per approfittare degli incentivi fiscali, purche' il meteo lo consenta. L'anno e' iniziato comunque in sordina: i primi due mesi sono gli unici, degli undici di cui si conoscono i dati, rimasti al di sotto dei risultati, sia del 2008 che del 2007 per quanto riguarda gennaio, solo del 2007 per quanto concerne febbraio.
La norma consente ad alcuni contribuenti di poter detrarre per i prossimi dieci anni il 36% della spesa sostenuta, fino a un massimo di 48mila euro per ciascun immobile ristrutturato.
Infatti, la norma prevede che la detrazione sia ripartita in 10 rate di pari importo, ma e' il caso di ricordare che i contribuenti con piu' di 75 anni possono usufruire della detrazione in 5 rate e che gli over 80 hanno la facolta' di ridurre ulteriormente a 3 il numero delle rate. La regione in testa alla classifica territoriale e' ancora la Lombardia. Le dichiarazioni di inizio lavori spedite da questa regione sono quasi 95mila, ovvero il 23% del totale nazionale, con un incremento del 19% sul dato dello stesso periodo dell'anno scorso. Seguono Emilia Romagna e Veneto, rispettivamente con 63mila (15,5%) e 51mila ristrutturazioni (12,5%). Anche il Piemonte si conferma fra le prime regioni della classifica con un dato di poco inferiore a 37mila, pari al 9% del totale nazionale. Subito dopo troviamo le prime regioni non comprese nell'area settentrionale della penisola. Sono la Toscana, con quasi 26mila (6,3%) cantieri avviati, e il Lazio con 23mila (5,7%). Per trovare una regione meridionale, invece, si deve scorrere la tabella fino alla decima riga, dove c'e' la Puglia, che ha totalizzato 12mila richieste di bonus fiscale, pari al 3% del dato complessivo. In fondo alla lista troviamo le regioni piu' piccole, ma non per questo meno attente al recupero del loro patrimonio edilizio e agli incentivi fiscali.
Infatti il Molise, ultimo in graduatoria per numeri assoluti, totalizza 950 ristrutturazioni, che incrementano il dato dell'anno scorso del 22%. Stesso discorso per Basilicata, penultima con 1.176 richieste di bonus, che realizza un +11% sul 2008, e Valle d'Aosta che, con 1.306 restauri edilizi, riporta un aumento del 16,7%. La consueta top ten delle province italiane dove maggiormente si e' fatto ricorso all'incentivo fiscale del 36% sulle spese edilizie, vede in testa, come sempre Milano. Da qui sono partite circa 44mila domande di bonus, quasi la meta' del totale regionale (95mila) e quasi l'11% della somma complessiva di tutte le 107 province d'Italia. Al secondo posto c'e' Bologna con quasi 22mila cantieri, pari al 5,3% del totale nazionale. Terza classificata, Roma, con 20mila immobili ristrutturati. Quarta e' Torino, con un risultato di poco inferiore a quello capitolino. Entrambe rappresentano circa il 5% del dato complessivo. Genova e Bergamo si attestano intorno a 11mila, mentre Brescia Modena e Venezia superano di poco le 10mila dichiarazioni di inizio lavori. Vicenza rimane appena al di sotto della stessa cifra, ultima delle migliori 10 province italiane. Nella top ten non compaiono province meridionali: la prima la troviamo solo al diciannovesimo posto ed e' Bari, da dove sono partite quasi 6mila domande. A seguire c'e' Napoli, che pero' e' solo ventottesima con 4mila interventi di ristrutturazione. Speriamo che presto anche i contribuenti del Sud manifestino maggiore interesse e apprezzamento per questa misura fiscale che, non solo agevola il recupero del patrimonio immobiliare del Paese, ma consente anche l'emersione del lavoro nero e aiuta a combattere l'evasione fiscale e contributiva.
USA: forte incremento di vendite immobiliari
Balzo del 7,4% per le vendite di case esistenti in USA nel mese di novembre, che si attestano a 6,54 milioni di unità, rispetto ai 6,09 mln rivisti del mese precedente. Il dato risulta migliore delle attese degli analisti che indicavano un aumento a 6,3 mln. Il dato è stato comunicato dall'Associazione Nazionale degli Agenti Immobiliari (NAR) Usa. Nei confronti dell'anno precedente si registra una aumento del 44,1%.
ICI: saldo entro il 16 dicembre.
saldo ICI entro il 16 Dicembre.
Lo scorso anno è stato abolito solo sulla PRIMA CASA.
Per tutti gli altri immobili, siamo in scadenza.
Mercato immobiliare: secondo NOMISMA segnali di miglioramento
In effetti, molti segnali sembrerebbero indicare che il mercato immobiliare stia migliorando.
Lo dicono soprattutto le previsioni degli operatori che appaiono meno pessimistiche che in passato; essi sono maggiormente fiduciosi sul ritorno della domanda che progressivamente sembra riprendere, analogamente a quanto sta avvenendo a livello dell’intera economia, così che prezzi, compravendite e locazioni sono valutati in condizione meno critica rispetto al giugno di quest’anno.
E’ soprattutto nelle aspettative sull’ evoluzione del mercato residenziale che si legge il segno del miglioramento: pur non potendo essere definite ottimistiche, appaiono mutate in meglio rispetto a sei mesi addietro.
I segnali di superamento della congiuntura negativa sono invece più fiacchi nei segmenti degli immobili per le attività economiche i quali risentono maggiormente della lenta evoluzione del quadro macroeconomico.
Evidentemente più deboli di quanto non accada per le abitazioni, che costituiscono il naturale sbocco di investimento della liquidità nelle mani delle famiglie, (le stime di crescita per l’anno prossimo sono nell’ordine dello 0,6% il ché non consente di attendersi una ripresa significativa nella domanda di uffici, piuttosto che di negozi o di altri immobili per attività economico produttive).
Fonte: Attico.it
Banca d’Italia: si attenua la crisi nel 3° trimestre
Nel terzo trimestre del 2009 emergono segnali di attenuazione della fase di debolezza del mercato immobiliare. E' quanto emerge dal sondaggio congiunturale della Banca d'Italia.
Le agenzie segnalano una flessione delle quotazioni meno pronunciata rispetto alle inchieste precedenti. Le attese per il trimestre in corso anticipano un ulteriore ridimensionamento del calo delle quotazioni e sono meno pessimistiche le valutazioni degli operatori sul mercato nazionale. Le aspettative di medio periodo sul mercato nazionale si confermano positive e in lieve miglioramento rispetto al trimestre precedente.
Nel terzo trimestre del 2009 il saldo negativo tra le indicazioni di aumento e di diminuzione dei prezzi si e' ulteriormente ridotto (a -44,5 punti percentuali, da -53,2 nel trimestre precedente). Il risultato riflette il minor numero di giudizi di riduzione dei prezzi (46,1%, da 54,2%)e l'aumento di quelli di stabilita' (52,3%, da 44,8). La quota di operatori che hanno venduto almeno un immobile si e' mantenuta al 65%, risultando superiore nelle regioni del Nord Est (73,3%), come nell'indagine precedente; per contro, tale quota si e' ridotta di quasi 5 punti (al 54%) nelle regioni meridionali. Il numero totale di compravendite effettuate mediante intermediazione avrebbe ripreso a flettere nel terzo trimestre rispetto a quello precedente; tuttavia, tale andamento potrebbe in parte riflettere effetti stagionali.
La quota di acquisti di abitazioni effettuata con accensione di un mutuo ipotecario e' stata pari al 69% all'incirca come nel trimestre precedente, con un incremento di circa 7 punti percentuali nelle aree urbane a fronte di una riduzione nelle altre localita'. E' aumentato lievemente nei mesi estivi il rapporto tra il prestito erogato e il valore dell'immobile (poco sopra il 71%), con un incremento piu' accentuato soprattutto tra i grandi centri e nelle aree del Nord Ovest e del meridione.
Fonte: Borsa Italiana
Pannelli solari: fissato l’importo massimo detraibile.
Per interventi di installazione di pannelli solari si intende l’installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda per usi domestici o industriali e per la copertura del fabbisogno di acqua calda in piscine, strutture sportive, case di ricovero e cura, istituti scolastici e università.
L’importo considerato MASSIMO DETRAIBILE è di 60.000 €.
I fabbisogni soddisfatti con l’impianto di produzione di acqua calda possono attenere non soltanto alla sfera domestica o alle esigenze produttive ma più in generale all’ambito commerciale, ricreativo o socio assistenziale, in pratica possono accedere alla detrazione tutte le strutture afferenti attività e servizi in cui è richiesta la produzione di acqua calda.
Ai fini dell’asseverazione dell’intervento concernente l’istallazione dei pannelli solari è richiesto: un termine minimo di garanzia (fissato in cinque anni per pannelli e i bollitori e in due anni per accessori e i componenti tecnici); che i pannelli siano conformi alle norme UNI EN 12975 o UNI EN 12976, certificati da un organismo di un Paese dell’Unione Europea e della Svizzera.
Bisogna fare attenzione pero’ perchè anche l’installazione dei pannelli solari deve essere realizzata su edifici esistenti. Per le spese effettuate dal 1° gennaio 2008 per l’installazione di pannelli solari, non occorre più presentare l’attestato di certificazione energetica (o qualificazione energetica).
Fonte: Agenzia delle entrate
Le cascine di Milano
Presentato l’atlante delle strutture rurali. Presto un bando per la riqualificazione di due realtà periurbane, una in Parco Lambro e una nel Parco della Vettabbia.
“Sono felice di presentare un progetto nato molti anni fa, quando ho pensato di candidare Milano all’Expo 2015 e a come poter valorizzare la nostra città. L’agricoltura urbana e periurbana è molto coerente con le caratteristiche del nostro territorio e con il tema dell’Esposizione universale, legata al problema della carenza di cibo e a quello dell’educazione alimentare. Da qui è nata l’idea di dare vita, insieme con l’assessore Masseroli e l’architetto Boeri, a un progetto per lo sviluppo delle cascine milanesi, lasciando intatta la loro identità agricola”.
Così è intervenuto il Sindaco Letizia Moratti, nel Salone d’onore della Triennale, alla presentazione dell’iniziativa Le cascine pubbliche e l’Expo 2015. Un progetto sostenibile per il futuro di Milano.
“A Milano ci sono 59 cascine, 18 di esse - ha spiegato il Sindaco Moratti – sono in stato di abbandono e aspettano di essere recuperate e valorizzate. Ci è sembrato opportuno sviluppare un percorso che possa favorirne la riqualificazione, coinvolgendo i soggetti e delle associazioni che già le abitano e le rendono vitali”.
Grazie anche al lavoro congiunto del Comune, del Piano Intercomunale Milanese e del Politecnico di Milano, è stato possibile realizzare l’atlante delle cascine che circondano la nostra città, presentato oggi: “Adesso siamo in procinto di lanciare due bandi che prevedono la riqualificazione di due cascine, una in Parco Lambro e una in Parco della Vettabbia” ha annunciato Letizia Moratti.
Il Sindaco ha concluso sottolineando la dimensione sociale dell’iniziativa: “Il progetto sarà l’occasione per avvicinarci al 2015, cercando di dare risposte concrete sia alle grandi sfide sia incrementando gli strumenti di recupero sociale, gli elementi, cioè, di ricostruzione della fragilità delle persone”.
“È un dovere civile sostenere le cascine – ha dichiarato l’assessore Masseroli – perché fanno parte della storia di Milano. Il Piano di Governo del Territorio, con le regole flessibili che lo caratterizzano, è un’opportunità che alimenta e dà nuova energia alla realtà territoriale rappresentata dalle cascine e ancora così radicata nella nostra città. Recuperare le cascine come luogo di ritrovo – ha aggiunto Masseroli – o come centro di accoglienza, o centro di formazione per le scuole, è per l’Amministrazione comunale la prima azione di una vera riforma ambrosiana”.
Fonte: Attico.it
600 milioni a Roma dalla cessione immobili della Difesa
Il Comune di Roma potrà incassare 600 milioni dalla cessione di immobili della Difesa, attraverso uno o più fondi di investimento immobiliare. Un emendamento alla legge finanziaria risponde così alle esigenze della Capitale, già affrontate nel 2008 con la concessione di un’anticipazione di 500 milioni da parte della Cassa Depositi e prestiti. In base al testo presentato ieri alla Camera dal governo, le nuove risorse dovrebbero arrivare tramite un’anticipazione di tesoreria, condizionata però al conferimento degli immobili nel fondo. Altri 100 milioni da destinare agli investimenti infrastrutturali verranno concessi per il 2012. Il fondo che sarà gestito da una Sgr (società di gestione del risparmio) viene creato «allo scopo di conseguire attraverso la valorizzazione e l’alienazione degli immobili militari, le risorse necessarie a soddisfare le esigenze infrastrutturali e alloggiative delle Forze armate». Accordi di programma potranno essere stabiliti con i Comuni nei quali si trovano le strutture, che poi avranno una quota tra il 10 e il 20 per cento del ricavato delle cessioni.
Toccherà al ministero della Difesa stabilire gli immobili da trasferire, che comunque potranno ancora essere utilizzati a titolo gratuito, fino alla ridefinizione delle loro funzioni; ed al bilancio di quel dicastero affluiranno i proventi della cessione di quote del fondo, nel rispetto dei vincoli di bilancio sottoscritti dall’Italia in sede europea e fatta salva la somma di 600 milioni da destinare a Roma.
Soldi che, puntualizza l’emendamento governativo, saranno destinati al raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica nel 2010. E che di fatto affluiranno al Comune sotto forma di anticipazione di tesoreria, vincolati ad un utilizzo ben preciso: 500 milioni per il «pagamento delle rate di ammortamento e degli oneri di parte corrente, relativi ad oneri di personale, alla produzione di servizi in economia e all’acquisizione di servizi e forniture, compresi nel piano di rientro» a suo tempo approvato dall’esecutivo. Altri 100 milioni andranno invece al «programma degli investimenti». L’anticipazione, che dovrà essere disciplinata da un’apposita convenzione è subordinata al conferimento degli immobili e si estinguerà comunque entro dicembre 2010.
Ulteriori 100 milioni, prelevati però da un altro fondo nazionale, sono stanziati per essere utilizzati dal Comune di Roma nel 2012 per ulteriori interventi infrastrutturali. Infine l’emendamento prevede che per l’attuazione del piano di rientro finanziario sia nominato un commissario straordinario che però, a differenza di quanto scritto nella legge del 2008, non coincide più necessariamente con il sindaco di Roma.
fonte: Il Messaggero
Dubai
Dubai World ristruttura debiti per 26 miliardi, l'emiro di Dubai getta acqua sul fuoco, ma le Borse degli emirati fanno ancora capolino. La società controllata dal Governo del piccolo emirato arabo ha messo a punto un piano che prevede la ristrutturazione del suo debito per una cifra complessiva di 26 miliardi di dollari.
Il piano prevede un processo di ristrutturazione in cinque fasi, che interesserà alcune delle società controllate, tra cui anche l'immobiliare Nakheel, tra le più colpite dalla crisi. La ristrutturazione esclude le imprese della holding Dubai Word che hanno un buon andamento finanziario. Si tratta di Istithmar World, DP World e Jebel Ali Freezone.
Il tentativo è quello di salvare i cosiddetti gioielli del gruppo, anche se gli esperti sono scettici sulla possibilità che Dubai World possa riuscire a disfarsi dei debiti etenersi tutte le imprese sane. Gli obbligazionisti del gruppo sono ancora sotto shock per l'annuncio della moratoria sul pagamento dei debiti, ma difficilmente accetteranno una ristrutturazione senza avere delle forti garanzie in cambio, specie ora che il governo si è tirato fuori dalla copertura del debito.
Nakheel, che è l'anello debole dell'impero finanziario di Dubai World, alla fine del 2008 aveva in portafoglio attività del valore di circa 100 miliardi di dollari. Ma nel frattempo i prezzi degli immobili sono crollati del 50% e gran parte delle mega-costruzioni progettate dal gruppo sono rimaste invendute e coi lavori fermi a metà.
Anche Limitless, l'altro braccio operativo nel settore immobiliare, sulla carta ha un portafoglio con attività del valore di 100 miliardi di dollari, ma ha gli stessi problemi di Nakheel. Per questo Dubai World rischia di dover mettere in vendita almeno una parte dei suoi gioielli.
Nonostante l'annuncio di Dubai World sono continuati anche oggi gli ordini di vendita alla Borsa di Dubai e in quella di Abu Dhabi essendo venuta meno la fiducia degli investitori sul piccolo emirato arabo dopo che, la scorsa settimana, Dubai Wolrd ha chiesto una moratoria sul suo debito che ammonta a circa 60 miliardi di dollari.
Proprio la Borsa della città emiratina ha chiuso con un -5,61%. Male anche la vicina Abu Dhabi con un -3,57%. A poco sono servite le considerazioni dell'emiro di Dubai, Sheikh Mohammed bin Rashid al-Maktoum, che è anche vice presidente, premier e ministro della Difesa degli Emirati arabi uniti, secondo cui il Governo dell'emirato e Dubai World sono due entità separate.
"Mettere insieme il gruppo Dubai World e il Governo è sbagliato. La nostra economia è forte e solida". E' con queste parole che l'emiro ha commentato per la prima volta la crisi finanziaria che sta colpendo il suo emirato. I numeri di Moody's parlano chiaro. L'agenzia internazionale di rating ha infatti stimato in 100 miliardi di dollari il debito complessivo dell'emirato di Dubai e delle sue aziende.
Moody's ha specificato che Dp World e la Free Zone Jabel Ali, due società di Dubai World, che non rientrano nella ristrutturazione del debito, hanno debiti di circa 10 miliardi di dollari. Secondo Moody's la ristrutturazione di parte dei debiti di Dubai World potrebbe portare a una catena di default e al downgrade dei rating di numerose banche degli Emirati arabi uniti, mentre le grandi banche internazionali subiranno danni relativi.
Per Moody's le banche degli Emirati controllano circa il 15-20% dei 60 miliardi di dollari di debiti di Dubai World. Mentre le banche inglesi hanno la maggiore esposizione verso il debito di Dubai World, a detta di Harm Zebreges, rappresentante del Fondo Monetario Internazionale per la zona Asia-Pacifico. "Secondo quanto ci risulta l'esposizione delle banche asiatiche è limitata con una più forte esposizione delle banche britanniche", ha sottolineato Zebreges.
Rientrati in parte i timori sulla situazione finanziaria a Dubai, le Borse europee oggi viaggiano in territorio positivo. Incoraggiate anche dalla buona apertura di Wall Street (+1% il Dow Jones e +1,20% il Nasdaq), le piazze finanziarie del Vecchio Continente consolidano i progressi. Londra guadagna l'1,90%, Francoforte l'1,94%, Parigi il 2,20%.
Piazza Affari si muove compatta con il resto d'Europa, con il Ftse Mib in rialzo del 2,34%. Bene anche All Share (+2,26%). Il prezzo del petrolio è tornato sopra quota 78 dollari, l'euro a quota 1,51 dollari: la moneta europea ora passa di mano a 1,5090 dollari, dopo essere risalita a 1,5105 e l'oro ha aggiornato il massimo storico. Ha infatti sfondato quota 1.200 dollari l'oncia. Al Comex di New York i future con scadenza a febbraio hanno segnato un nuovo record storico a 1.200,05
dollari.fonte: Milano Finanza
Andamento del mercato immobiliare.
I risultati delle indagini sul mercato immobiliare svolte
dall’Agenzia del Territorio, per quanto riguarda l’andamento delle compravendite nei primi nove mesi del 2009, e da Nomisma, che ha presentato il rapporto di fine anno per quanto riguarda i mercati delle principali aree metropolitane, mostrano un mercato immobiliare pressocchè bloccato, dove chi deve vendere aspetta la ripresa della domanda e chi deve comprare attende un calo delle quotazioni. Il risultato, dunque, è una diminuzione degli scambi e un calo molto contenuto dei prezzi.
Secondo i dati diffusi da Nomisma i prezzi delle 13 aree considerate evidenziano tutti un calo, soprattutto a Firenze in cui è stata registrata una diminuzione del 5,9%, mentre la tenuta migliore è stata registrata a Cagliari dove la riduzione è stata dell’1,4%.
Questo per quanto riguarda il nuovo mentre se consideriamo gli appartamenti usati la riduzione più drastica è stata registrata da Venezia dove il calo è stato del 5,9% mentre quella meno accentuata riguarda ancora una volta Cagliari in cui il calo è stato dello 0,8%. Infine, per quanto riguarda le abitazioni da ristrutturare il dato più elevato riguarda Bologna con un 6,1% e quello meno significativo coinvolge ancora una volta il capoluogo sardo che in questo caso registra una riduzione dello 0,3%.
Il calo piuttosto contenuto dei prezzi, dunque, produce un blocco del mercato, per far si che si sblocchi secondo gli esperti sarebbe necessario un ulteriore ribasso del 15%, che però non rientra tra le stime di Nomisma.
I dati diffusi dall’Agenzia del Territorio segnalano un calo delle vendite del 14,1% nei primi nove mesi del 2009, da questo punto di vista le cose vanno meglio nei capoluoghi dove la riduzione è stata del 6,6% mentre negli interland il calo è stato del 12,9%. Il dato più negativo riguarda Firenze con un -27% e Milano con un -14,1% mentre si pone in controtendenza Roma che ha registrato un +1,6%.
I dati evidenziano inoltre che nell’ultimo perido si predilige la qualità visto che le diminuzioni riguardano soprattutto gli immobili di fascia bassa e i cantieri con standard costruttivi non elevati.
Gli immobili di pregio non hanno risentito della crisi
Più attenzione ai dettagli e alla qualità. Ma le case di pregio, soprattutto se posizionate a Roma o a Milano trovano ancora oggi un mercato favorevole. La tenuta dei valori per questa tipologia di abitazioni è spiegabile soprattutto per la scarsa offerta presente sul mercato mentre la domanda è molto esigente: chi cerca tipologie di pregio, infatti, predilige soprattutto quelle posizionate ai piani alti, luminose, dotate di terrazzo, con ampi spazi di rappresentanza, doppi servizi, box o posto auto. Fondamentale il palazzo in cui è inserita l’abitazione, che deve presentarsi in ottime condizioni, meglio se posizionato su strade tranquille e lontane dal traffico.
Le abitazioni signorili di pregio nuove possono costare in media 15 mila euro al metro quadrato a Roma intorno a Piazza di Spagna, 12.500 euro nel quadrilatero della moda milanese, 10 mila euro in zona Petrarca-Orazio a Napoli. Sono prezzi che a qualcuno faranno storcere un po’ il naso perché sembreranno forse troppo bassi, ma si tratta pur sempre di valutazioni «medie».
In particolare chi cerca soluzioni di prestigio a Milano si orienta soprattutto sulle zone centrali tra cui il Quadrilatero, corso Vittorio Emanuele, l’area intorno alla Scala, via Borgonuovo e via de Giardini nel quartiere di Brera dove ci sono le abitazioni più prestigiose, situate in palazzi storici del XIX secolo e in stile liberty. L’offerta è però limitatissima. Quanto alla domanda, negli ultimi tempi sono stati soprattutto russi ed inglesi ad investire acquistando un’abitazione da utilizzare per brevi soggiorni a Milano. Qui la domanda porta la firma di professionisti, avvocati, dirigenti che cercano soprattutto appartamenti ai piani alti (più difficili da trovare) anche nelle zone di via Spartaco e via Montenero.
A Roma, invece, continua ad andare per la maggiore la zona del centro storico e dei Parioli dove la domanda è alimentata da imprenditori, attori, professionisti e famiglie di origini nobili che comprano per migliorare l’abitazione di proprietà o per destinarla ai figli, mentre nel Centro si registrano acquisti da parte di persone residenti in altre regioni d’Italia o a volte da parte di stranieri amanti della città eterna che realizzano così un investimento immobiliare.
Nel cuore di Roma le zone più ricercate per le abitazioni di prestigio sono piazza del Popolo, via del Babuino, piazza di Spagna, Campo dei Fiori, piazza Navona, via Veneto e la zona intorno al Pantheon dove per le soluzioni di prestigio esiste un range di prezzo che può oscillare da 14 a 17 mila euro al metro quadrato. Nel quartiere Parioli invece le soluzioni più prestigiose si trovano nei dintorni di piazza delle Muse, in via Monti Parioli, intorno a Villa Grazioli e viale Liegi dove si concentrano immobili signorili degli anni ‘20 e i prezzi oscillano tra 8 e 15 mila euro al metro.
RIMI Roma
Dal 27 al 30 Novembre si svolgerà la:"Rassegna Italiana del mercato immobiliare" e delle Ristrutturazioni organizzata dalla Borsa Immobiliare di Roma. Il più seguito e prestigioso evento nel campo immobiliare aperto a pubblico e professionisti
http://www.rimi.roma.it/virtualtour/index.html
Impianti fotovoltaici raddoppiati in Italia nell’ultimo anno.

La notevole crescita, che proseguirà nel 2010, è dovuta allo sblocco degli iter autorizzativi avviati due anni fa da vari soggetti e prossimi al completamento, una maggiore chiarezza sugli incentivi e la maggiore disponibilità di capitale, sostiene il responsabile per lo sviluppo in Italia delle fonti rinnovabili di Enel Green Power ecco la magia è fatta.
In italia gli impianti fotovoltaici sono quasi raddoppiati nel giro di un anno passando secondo i dati forniti da Enel da 31.900 impianti installati a oltre 56.000 registrati dal 25 novembre del gestore Servizi Energetici. Complessivamente, nel Paese la potenza degli impianti fotovoltaici installati a oggi è di 700 Megawatt.
Secondo uno studio dell’Associazione europea dell’Industria fotovoltaica (Epia), entro il 2020 questo tipo di energia potrebbe arrivare a soddisfare fino al 12% della domanda di elettricità dell’Unione europea, contro una situazione attuale inferiore all’1%. L’Italia, secondo gli esperti dell’associazione, grazie al suo potenziale è uno dei Paesi che può contribuire in misura maggiore a raggiungere l’obiettivo.
“Quella fotovoltaica - spiega Adel El Gammal dell’Epia - è la tecnologia che registra la crescita più rapida tra le fonti rinnovabili e i cui costi, rispetto a quelli di altre fonti energetiche, diminuiranno più in fretta, di circa l’8% anno”.
Le condizioni geografiche dell’Italia sono ottime per il fotovoltaico. In particolare nel Centro e Sud del nostro Paese dove raggiungiamo, come in Sicilia, fino a 1.600 ore sfruttabili a pieno regime per la produzione del sole. “Il fotovoltaico è ancora in una fase di avvio non solo in Italia, ma nel mondo”, dice Ingmar Wilhelm, responsabile per lo sviluppo in Italia delle fonti rinnovabili di Enel Green Power.
Piano casa Lombardia
Entro la fine dell’anno Regione Lombardia avrà finanziato programmi e interventi per rispondere al bisogno abitativo con 374,7 milioni di euro, di cui circa 42 provenienti dal Piano casa nazionale. I provvedimenti completano il quadro della programmazione annuale, prevista dal Piano Regionale per l’Edilizia Residenziale pubblica 2007-2009, già approvato dal Consiglio regionale, che ha una dotazione complessiva di 653 milioni di euro.
Il “pacchetto casa” 2009 risulta dunque così articolato: 123,1 milioni per il Fondo sostegno affitti: 59,7 sono già stati distribuiti a 70.000 famiglie come contributo per il 2008. Gli altri 63,4 sono stati stanziati per il 2009 e saranno liquidati a partire dal prossimo 1 gennaio. Ne beneficeranno circa 60.000 famiglie.
Anche per l’anno in corso Regione Lombardia è riuscita a recuperare più risorse di quante stanziate inizialmente (51 milioni) così da garantire un sostegno addirittura più significativo di quello degli anni precedenti. 29,1 milioni per l’acquisto o la ristrutturazione della prima casa: ne potranno beneficiare 4.850 famiglie e giovani coppie. Di queste, 2.300 stanno ricevendo proprio in questi giorni il contributo.
51 milioni per 600 nuove case a canone sociale, moderato e in proprietà differita (riscatto dopo un certo numero di anni di affitto).
11 milioni per la riqualificazione di quartieri degradati: 5 milioni per il Residence Prealpino di Bovezzo (Brescia) e 6 milioni per il quartiere Feltrinelli a Milano.
53 milioni per completare la riqualificazione di 780 alloggi in varie province lombarde. Sono già state approvate le proposte di 15 Comuni. 42 milioni del Piano Casa Nazionale per realizzare, attraverso Comuni e Aler, almeno 500 nuovi alloggi. 65,5 milioni per il secondo Programma regionale “Contratti di quartiere”.
Fondo Sostegno affitti per 70.000 le famiglie che hanno beneficiato per il 2008 di un contributo che, a seconda del reddito Isee/Fsa del richiedente, ha coperto dal 23% al 50% del canone mensile di locazione. Vale e dire che, a seconda delle classi di appartenenza, i contributi annuali sono variati da un minimo di 250 e un massimo di 1.800 euro, determinati in funzione del canone di locazione, della situazione socio economica, dell’entità delle domande presentate e delle risorse finanziarie disponibili.
Novità importanti riguardano invece il provvedimento per l’anno in corso. E’ stato infatti aumentato del 30% il contributo annuale che riceveranno le famiglie che hanno un reddito Isee/fsa inferiore a 9.800 euro. Per una famiglia di 3 persone significa avere un reddito lordo annuo di 20.000 euro, per una di 4 vuol dire oltre 24.000. In sostanza, quindi, coloro che rientrano in questa categoria riceveranno in media 1.700 euro circa contro i 1.400 in media percepiti nel 2008. Anche chi presenta un reddito Isee/Fsa che eccede i 9.800 euro potrà beneficiare di un contributo più sostanzioso.
Se infatti nel 2008, in media, ha percepito circa 250 euro, quest’anno ne riceverà il doppio, cioè 500. I fondi, che saranno ripartiti all’inizio del prossimo anno, saranno dunque compresi fra un minimo di 500 euro e un massimo di 2500.
Acquisto o ristrutturazione prima casa: ne beneficeranno 4.850 famiglie. Di queste, 2.300 proprio in questi giorni stanno iniziando a ricevere il contributo. Importanti novità hanno riguardato il nono bando, che ha previsto l’assegnazione di un contributo di 6.000 euro, una tantum a fondo perduto, per l’acquisto o la ristrutturazione della prima casa.
I destinatari sono tutte le tipologie di famiglie previste dalla legge regionale sulla famiglia (23/1999), vale a dire le giovani coppie (quelle sposate dopo l’1 gennaio 2007 o che si sposeranno entro il 28 febbraio 2010, i cui componenti non abbiano compiuto 40 anni alla data di presentazione della domanda), le gestanti sole (donne gravide del primo figlio che siano nubili o prive del coniuge per separazione legale senza convivenza, divorzio o decesso), i genitori soli con uno o più figli minori a carico e i nuclei famigliari con almeno tre figli, che presentino un reddito Isee non superiore a 35.000 euro (lo scorso limite era 30.000).
Alloggi a canone sociale e moderato e con patto di futura vendita: Regione Lombardia cofinanzia con 51 milioni di euro interventi di costruzione di nuove unità abitative che si concludano in tempi brevi (massimo 36 mesi) da destinare a famiglie che hanno i requisiti per poter accedere all’assegnazione di un alloggio a canone sociale e/o moderato o in locazione con patto di futura vendita.
Sono state ammesse al bando pubblicato ad aprile 31 domande di operatori sia pubblici sia privati in grado di avviare i lavori in tempi brevi (dicembre 2009 per realizzazione diretta delle opere da parte del soggetto proponente, marzo 2010 in caso di affidamento dei lavori con procedura d’appalto). Si prevede si possano realizzare circa 610 unità abitative, 363 a canone sociale, 198 a canone moderato a 47 con patto di futura vendita.
Come cambiano nido gli Italiani
Come cambiano i comportamenti di chi desidera lasciare casa per iniziare una nuova vita? http://www.casa.it, il portale immobiliare numero 1 in Italia, lo svela attraverso la survey «Lasciare il nido e spiccare il volo verso nuovi… appartamenti». La survey individua due fasce di età in cui è più frequente lasciare la casa dei genitori per cercare la propria autonomia: il 27,5% del campione compie il grande passo tra i 20 e i 25 anni e il 24,4% rimanda la scelta tra i 25 e i 30 anni. Significativa anche la percentuale di coloro che abbandonano il nucleo familiare più tardi, tra i 30 e i 35 anni, forse in attesa di raggiungere una maggiore capacità economica (18,2%). Non mancano inoltre casi di giovani molto precoci o di adulti molto “rilassati”: il 15,7% spicca il volo a meno di 20 anni, mentre il 14,1% si attarda oltre i 35. Lo studio Casa.it conferma lo scenario europeo: Italia, Spagna e Grecia risultano infatti i Paesi in cui l’età media dei giovani che lasciano il nido è più alta, mentre i ragazzi più emancipati sono quelli del Nord Europa (Finlandia, Danimarca e Olanda), che abbandonano le pareti domestiche a 22 anni. A seguire gli inglesi a 23, i francesi a 24 e i tedeschi a 25 anni.
A conferma della natura romantica del nostro Paese, il dato sulle motivazioni alla base della scelta di lasciare la casa natale: la maggioranza lo fa per costituire un proprio nucleo familiare attraverso il matrimonio (30%) o la convivenza (16,8%). Nonostante la vita di coppia sia spesso alla base della decisione, si sta però affermando un crescente bisogno di indipendenza che spinge i giovani a cercare una prima sistemazione a prescindere dall’anima gemella (26,6%). Altri fattori determinanti sono il lavoro (14,7%) e lo studio (9%), che spesso richiedono trasferimenti in città diverse dal proprio paese natale. A questo proposito la regione che attrae il maggior numero di giovani è la Lombardia, che offre tradizionalmente ottime opportunità di lavoro e poli universitari di eccellenza. Molto gettonati anche il Lazio, per il fascino della Capitale, e Veneto, Emilia Romagna e Toscana, per il buon trade-off tra possibilità di impiego e qualità della vita.
Se la maggior parte dei giovani lascia la casa dei genitori per iniziare una nuova vita di coppia, le
soluzioni immobiliari preferite sono per il 57,6% i bi o trilocali. Le difficoltà economiche rendono però frequente anche l’opzione del monolocale (21%) o dell’appartamento in condivisione (18,7%). «Sempre più giovani accedono al portale Casa.it per cercare una prima casa in linea con le proprie esigenze e in base alla nostra esperienza possiamo affermare che, piccole o grandi che siano e in condivisione o meno, le case che accolgono i giovani dopo il primo distacco dai genitori soddisfano la maggior parte degli italiani», commenta Daniele Mancini, Amministratore
Delegato di Casa.it. «Dalla nostra survey emerge proprio che la prima sistemazione viene
considerata la soluzione perfetta (25,6%) o comunque un buon compromesso dopo gli agi della
vita in famiglia (46,3%)».
Nonostante la casa resti il sogno più ambito dagli italiani, i più affrontano l’“operazione
autonomia” a piccole dosi, optando in primo luogo per l’affitto di un appartamento (41,2%) o di
una camera (10,3%). Il 31% acquista casa o comunque si trasferisce in un immobile di proprietà,
preferendo spesso aspettare qualche anno per un investimento ragionato, piuttosto che
accontentarsi di soluzioni provvisorie. Non mancano comunque coloro che mettono da parte
l’orgoglio e decidono di farsi aiutare dalla famiglia o dagli amici: l’11,2% decide di approfittare
inizialmente di un’abitazione di proprietà dei genitori e il 6,2% acconsente all’ospitalità di
amici, parenti e partner.
Dopotutto ogni aiuto è ben accetto, dato che i budget di spesa per la nuova avventura sono
piuttosto contenuti. Il 35% è disposto a spendere fino a 600 Euro al mese per l’affitto, mentre il
56% si propone di limitare la spese addirittura a 300 Euro al mese, cifra che consente solo la
scelta di una stanza o comunque di un appartamento in condivisione. Chi desidera acquistare si
pone, invece, in genere un budget massimo di 200.000 Euro (80%). In questo scenario di
ristrettezze economiche il 18% rimedia dividendo l’affitto con coinquilini e partner e il 26,6%
accende un mutuo. In molti (32,4%) ricorrono all’aiuto finanziario dei genitori, ma non mancano
coloro che pur di realizzare il proprio sogno cercano di arrotondare le entrate con un lavoro o
una seconda occupazione (8,4%).
Tra gli ostacoli che spesso ritardano la decisione di abbandonare la casa dei genitori c’è quindi
la mancanza di disponibilità economica (47,3%). Il 23,8% ammette però che si tratta di una
scelta di comodo e non di un reale impedimento, poiché vivere con mamma e papà ha i suoi
vantaggi in linea con il consueto stereotipo italiano: casa pulita e pasti caldi, certo a prezzo di
qualche piccola intrusione da parte di genitori apprensivi e forse un po’ invadenti. Dopotutto il
14,7% degli intervistati afferma di non essersi sentito pronto per effettuare il grande salto in
precedenza, a dimostrazione che vivere in famiglia preserva da molte preoccupazioni: una
sensazione a cui non si riesce a rinunciare tanto in fretta.
fonte: casa.it





