notizie immobiliari

Casa in Valle d'Aosta

Casa in Liguria

Casa a Miami

Glamour immobiliare

Notizie finanziarie

Cerchi lavoro?

Visualizzazione post con etichetta acquisto prima casa. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta acquisto prima casa. Mostra tutti i post
mercoledì 30 dicembre 2009

Seguici dal cellulare



Da oggi il BLOG Notizie Immobiliari si puo' seguire anche dal cellulare.

Ecco l'indirizzo: http://tecnogruppo.mofuse.mobi/

Leggere le ultime news del settore immobiliare e pubblicare i propri commenti sarà molto piu semplice.

Ovunque con voi.

Tecnogruppo RE
martedì 29 dicembre 2009

Immobiliare: ripresa nella seconda metà del 2010

Cantiere San Giorgio 033

I valori e le compravendite immobiliari saranno ancora in calo nella prima parte del 2010, poi comincera' una ripresa.

Ma solo, stando ad Assoedilizia, per immobili di qualita', e a partire dai due piu' grandi mercati nazionali, Milano e Roma.

E' possibile anche una ripresa, seppur settoriale, per Venezia e Firenze, e per il centro di Torino, Genova e Bologna.

Attesi pero' ulteriori ribassi al Sud, con Napoli, Bari e Palermo in testa. E' visto stabile il mercato a Cagliari.

Ci sembra opportuno quindi invogliare chi sta cercando casa, nel percorrere nei primi mesi del 2010, la strada dell’acquisto. In previsione di un rialzo è quindi opportuno approfittare dell’attuale fase di mercato con prezzi ribassati e molta offerta soprattutto nelle nuove costruzioni.

Inoltre in questo momento sono molto favorevoli i tassi d’interesse dei mutui, hanno raggiunto in questi mesi il minimo storico.

Italia: immobiliare 20% del Pil

MARCHIO

In Italia il comparto immobiliare rappresenta quasi un quinto del PIL. Le attività immobiliari costituiscono oltre il 60% della ricchezza delle famiglie. Il credito erogato al settore (mutui alle famiglie, prestiti alle imprese di costruzioni e dei servizi connessi con le attività immobiliari) è un terzo degli impieghi bancari totali. E' quanto si legge nel rapporto "L'andamento del mercato immobiliare italiano e i riflessi sul sistema finanziario" pubblicato dalla Banca d'Italia.


Il mercato immobiliare influenza l'attività economica attraverso molteplici canali. Variazioni del valore degli immobili si riflettono sull'accumulazione di capitale sia nel settore delle costruzioni, in quanto alterano la redditività degli investimenti, sia nel resto dell'economia, laddove si accompagnino a mutamenti nelle condizioni di accesso al credito. Le variazioni dei prezzi delle abitazioni influenzano inoltre i consumi delle famiglie proprietarie, soprattutto se percepite come permanenti. Peraltro, un peggioramento del ciclo immobiliare, data la riluttanza delle famiglie a cedere la proprietà delle case, viene riassorbito soprattutto attraverso un calo delle compravendite e degli investimenti in nuove costruzioni, piuttosto che dei corsi immobiliari.
Il sistema finanziario è anch'esso esposto all'evoluzione del mercato immobiliare.

Il principale canale di trasmissione è la variazione del valore delle garanzie bancarie indotta dai corsi immobiliari, che influenza sia il costo e la disponibilità di credito, sia la qualità dell'attivo delle banche. Effetti rilevanti discendono inoltre dal legame tra i prezzi degli immobili e la capacità di onorare il servizio del debito da parte delle imprese, soprattutto quelle di costruzioni.
L'esperienza storica mostra come le fluttuazioni delle quotazioni immobiliari possano ripercuotersi pesantemente sulla solidità degli intermediari creditizi e su quella dell'intero sistema finanziario.

lunedì 28 dicembre 2009

CASA: la ricchezza delle famiglie italiane.

Secondo la pubblicazione di Bankitalia sulla ricchezza delle famiglie italiane la casa continua a rappresentare la principale fonte di ricchezza con un valore nel 2008 di 4.700 miliardi di euro a fronte di quasi 8.300 miliardi di ricchezza complessiva.
Dalla ricerca emerge che le attività reali con 5.715 miliardi rappresentano il 69% della ricchezza, le attività finanziarie il 41% con 3.374 miliardi e le passività il 10% (805 miliardi di euro).
Per quanto riguarda le attività reali, quasi l'82% del valore risulta in abitazioni, il 6% fabbricati non residenziali, poco più del 6% impianti e macchinari, terreni 4% e oggetti di valore 2%. La ricchezza in abitazioni nel 2008 è aumentata del 2,8% a prezzi correnti mentre risulta in calo dello 0,4% a prezzi costanti.

martedì 22 dicembre 2009

USA: forte incremento di vendite immobiliari

casa in vendita con cartello for sale in america

Balzo del 7,4% per le vendite di case esistenti in USA nel mese di novembre, che si attestano a 6,54 milioni di unità, rispetto ai 6,09 mln rivisti del mese precedente. Il dato risulta migliore delle attese degli analisti che indicavano un aumento a 6,3 mln. Il dato è stato comunicato dall'Associazione Nazionale degli Agenti Immobiliari (NAR) Usa. Nei confronti dell'anno precedente si registra una aumento del 44,1%.

Accordo Federconsumatori-ABI

Federconsumatori esprime il proprio apprezzamento per l’ accordo raggiunto con l’ABI in merito alla sospensione delle rate dei mutui.

Tale accordo prevede la sospensione del pagamento delle rate dei mutui, per la durata di un anno, per i mutuatari che abbiano un reddito massimo di 40.000 Euro annui, per un importo non superiore a 150.000 Euro.

Sono oltre 350 mila le famiglie che si trovano in difficoltà con il pagamento delle rate dei mutui.
Ora ci aspettiamo che, quanto è stato fatto nell’ambito dei mutui si avvii anche in un altro settore che registra una grave difficoltà da parte delle famiglie: il credito al consumo.
Come sottolineato dai dati relativi al 2009, infatti, le famiglie tendono ad indebitarsi sempre di più, ma non per l’acquisto di beni durevoli, bensì per “tirare avanti”, come testimonia la crescita dell’ indebitamento attraverso carte revolving e cessione del quinto dello stipendio, che, oltretutto, pongono percentuali di interesse ai limiti dell’usura e dello strozzinaggio.

Per non parlare dei numerosi pignoramenti e di casa messe all’asta!

Fonte: Federconsumatori

venerdì 18 dicembre 2009

Mercato immobiliare: Provincia di Milano, Monza e Brianza

Nel rapporto dell’Agenzia del Territorio, il numero di transazioni avvenute nel I semestre 2009 sono: 26.695 della quali 21.525 nella provincia di Milano e 5.170 nella provincia di Monza e Brianza.

Rapportate a quelle del I semestre 2008 si registra una diminuzione media per le due province pari al 14,6% (-14,6% MI e -14,3% (MB).

La rilevazione precedente 2008 su 2007 indicava -12,9%, quella del 2007 su 2006 indicava -7,3%,
quella del 2006 su 2005 indicava +1,6% mentre quella del 2005 su 2004 indicava +8,4%). In tutte le
macroaree si rileva una contrazione del volume di compravendite; tale contrazione è particolarmente accentuata nel Sud Milano (-25,6%)  nell’Alto Milanese (-23,7%), mentre la contrazione più lieve si ha in Milano città (-7,9%).
La variazione di transazioni rispetto al I semestre 2008 nei 189 comuni delle due province (MI e MB). Ovviamente le variazioni più accentuate si hanno sui comuni di ridotte dimensioni di stock, laddove un intervento edilizio di medie dimensioni influenza in maniera significativa il normale andamento del mercato. Il prevalere del colore verde (volumi di transazioni in diminuzione) è indice della contrazione generalizzata del mercato immobiliare della provincia. Solo in 66 comuni (35% dei comuni delle due province) risulta una variazione positiva del NTN; ma sono prevalentemente piccoli comuni, infatti in essi si concentrano solo il 21% del NTN delle due province.

L’indice IMI, seppure in calo di 0,48 punti, conferma l’ottima dinamicità del mercato immobiliare residenziale delle due province che rimane attestato su un valore medio di 2,7% (2,7% per Milano e 2,8% per Monza e Brianza), e che ha i suoi picchi nelle macroaree Direttrice Est (3,5%), Sud Milano (3,2%) e Abbiatense Magentino (3,1%), mentre ha i minimi nelle due città capoluogo Milano (2,3%) e Monza (2,2%).

A fronte di una quotazione media della ex provincia di Milano pari a €/m2 2.110 (€/m2 2.223 per MI e €/m2 1.621 per MB), il massimo delle quotazioni medie del I semestre 2009 si ha nella città di Milano (€/m2 2.956, per Monza €/m2 2.331), mentre il minimo si riscontra nell’Alto Milanese (€/m2 1.318). La variazione delle quotazioni medie delle due province è stata pari a -1,6% rispetto al I semestre 2008. In tutte le macroaree si riscontrano variazioni negative di quotazione e la performance peggiore spetta all’Alto Milanese (-3,2%).

Le quotazioni medie di mercato trovano il loro massimo nella città di Milano per poi decrescere più ci si allontana verso la periferia della provincia. Si nota inoltre come le quotazioni siano maggiormente sostenute verso nord (Brianza).

Fonte: Agenzia del Territorio

lunedì 14 dicembre 2009

ICI: saldo entro il 16 dicembre.

ici4

saldo ICI entro il 16 Dicembre.

Lo scorso anno è stato abolito solo sulla PRIMA CASA.

 

Per tutti gli altri immobili, siamo in scadenza.

sabato 12 dicembre 2009

CityLife, Ligresti “raddrizza” le torri.

CityLife

Ligresti, a margine dell’inaugurazione del cantiere di CityLife, ha quindi ribadito la smentita alle indiscrezioni relative alla sua eventuale uscita dalla società milanese.

Parlando del progetto del quartiere Fiera, ha sottolineato che le torri disegnate dalle archistar Libeskind, Hadid e Isozaki verranno «raddrizzate», anche per risparmiare sui costi.

Dietro alle parole di Ligresti c’è un problema “tecnico” di cubature: l'inclinazione prevista  penalizza in modo eccessivo le superfici abitabili.

Ligresti ha promosso, inoltre,  il nuovo documento urbanistico di Palazzo Marino, il Pgt, giudicato «un ottimo piano». La ragione?«Rispecchia quelle che sono le esigenze attuali della città: creare molto verde e spostare volumi dove c'è bisogno».

venerdì 11 dicembre 2009

6 proposte per ripartire

Sono sei proposte e arrivano dritte dritte da Finco (la federazione che rappresenta le industrie ed i sistemi per le costruzioni e le manutenzioni edili e stradali). Rappresentano la ricetta di quello che bisognerebbe fare per dare nuovo slancio al settore immobiliare.
La prima riguarda la necessità assoluta di prevedere una proroga al 2012 del bonus del 55% per la riqualificazione energetica degli edifici sia per rendere più efficiente le costruzioni già esistenti sia per far emergere le sacche di lavoro nero e di evasione.
La seconda riguarda il tipo di maggioranza necessaria nel condominio per attuare le misure di abbattimento e ricostruzione con il bonus del 20% soprattutto se si vuole rendere lo stabile più efficiente sotto il profilo energetico.
La terza, come da evidenziato e accolto in alcune Regioni, riguarda la necessità di una estensione del Piano casa anche ai manufatti industriali e commerciali e non solo a quelli residenziali.
La quarta consiste nell’ampliamento delle categorie merceologiche cui è possibile applicare la detassazione degli utili reinvestiti
La quinta prende il nome di «Eco-prestito» e prevede l’accesso a prestiti agevolati a tasso 0 per 10 anni fino ad un massimo di 30.000 euro per ciascun beneficiario. l’Eco prestito dovrebbe essere utilizzato a fronte di una certificazione di interventi che vanno dall’incremento dell’efficienza energetica delle coperture e delle pavimentazioni a quello dei muri perimetrali e delle finestre, porte esterne e schermature solari, fino all’installazione di apparecchiature e sistemi per riscaldamento e produzione di energia elettrica ed acqua calda utilizzanti fonti rinnovabili o assimilate.
La sesta riguarda i ritardati pagamenti alle imprese. Va risolto subito, dicono gli industriali, anche ad esempio, attraverso il ricorso alla Cassa Depositi e Prestiti per crediti vantati dalle imprese e certificati dalla pubblica amministrazione.
Ora, posto che tutte e sei le proposte sono valide, manca una proposta su tutte: e cioè che aumentino i controlli per far emergere il nero, male incurabile del settore immobiliare italiano. E soprattutto piaga molto più profonda rispetto a quella che potrebbe essere curata con un bonus del 55%. O no?

fonte: www.casa.it

mercoledì 9 dicembre 2009

Arluno: appartamenti in classe energetica A

www.tecnogruppo.it

Mercato immobiliare: secondo NOMISMA segnali di miglioramento

rendering

In effetti, molti segnali sembrerebbero indicare che il mercato immobiliare stia migliorando.

Lo dicono soprattutto le previsioni degli operatori che appaiono meno pessimistiche che in passato; essi sono maggiormente fiduciosi sul ritorno della domanda che progressivamente sembra riprendere, analogamente a quanto sta avvenendo a livello dell’intera economia, così che prezzi, compravendite e locazioni sono valutati in condizione meno critica rispetto al giugno di quest’anno.

E’ soprattutto nelle aspettative sull’ evoluzione del mercato residenziale che si legge il segno del miglioramento: pur non potendo essere definite ottimistiche, appaiono mutate in meglio rispetto a sei mesi addietro.

I segnali di superamento della congiuntura negativa sono invece più fiacchi nei segmenti degli immobili per le attività economiche i quali risentono maggiormente della lenta evoluzione del quadro macroeconomico.

Evidentemente più deboli di quanto non accada per le abitazioni, che costituiscono il naturale sbocco di investimento della liquidità nelle mani delle famiglie, (le stime di crescita per l’anno prossimo sono nell’ordine dello 0,6% il ché non consente di attendersi una ripresa significativa nella domanda di uffici, piuttosto che di negozi o di altri immobili per attività economico produttive).

Fonte: Attico.it

venerdì 4 dicembre 2009

Banca d’Italia: si attenua la crisi nel 3° trimestre

Nel terzo trimestre del 2009 emergono segnali di attenuazione della fase di debolezza del mercato immobiliare. E' quanto emerge dal sondaggio congiunturale della Banca d'Italia.

Le agenzie segnalano una flessione delle quotazioni meno pronunciata rispetto alle inchieste precedenti. Le attese per il trimestre in corso anticipano un ulteriore ridimensionamento del calo delle quotazioni e sono meno pessimistiche le valutazioni degli operatori sul mercato nazionale. Le aspettative di medio periodo sul mercato nazionale si confermano positive e in lieve miglioramento rispetto al trimestre precedente.

Nel terzo trimestre del 2009 il saldo negativo tra le indicazioni di aumento e di diminuzione dei prezzi si e' ulteriormente ridotto (a -44,5 punti percentuali, da -53,2 nel trimestre precedente). Il risultato riflette il minor numero di giudizi di riduzione dei prezzi (46,1%, da 54,2%)e l'aumento di quelli di stabilita' (52,3%, da 44,8). La quota di operatori che hanno venduto almeno un immobile si e' mantenuta al 65%, risultando superiore nelle regioni del Nord Est (73,3%), come nell'indagine precedente; per contro, tale quota si e' ridotta di quasi 5 punti (al 54%) nelle regioni meridionali. Il numero totale di compravendite effettuate mediante intermediazione avrebbe ripreso a flettere nel terzo trimestre rispetto a quello precedente; tuttavia, tale andamento potrebbe in parte riflettere effetti stagionali.

La quota di acquisti di abitazioni effettuata con accensione di un mutuo ipotecario e' stata pari al 69% all'incirca come nel trimestre precedente, con un incremento di circa 7 punti percentuali nelle aree urbane a fronte di una riduzione nelle altre localita'. E' aumentato lievemente nei mesi estivi il rapporto tra il prestito erogato e il valore dell'immobile (poco sopra il 71%), con un incremento piu' accentuato soprattutto tra i grandi centri e nelle aree del Nord Ovest e del meridione.

Fonte: Borsa Italiana

giovedì 3 dicembre 2009

Cerchi casa?


mercoledì 2 dicembre 2009

Usa, vendite immobiliari in corso ottobre molto meglio di attese

 

A ottobre negli Stati Uniti l'indice che monitora le vendite in corso degli immobili residenziali esistenti ha visto un inatteso recupero di 3,7%, mettendo a segno il nono mese consecutivo di risalita a riflesso di un mercato che continua a riprendere vigore.

I dati a cura della National Association of Realtors (Nar) mostrano l'indicatore a 114,1, record da marzo 2006, dal 110,0 rivisto di settembre.

Il consensus raccolto da Reuters convergeva su una variazione negativa di 0,8% dell'indice mensile.

Fonte: Reuters

Pannelli solari: fissato l’importo massimo detraibile.

Per interventi di installazione di pannelli solari si intende l’installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda per usi domestici o industriali e per la copertura del fabbisogno di acqua calda in piscine, strutture sportive, case di ricovero e cura, istituti scolastici e università.

L’importo considerato MASSIMO DETRAIBILE è di 60.000 €.

I fabbisogni soddisfatti con l’impianto di produzione di acqua calda possono attenere non soltanto alla sfera domestica o alle esigenze produttive ma più in generale all’ambito commerciale, ricreativo o socio assistenziale, in pratica possono accedere alla detrazione tutte le strutture afferenti attività e servizi in cui è richiesta la produzione di acqua calda.
Ai fini dell’asseverazione dell’intervento concernente l’istallazione dei pannelli solari è richiesto: un termine minimo di garanzia (fissato in cinque anni per pannelli e i bollitori e in due anni per accessori e i componenti tecnici); che i pannelli siano conformi alle norme UNI EN 12975 o UNI EN 12976, certificati da un organismo di un Paese dell’Unione Europea e della Svizzera.

Bisogna fare attenzione pero’ perchè anche l’installazione dei pannelli solari deve essere realizzata su edifici esistenti. Per le spese effettuate dal 1° gennaio 2008 per l’installazione di pannelli solari, non occorre più presentare l’attestato di certificazione energetica (o qualificazione energetica).

Fonte: Agenzia delle entrate

Le cascine di Milano

 

Presentato l’atlante delle strutture rurali. Presto un bando per la riqualificazione di due realtà periurbane, una in Parco Lambro e una nel Parco della Vettabbia.

“Sono felice di presentare un progetto nato molti anni fa, quando ho pensato di candidare Milano all’Expo 2015 e a come poter valorizzare la nostra città. L’agricoltura urbana e periurbana è molto coerente con le caratteristiche del nostro territorio e con il tema dell’Esposizione universale, legata al problema della carenza di cibo e a quello dell’educazione alimentare. Da qui è nata l’idea di dare vita, insieme con l’assessore Masseroli e l’architetto Boeri, a un progetto per lo sviluppo delle cascine milanesi, lasciando intatta la loro identità agricola”.

Così è intervenuto il Sindaco Letizia Moratti, nel Salone d’onore della Triennale, alla presentazione dell’iniziativa Le cascine pubbliche e l’Expo 2015. Un progetto sostenibile per il futuro di Milano.

“A Milano ci sono 59 cascine, 18 di esse - ha spiegato il Sindaco Moratti – sono in stato di abbandono e aspettano di essere recuperate e valorizzate. Ci è sembrato opportuno sviluppare un percorso che possa favorirne la riqualificazione, coinvolgendo i soggetti e delle associazioni che già le abitano e le rendono vitali”.
Grazie anche al lavoro congiunto del Comune, del Piano Intercomunale Milanese e del Politecnico di Milano, è stato possibile realizzare l’atlante delle cascine che circondano la nostra città, presentato oggi: “Adesso siamo in procinto di lanciare due bandi che prevedono la riqualificazione di due cascine, una in Parco Lambro e una in Parco della Vettabbia” ha annunciato Letizia Moratti.

Il Sindaco ha concluso sottolineando la dimensione sociale dell’iniziativa: “Il progetto sarà l’occasione per avvicinarci al 2015, cercando di dare risposte concrete sia alle grandi sfide sia incrementando gli strumenti di recupero sociale, gli elementi, cioè, di ricostruzione della fragilità delle persone”.

“È un dovere civile sostenere le cascine – ha dichiarato l’assessore Masseroli – perché fanno parte della storia di Milano. Il Piano di Governo del Territorio, con le regole flessibili che lo caratterizzano, è un’opportunità che alimenta e dà nuova energia alla realtà territoriale rappresentata dalle cascine e ancora così radicata nella nostra città. Recuperare le cascine come luogo di ritrovo – ha aggiunto Masseroli – o come centro di accoglienza, o centro di formazione per le scuole, è per l’Amministrazione comunale la prima azione di una vera riforma ambrosiana”.

Fonte: Attico.it

martedì 1 dicembre 2009

Dubai

                                                                                                                                        

Dubai World ristruttura debiti per 26 miliardi, l'emiro di Dubai getta acqua sul fuoco, ma le Borse degli emirati fanno ancora capolino. La società controllata dal Governo del piccolo emirato arabo ha messo a punto un piano che prevede la ristrutturazione del suo debito per una cifra complessiva di 26 miliardi di dollari.
Il piano prevede un processo di ristrutturazione in cinque fasi, che interesserà alcune delle società controllate, tra cui anche l'immobiliare Nakheel, tra le più colpite dalla crisi. La ristrutturazione esclude le imprese della holding Dubai Word che hanno un buon andamento finanziario. Si tratta di Istithmar World, DP World e Jebel Ali Freezone.
Il tentativo è quello di salvare i cosiddetti gioielli del gruppo, anche se gli esperti sono scettici sulla possibilità che Dubai World possa riuscire a disfarsi dei debiti e tenersi tutte le imprese sane. Gli obbligazionisti del gruppo sono ancora sotto shock per l'annuncio della moratoria sul pagamento dei debiti, ma difficilmente accetteranno una ristrutturazione senza avere delle forti garanzie in cambio, specie ora che il governo si è tirato fuori dalla copertura del debito.
Nakheel, che è l'anello debole dell'impero finanziario di Dubai World, alla fine del 2008 aveva in portafoglio attività del valore di circa 100 miliardi di dollari. Ma nel frattempo i prezzi degli immobili sono crollati del 50% e gran parte delle mega-costruzioni progettate dal gruppo sono rimaste invendute e coi lavori fermi a metà.
Anche Limitless, l'altro braccio operativo nel settore immobiliare, sulla carta ha un portafoglio con attività del valore di 100 miliardi di dollari, ma ha gli stessi problemi di Nakheel. Per questo Dubai World rischia di dover mettere in vendita almeno una parte dei suoi gioielli.
Nonostante l'annuncio di Dubai World sono continuati anche oggi gli ordini di vendita alla Borsa di Dubai e in quella di Abu Dhabi essendo venuta meno la fiducia degli investitori sul piccolo emirato arabo dopo che, la scorsa settimana, Dubai Wolrd ha chiesto una moratoria sul suo debito che ammonta a circa 60 miliardi di dollari.
Proprio la Borsa della città emiratina ha chiuso con un -5,61%. Male anche la vicina Abu Dhabi con un -3,57%. A poco sono servite le considerazioni dell'emiro di Dubai, Sheikh Mohammed bin Rashid al-Maktoum, che è anche vice presidente, premier e ministro della Difesa degli Emirati arabi uniti, secondo cui il Governo dell'emirato e Dubai World sono due entità separate.
"Mettere insieme il gruppo Dubai World e il Governo è sbagliato. La nostra economia è forte e solida". E' con queste parole che l'emiro ha commentato per la prima volta la crisi finanziaria che sta colpendo il suo emirato. I numeri di Moody's parlano chiaro. L'agenzia internazionale di rating ha infatti stimato in 100 miliardi di dollari il debito complessivo dell'emirato di Dubai e delle sue aziende.
Moody's ha specificato che Dp World e la Free Zone Jabel Ali, due società di Dubai World, che non rientrano nella ristrutturazione del debito, hanno debiti di circa 10 miliardi di dollari. Secondo Moody's la ristrutturazione di parte dei debiti di Dubai World potrebbe portare a una catena di default e al downgrade dei rating di numerose banche degli Emirati arabi uniti, mentre le grandi banche internazionali subiranno danni relativi.
Per Moody's le banche degli Emirati controllano circa il 15-20% dei 60 miliardi di dollari di debiti di Dubai World. Mentre le banche inglesi hanno la maggiore esposizione verso il debito di Dubai World, a detta di Harm Zebreges, rappresentante del Fondo Monetario Internazionale per la zona Asia-Pacifico. "Secondo quanto ci risulta l'esposizione delle banche asiatiche è limitata con una più forte esposizione delle banche britanniche", ha sottolineato Zebreges.
Rientrati in parte i timori sulla situazione finanziaria a Dubai, le Borse europee oggi viaggiano in territorio positivo. Incoraggiate anche dalla buona apertura di Wall Street (+1% il Dow Jones e +1,20% il Nasdaq), le piazze finanziarie del Vecchio Continente consolidano i progressi. Londra guadagna l'1,90%, Francoforte l'1,94%, Parigi il 2,20%.
Piazza Affari si muove compatta con il resto d'Europa, con il Ftse Mib in rialzo del 2,34%. Bene anche All Share (+2,26%). Il prezzo del petrolio è tornato sopra quota 78 dollari, l'euro a quota 1,51 dollari: la moneta europea ora passa di mano a 1,5090 dollari, dopo essere risalita a 1,5105 e l'oro ha aggiornato il massimo storico. Ha infatti sfondato quota 1.200 dollari l'oncia. Al Comex di New York i future con scadenza a febbraio hanno segnato un nuovo record storico a 1.200,05
dollari.

fonte: Milano Finanza

martedì 24 novembre 2009

La casa ecologica ha bisogno di incentivi e dell’eco-prestito

Si parla tanto di risparmio energetico e di riqualificazione eco-sostenibile delle case e degli edifici in genere, ma l’Italia continua a presentare continui paradossi: nell’ambito della discussione della legge finanziaria, infatti, è stata messa in dubbio la proroga della detraibilità del 55% delle spese sostenute per la riqualificazione energetica. Tanto che Rossella Giavarini, Presidente di Confindustria-Finco (la federazione che rappresenta le industrie, i sistemi e gli impianti per le costruzioni e le manutenzioni edili e stradali) si è rivolta con una lettera ai ministri Tremonti, Scajola e Prestigiacomo per proporre due soluzioni concrete al problema: la prima, fondamentale, riguardante la necessità di prorogare o, meglio, stabilizzare il bonus del 55% e la seconda riguardante l’ipotesi di introduzione di un «Eco-Prestito».


Considerato il fatto che il patrimonio abitativo italiano contribuisce per oltre il 35% alle emissioni di anidride carbonica nazionale, infatti, Finco sottolinea l’assoluta necessità di prevedere una proroga della misura del 55% di detrazione. «E’ indispensabile che tale misura venga prorogata per il triennio 2011-2013, se non addirittura resa stabile» ha dichiarato Giavarini che ha proposto anche un progetto per l’incentivazione dell’efficienza energetica nelle abitazioni private.

In pratica si tratta di consentire l’accesso a prestiti agevolati a tasso zero per 10 anni fino ad un massimo di 30.000 euro per ciascun beneficiario. «Per accedere a questi eco-prestiti occorrerebbe certificare di aver effettuato almeno due interventi che vanno dall’ incremento dell’efficienza energetica delle coperture e delle pavimentazioni a quello dei muri perimetrali e delle finestre, porte esterne e schermature solari, all’installazione di apparecchiature e sistemi per riscaldamento e produzione di energia elettrica ed acqua calda utilizzanti fonti rinnovabili o assimilate» spiega Giavarini convinta che la misura concorrerebbe all’abbattimento delle emissioni di anidride carbonica del patrimonio costruito e potrebbe essere finanziata in parte dalle Fondazioni bancarie o soprattutto dalla Cassa Depositi e Prestiti. L’Eco-Prestito potrebbe essere rimborsato in dieci anni, ma i lavori dovrebbero iniziare entro il 2010 e terminare al massimo entro l’anno successivo. Il prestito potrebbe essere riscosso in due tranche ad inizio e fine lavori, in modo da incentivare l’effettiva realizzazione degli interventi, generando, oltre che un incremento di tutte le attività imprenditoriali connesse, anche un aumento occupazionale con un chiaro ed immediato effetto anticiclico, utile per superare l’attuale congiuntura e favorire la ripresa.
Fonte: casa.it
mercoledì 18 novembre 2009

IL CAMBIO DI DESTINAZIONE D’USO DEL PIANO CASA 2 NON PIACE A TUTTE LE REGIONI



Il Piano casa 2 risulta molto piu’ complesso del previsto, conseguenza delle giuste scelte delle regioni Italiane, in particolar modo nei confronti di alcune tematiche come il cambio di destinazione d’uso dei alcuni fabbricati.
Dall’analisi delle disposizioni regionali finora approvate o ancora in via di definizione e’ emerso che diverse Regioni hanno deciso espressamente di non ammettere il cambio di destinazione d’uso in seguito agli interventi straordinari di ampliamento o sostituzione edilizia.
Quelle che lo consentono (come Marche, Sardegna, Valle d’Aosta) hanno, comunque, specificato che il mutamento d’uso deve in ogni caso essere conforme alle previsioni degli strumenti urbanistici.
Molte altre Regioni, infine, non prevedono nulla e in tal caso si potrebbe ritenere che vale la regola per cui il cambio d’uso e’ ammesso ma compatibilmente a quanto stabilito dai singoli strumenti urbanistici.
Fonte: attico.it

Casa a Milano

Residenza Cristal Nerviano

Casa a Parabiago

Casa a Nerviano

Casa a Rho

SALDI IMMOBILIARI

Seguimi su Libero Mobile