notizie immobiliari
Web: immobiliare.it PRIMO PORTALE IMMOBILIARE
Immobiliare.it celebra il finire dell’anno con ottime notizie. Dopo il successo ottenuto nel 2008, il portale si è aggiudicato il titolo di 'Sito web dell’anno' anche nel 2009. Immobiliare.it è stato eletto dagli utenti web il 'Sito web più popolare' e il 'Miglior sito web', titolo già vinto lo scorso anno. Il concorso paneuropeo 'Sito web dell’anno' è organizzato dall’agenzia di ricerche di mercato online Metrixlab e supportato, fra gli altri, da Nielsen Netratings. A oggi è l’unica classifica riconosciuta presente in Italia e la valutazione del vincitore viene fatta direttamente dagli utenti. Quest’anno hanno ricevuto la nomination 167 siti e sono stati inviati più di 1.900.000 di voti validi. In ciascuna categoria è possibile vincere due premi; il titolo di Migliore sito web dell’anno viene conferito in base alla media dei punteggi ottenuti sui tre criteri di valutazione (navigazione, contenuto e design); quello di Sito web più popolare viene assegnato al candidato che riceve il più alto numero di voti. “Il 2009 è stato un anno molto intenso ed importante per noi.”, ha dichiarato Carlo Giordano, amministratore delegato di Gruppo Immobiliare.it, “Abbiamo lanciato il portale dedicato Affitti.it, la piattaforma Immobiliare.it Mobile, reso disponibile il sito in otto lingue, permesso ai nostri utenti di beneficiare della visibilità internazionale derivante dall’accordo con EdenWay, raddoppiato i nostri investimenti pubblicitari con una campagna da 1 miliardo di impressions e, pochi giorni fa, abbiamo arricchito i nostri annunci della funzione “servizi di zona”. Vedere che tutti i nostri sforzi sono stati apprezzati da chi usa il sito e ci ha tributato un riconoscimento così importante è per noi una enorme soddisfazione e uno stimolo a fare ancora meglio per il 2010”. Nato nel 2007, Immobiliare.it, è oggi il capofila dell’omonimo gruppo che conta anche eureKasa.it (sito storico dell’azienda, andato online nel 2005 e oggetto quest’anno di un importante rilancio), NuoveCostruzioni.it, (piattaforma di riferimento per chi cerca case nuove oppure vuole comprare “su carta” abitazioni o strutture commerciali andata online sul finire del 2008) e Affitti.it (portale dedicato a chi cerca immobili in locazione inaugurato a settembre 2009). Ogni giorno sono disponibili su Gruppo Immobiliare.it oltre 2.500.000 di annunci pubblicati da più di 13.000 agenzie immobiliari e le pagine viste ogni mese sono ormai stabilmente più di 41.000.000.
Pannelli solari: fissato l’importo massimo detraibile.
Per interventi di installazione di pannelli solari si intende l’installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda per usi domestici o industriali e per la copertura del fabbisogno di acqua calda in piscine, strutture sportive, case di ricovero e cura, istituti scolastici e università.
L’importo considerato MASSIMO DETRAIBILE è di 60.000 €.
I fabbisogni soddisfatti con l’impianto di produzione di acqua calda possono attenere non soltanto alla sfera domestica o alle esigenze produttive ma più in generale all’ambito commerciale, ricreativo o socio assistenziale, in pratica possono accedere alla detrazione tutte le strutture afferenti attività e servizi in cui è richiesta la produzione di acqua calda.
Ai fini dell’asseverazione dell’intervento concernente l’istallazione dei pannelli solari è richiesto: un termine minimo di garanzia (fissato in cinque anni per pannelli e i bollitori e in due anni per accessori e i componenti tecnici); che i pannelli siano conformi alle norme UNI EN 12975 o UNI EN 12976, certificati da un organismo di un Paese dell’Unione Europea e della Svizzera.
Bisogna fare attenzione pero’ perchè anche l’installazione dei pannelli solari deve essere realizzata su edifici esistenti. Per le spese effettuate dal 1° gennaio 2008 per l’installazione di pannelli solari, non occorre più presentare l’attestato di certificazione energetica (o qualificazione energetica).
Fonte: Agenzia delle entrate
La casa ecologica ha bisogno di incentivi e dell’eco-prestito
Si parla tanto di risparmio energetico e di riqualificazione eco-sostenibile delle case e degli edifici in genere, ma l’Italia continua a presentare continui paradossi: nell’ambito della discussione della legge finanziaria, infatti, è stata messa in dubbio la proroga della detraibilità del 55% delle spese sostenute per la riqualificazione energetica. Tanto che Rossella Giavarini, Presidente di Confindustria-Finco (la federazione che rappresenta le industrie, i sistemi e gli impianti per le costruzioni e le manutenzioni edili e stradali) si è rivolta con una lettera ai ministri Tremonti, Scajola e Prestigiacomo per proporre due soluzioni concrete al problema: la prima, fondamentale, riguardante la necessità di prorogare o, meglio, stabilizzare il bonus del 55% e la seconda riguardante l’ipotesi di introduzione di un «Eco-Prestito».Considerato il fatto che il patrimonio abitativo italiano contribuisce per oltre il 35% alle emissioni di anidride carbonica nazionale, infatti, Finco sottolinea l’assoluta necessità di prevedere una proroga della misura del 55% di detrazione. «E’ indispensabile che tale misura venga prorogata per il triennio 2011-2013, se non addirittura resa stabile» ha dichiarato Giavarini che ha proposto anche un progetto per l’incentivazione dell’efficienza energetica nelle abitazioni private.
In pratica si tratta di consentire l’accesso a prestiti agevolati a tasso zero per 10 anni fino ad un massimo di 30.000 euro per ciascun beneficiario. «Per accedere a questi eco-prestiti occorrerebbe certificare di aver effettuato almeno due interventi che vanno dall’ incremento dell’efficienza energetica delle coperture e delle pavimentazioni a quello dei muri perimetrali e delle finestre, porte esterne e schermature solari, all’installazione di apparecchiature e sistemi per riscaldamento e produzione di energia elettrica ed acqua calda utilizzanti fonti rinnovabili o assimilate» spiega Giavarini convinta che la misura concorrerebbe all’abbattimento delle emissioni di anidride carbonica del patrimonio costruito e potrebbe essere finanziata in parte dalle Fondazioni bancarie o soprattutto dalla Cassa Depositi e Prestiti. L’Eco-Prestito potrebbe essere rimborsato in dieci anni, ma i lavori dovrebbero iniziare entro il 2010 e terminare al massimo entro l’anno successivo. Il prestito potrebbe essere riscosso in due tranche ad inizio e fine lavori, in modo da incentivare l’effettiva realizzazione degli interventi, generando, oltre che un incremento di tutte le attività imprenditoriali connesse, anche un aumento occupazionale con un chiaro ed immediato effetto anticiclico, utile per superare l’attuale congiuntura e favorire la ripresa.
Fonte: casa.it