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martedì 29 dicembre 2009

European Green City Index: uno studio Siemens sulla sostenibilità ambientale

Presentato nell’ ambito della conferenza di Copenhagen, lo studio ha esaminato 30 grandi città europee per quanto riguarda performance e politiche ambientali. Proprio Copenhagen è risultata essere la città più verde d’ Europa, seguita da Stoccolma e Oslo. Roma si piazza al quattordicesimo postro su 30, per quanto riguarda l’ utilizzo di fonti di energia rinnovabili e ottiene, a sorpresa, un ottimo risultato per quanto riguarda le emissioni di CO2.

Lo studio prende in considerazione otto categorie - emissioni di anidride carbonica, energia,trasporti, acqua, qualità dell’ aria, rifiuti e utilizzo della terra, costruzioni e politiche ambientali - basate a loro volta su trenta indicatori quantitativi e qualitativi. La posizione della città prescelta è misurata in base alla media dei punteggi registrati nelle singole voci.
I risultati intendono individuare il livello di attenzione di ogni città rispetto all’ ambiente, e quanto si può fare per migliorare. L’ intenzione della ricerca è quella di fornire dati il più possibile completi per poter supportare gli sforzi delle città a proteggere l’ ambiente. L’ analisi dimostra che le capitali europee sono leader nella difesa dell’ ambiente, con emissioni pro capite di anidride carbonica, ad esempio, inferiori rispetto alla media continentale.

Numerose le sfide ancora aperte, tra cui la necessità di aumentare il peso delle fonti di energia rinnovabile che risultano soltanto il 7 per cento dell’ energia totale. E l’ obiettivo fissato dall’ Unione Europea è del 20 per cento per il 2020.

Fonte: mondocasa.blog

mercoledì 9 dicembre 2009

Arluno: appartamenti in classe energetica A

www.tecnogruppo.it

mercoledì 2 dicembre 2009

Pannelli solari: fissato l’importo massimo detraibile.

Per interventi di installazione di pannelli solari si intende l’installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda per usi domestici o industriali e per la copertura del fabbisogno di acqua calda in piscine, strutture sportive, case di ricovero e cura, istituti scolastici e università.

L’importo considerato MASSIMO DETRAIBILE è di 60.000 €.

I fabbisogni soddisfatti con l’impianto di produzione di acqua calda possono attenere non soltanto alla sfera domestica o alle esigenze produttive ma più in generale all’ambito commerciale, ricreativo o socio assistenziale, in pratica possono accedere alla detrazione tutte le strutture afferenti attività e servizi in cui è richiesta la produzione di acqua calda.
Ai fini dell’asseverazione dell’intervento concernente l’istallazione dei pannelli solari è richiesto: un termine minimo di garanzia (fissato in cinque anni per pannelli e i bollitori e in due anni per accessori e i componenti tecnici); che i pannelli siano conformi alle norme UNI EN 12975 o UNI EN 12976, certificati da un organismo di un Paese dell’Unione Europea e della Svizzera.

Bisogna fare attenzione pero’ perchè anche l’installazione dei pannelli solari deve essere realizzata su edifici esistenti. Per le spese effettuate dal 1° gennaio 2008 per l’installazione di pannelli solari, non occorre più presentare l’attestato di certificazione energetica (o qualificazione energetica).

Fonte: Agenzia delle entrate

venerdì 20 novembre 2009

Come cambiano nido gli Italiani


Come cambiano i comportamenti di chi desidera lasciare casa per iniziare una nuova vita? http://www.casa.it, il portale immobiliare numero 1 in Italia, lo svela attraverso la survey «Lasciare il nido e spiccare il volo verso nuovi… appartamenti». La survey individua due fasce di età in cui è più frequente lasciare la casa dei genitori per cercare la propria autonomia: il 27,5% del campione compie il grande passo tra i 20 e i 25 anni e il 24,4% rimanda la scelta tra i 25 e i 30 anni. Significativa anche la percentuale di coloro che abbandonano il nucleo familiare più tardi, tra i 30 e i 35 anni, forse in attesa di raggiungere una maggiore capacità economica (18,2%). Non mancano inoltre casi di giovani molto precoci o di adulti molto “rilassati”: il 15,7% spicca il volo a meno di 20 anni, mentre il 14,1% si attarda oltre i 35. Lo studio Casa.it conferma lo scenario europeo: Italia, Spagna e Grecia risultano infatti i Paesi in cui l’età media dei giovani che lasciano il nido è più alta, mentre i ragazzi più emancipati sono quelli del Nord Europa (Finlandia, Danimarca e Olanda), che abbandonano le pareti domestiche a 22 anni. A seguire gli inglesi a 23, i francesi a 24 e i tedeschi a 25 anni.
A conferma della natura romantica del nostro Paese, il dato sulle motivazioni alla base della scelta di lasciare la casa natale: la maggioranza lo fa per costituire un proprio nucleo familiare attraverso il matrimonio (30%) o la convivenza (16,8%). Nonostante la vita di coppia sia spesso alla base della decisione, si sta però affermando un crescente bisogno di indipendenza che spinge i giovani a cercare una prima sistemazione a prescindere dall’anima gemella (26,6%). Altri fattori determinanti sono il lavoro (14,7%) e lo studio (9%), che spesso richiedono trasferimenti in città diverse dal proprio paese natale. A questo proposito la regione che attrae il maggior numero di giovani è la Lombardia, che offre tradizionalmente ottime opportunità di lavoro e poli universitari di eccellenza. Molto gettonati anche il Lazio, per il fascino della Capitale, e Veneto, Emilia Romagna e Toscana, per il buon trade-off tra possibilità di impiego e qualità della vita.
Se la maggior parte dei giovani lascia la casa dei genitori per iniziare una nuova vita di coppia, le
soluzioni immobiliari preferite sono per il 57,6% i bi o trilocali. Le difficoltà economiche rendono però frequente anche l’opzione del monolocale (21%) o dell’appartamento in condivisione (18,7%). «Sempre più giovani accedono al portale Casa.it per cercare una prima casa in linea con le proprie esigenze e in base alla nostra esperienza possiamo affermare che, piccole o grandi che siano e in condivisione o meno, le case che accolgono i giovani dopo il primo distacco dai genitori soddisfano la maggior parte degli italiani», commenta Daniele Mancini, Amministratore
Delegato di Casa.it. «Dalla nostra survey emerge proprio che la prima sistemazione viene
considerata la soluzione perfetta (25,6%) o comunque un buon compromesso dopo gli agi della
vita in famiglia (46,3%)».
Nonostante la casa resti il sogno più ambito dagli italiani, i più affrontano l’“operazione
autonomia” a piccole dosi, optando in primo luogo per l’affitto di un appartamento (41,2%) o di
una camera (10,3%). Il 31% acquista casa o comunque si trasferisce in un immobile di proprietà,
preferendo spesso aspettare qualche anno per un investimento ragionato, piuttosto che
accontentarsi di soluzioni provvisorie. Non mancano comunque coloro che mettono da parte
l’orgoglio e decidono di farsi aiutare dalla famiglia o dagli amici: l’11,2% decide di approfittare
inizialmente di un’abitazione di proprietà dei genitori e il 6,2% acconsente all’ospitalità di
amici, parenti e partner.
Dopotutto ogni aiuto è ben accetto, dato che i budget di spesa per la nuova avventura sono
piuttosto contenuti. Il 35% è disposto a spendere fino a 600 Euro al mese per l’affitto, mentre il
56% si propone di limitare la spese addirittura a 300 Euro al mese, cifra che consente solo la
scelta di una stanza o comunque di un appartamento in condivisione. Chi desidera acquistare si
pone, invece, in genere un budget massimo di 200.000 Euro (80%). In questo scenario di
ristrettezze economiche il 18% rimedia dividendo l’affitto con coinquilini e partner e il 26,6%
accende un mutuo. In molti (32,4%) ricorrono all’aiuto finanziario dei genitori, ma non mancano
coloro che pur di realizzare il proprio sogno cercano di arrotondare le entrate con un lavoro o
una seconda occupazione (8,4%).
Tra gli ostacoli che spesso ritardano la decisione di abbandonare la casa dei genitori c’è quindi
la mancanza di disponibilità economica (47,3%). Il 23,8% ammette però che si tratta di una
scelta di comodo e non di un reale impedimento, poiché vivere con mamma e papà ha i suoi
vantaggi in linea con il consueto stereotipo italiano: casa pulita e pasti caldi, certo a prezzo di
qualche piccola intrusione da parte di genitori apprensivi e forse un po’ invadenti. Dopotutto il
14,7% degli intervistati afferma di non essersi sentito pronto per effettuare il grande salto in
precedenza, a dimostrazione che vivere in famiglia preserva da molte preoccupazioni: una
sensazione a cui non si riesce a rinunciare tanto in fretta.

fonte: casa.it
lunedì 16 novembre 2009

Primi segnali di ripresa nel settore commerciale.



RICS (Royal Institution of Chartered Surveyors), la più importante associazione internazionale di professionisti che operano nel settore immobiliare, ha pubblicato i risultati dell’indagine internazionale relativa all’andamento del comparto commerciale del mercato immobiliare.
A livello globale RICS evidenzia una visione più ottimistica del settore rispetto al secondo trimestre dell’anno. Il sentiment positivo registrato sul mercato delle acquisizioni, particolarmente evidente nei paesi dell’Asia sviluppata come Giappone, Hong Kong e Corea del Sud, ha avuto effetti positivi anche sul settore degli affitti, che registra segnali meno negativi rispetto ai periodi precedenti.
Contemporaneamente anche l’America Latina, in particolare Perù, Colombia e Brasile, hanno registrato i migliori trend nel settore degli affitti. Anche in Australia e negli Emirati Arabi il settore evidenzia un incremento interessante.
Nell’area Euro l’osservatorio sul mercato immobiliare commerciale è ancora piuttosto negativo ma si iniziano a intravedere deboli segnali di ripresa, se confrontiamo i risultati con quelli del secondo trimestre dell’anno, sia nelle regioni dell’Europa Occidentale che in quelle dell’Europa Emergente.

Le migliori performance si sono registrate proprio in quest’ultima area, in particolare in Turchia, Repubblica Ceca e Svizzera, mentre Ucraina, Russia e Polonia si mantengono su livelli medi.
Gli stessi risultati sono stati evidenziati nelle due aree in termini di capital value, con un incremento di 10 punti percentuali nell’Europa Occidentale e di 27 punti percentuali nell’Europa Emergente. Per quanto riguarda gli investimenti, dall’indagine emerge come in Francia e in Russia siano cresciuti ulteriormente nonostante il capital value rimanga negativo.
Al contrario in Germania e in Spagna il numero degli investimenti continua a calare ma con un ritmo meno sostenuto rispetto a un anno fa.
«Il mercato immobiliare italiano rimane localizzato - prosegue Patrick Parkinson, Membro di RICS e Presidente e Amministratore Delegato di Jones Lang LaSalle - con una continua assenza di capitali d’oltreoceano. Le attese di una futura ripresa in ogni modo continuano ad aumentare nonostante i prezzi non diano segnali positivi



venerdì 13 novembre 2009

Notizie immobilari: Energia la sfida del futuro


L’osservatorio nazionale regolamenti edilizi in materia di risparmio energetico.


Il grande dibattito in corso sull'energia sta muovendo un cambiamento nel settore edilizio? E in che direzione sta andando questa innovazione, come contribuisce a cambiare il modo di progettare e costruire? L'osservatorio ON-RE, promosso da Cresme e Legambiente, in collaborazione con Saie Energia, è nato proprio con l'obiettivo di rispondere a queste domande, proponendo come punto di osservazione per guardare ai processi in corso i Regolamenti edilizi comunali.
Ebbene l'indagine realizzata presso l'intero universo comunale ha consentito di individuare 557 Comuni nei quali si sono introdotte innovazioni che riguardano l'energia e la sostenibilità in edilizia.

Fonte: Newspages

In arrivo il vademecum del governo sull'efficienza energetica degli impianti di riscaldamento


La scelta attenta degli impianti di riscaldamento delle abitazioni, in particolare della caldaia, e il loro mantenimento in efficienza assicura, nel corso degli anni, costi di gestione e bollette energetiche più bassi, minori consumi e inquinamento, regolarità di funzionamento e maggiore sicurezza per le nostre case.La normativa in materia di efficienza energetica degli edifici1, definisce un sistema di regole finalizzate ad assicurare le migliori prestazioni energetiche degli impianti termici e richiama i principali riferimenti per garantirne la sicurezza e la funzionalità nel tempo.Ferma restando l’opportunità di affrontare le problematiche inerenti la riqualificazione energetica sotto la guida di un tecnico competente (soprattutto a livello di condominio) che, con una sua valutazione o una diagnosi energetica, possa individuare gli interventi più opportuni e più remunerativi da realizzare (anche attraverso l’utilizzo delle fonti rinnovabili), si riportano alcuni consigli e i principali adempimenti da ricordare per la migliore gestione degli impianti di riscaldamento.
Acquisto della caldaia. Per un comportamento più consapevole che possa privilegiare l’acquisto di caldaie più efficienti con i minori oneri di esercizio e manutenzione è necessario che il cittadino: sappia che la normativa vigente richiede, in ogni caso, l’installazione di caldaie con un rendimento superiore ad una ben determinata soglia: alta efficienza, che nella generalità dei casi si traduce in una attribuzione di marcatura 3 e 4 stelle; si informi direttamente presso l’installatore sulle necessità e sulla frequenza di manutenzione del proprio impianto, in particolare della caldaia che va ad installare, e legga preventivamente le specifiche informazioni riportate nel libretto d’uso e manutenzione a corredo della caldaia stessa (questa consultazione può essere svolta anche sul sito internet del fabbricante); si informi in merito alla disponibilità di incentivi e detrazioni fiscali.

Fonte: Governo.it
giovedì 5 novembre 2009

Notizie Immobiliari: regione Lombardia 604 i Comuni che hanno deliberato il piano casa




Sono 604 i Comuni della Lombardia che, a oggi, hanno comunicato alla Regione di aver approvato delibere legate all'applicazione del piano casa.
È il dato reso noto dai tecnici dell'assessorato regionale al Territorio nel corso della commissione consiliare Territorio.
Dei Comuni che hanno già fatto pervenire in Regione una comunicazione sul loro operato, il 57% circa ha messo a punto delibere per escludere dall'applicazione del piano casa aree del proprio territorio, mentre il 37% ha individuato aree in cui sono ammessi interventi su edifici produttivi.

lunedì 2 novembre 2009

Edilizia Sostenibile



Sono ben 577 i comuni italiani che hanno già adottato Linee guida e regolamenti ad hoc per risparmiare energia, diminuire le emissioni inquinanti, recuperare acqua piovana e riciclare materiali da costruzione attraverso i regolamenti edilizi comunali. 577 comuni che hanno voluto indicare ai propri abitanti (pari a 17 milioni circa), modi e tecnologie per migliorare il comfort abitativo diminuendo concretamente i costi in bolletta per i consumi idrici ed energetici.
Dall’utilizzo di fonti rinnovabili, obbligatorio in 406 municipi, a quello di tecnologie per l’efficienza energetica (con ben 208 comuni che promuovono l’allacciamento alla rete di teleriscaldamento, di cogenerazione o l’uso di pompe di calore), fino all’indicazione dell’orientamento degli edifici (277 Regolamenti mirati al miglioramento della soleggiatura e dell’illuminazione), passando per l’uso di materiali da costruzione di produzione locale e riciclabili (in 266 comuni) e l’utilizzo delle tecnologie per il risparmio idrico e il recupero delle acque piovane e di quelle ritrattate per usi compatibili, il quadro che emerge dall’analisi dei Regolamenti edilizi è quello di un Paese vivace, in gran fermento, dove le rinnovabili e l’innovazione energetica continuano a diffondersi dal basso, in modo costante e articolato.
Questa la foto dell’innovazione energetica in edilizia, scattata da Legambiente e Cresme in collaborazione con Saie Energia, nel rapporto “L’innovazione energetica nei regolamenti edilizi comunali” presentato oggi al Saie di Bologna.
In vista del prossimo appuntamento di Copenaghen per la ratifica di un accordo internazionale che fissi obiettivi vincolanti di riduzione delle emissioni di CO2 per tutti i Paesi al 2050 e per quelli industrializzati già al 2020, proprio il settore edilizio sarà chiamato a una forte accelerazione nella direzione della riduzione dei consumi e delle emissioni. E se per l’Italia questi obiettivi confermano quanto già previsto con il protocollo di Kyoto per la CO2 (-6,5% rispetto al 1990) e impegnano a far crescere le fonti rinnovabili fino a coprire il 17% dei consumi finali di energia, deve essere chiaro che non esiste alcuna possibilità di conseguire questi risultati senza il coinvolgimento del settore delle costruzioni, per ridurre il peso degli usi civili (che rappresenta circa il 50% dei consumi elettrici e il 33% di quelli energetici totali).

“Proprio i 577 Comuni ‘rinnovabili’ – ha dichiarato Edoardo Zanchini, responsabile energia e infrastrutture di Legambiente - dimostrano come sia oggi possibile coinvolgere il settore edilizio nella lotta ai cambiamenti climatici, mentre l’esperienza concreta di case costruite e recuperate con questi obiettivi conferma come tali criteri possano migliorare il comfort abitativo, aumentando la stima degli edifici sul mercato e contribuendo alla riduzione, fino al 50%, dei consumi energetici e quindi dei costi in bolletta per i cittadini. Per promuovere questo processo virtuoso però è necessario che il Governo e le Regioni aiutino questa ‘rivoluzione verde’ con criteri e regole chiare”.

La reale e concreta riduzione delle emissioni del settore però non sarà raggiungibile limitando lo sforzo solo alle nuove costruzioni, senza mettere mano ad un vasto programma di riqualificazione dell’edilizia esistente. E se dall’analisi effettuata emerge che larga parte delle indicazioni dei regolamenti riguardi le nuove costruzioni, diventa prioritario ragionare su come intervenire nel patrimonio edilizio esistente e fare il punto sulla complessità dello scenario, monitorando i problemi, facilitando la diffusione delle informazioni, sollecitando la formazione e la ricerca.
La chiarezza del messaggio è infatti la condizione sine qua non per gli operatori del settore. Occorre avere un quadro di riferimento nazionale coerente e garantire chiarezza sugli standard che si vuole adottare da oggi al 2020, in modo da legarvi le scelte che riguardano gli incentivi.
“Il nostro obiettivo - ha continuato Zanchini – è proprio quello di raccontare questi processi e provare a evidenziare le questioni più rilevanti, per valutare le possibilità che possono venire dalle tecnologie, per guardare a una città dove case e quartieri siano pensati e gestiti per utilizzare in maniera più intelligente l’energia”. I Comuni dell’innovazione energetica sono diffusi in quasi tutto il Paese anche se con una maggiore concentrazione nelle Regioni del Centro-Nord, e in particolare in Toscana, Emilia Romagna e Lombardia. Anche in Veneto, Piemonte, Lazio, Marche e Puglia si registrano esperienze significative di Regolamenti Edilizi attenti alla sostenibilità. In Sardegna e Sicilia iniziano ad avviarsi processi importanti, anche se limitati ancora a pochi Comuni.
L’Isolamento termico è un tema centrale per il contenimento dei consumi energetici delle abitazioni. Sono 432 i Comuni che prevedono obblighi, promozione e/o incentivi sull’isolamento termico degli edifici, ma anche il ricorso a tetti verdi e a serramenti ad alta efficienza. Da segnalare, 11 Comuni in provincia di Lecco in cui vige l’obbligo, per i nuovi edifici, di creare una copertura a tetto verde per almeno il 30% della superficie. In altri 17 Comuni italiani viene imposto un limite di trasmittanza delle pareti esterne massimo, mentre in 123 i vige l’obbligo di installare i doppi vetri.
L’utilizzo di fonti rinnovabili, tra solare termico per la produzione di acqua calda sanitaria e di fotovoltaico per l’energia elettrica, è richiesto in 406 Comuni. In 35 vengono promosse le biomasse per uso domestico (caldaie con cippato e pellets), in 28 si cita l’eolico e in 11 l’idroelettrico. Tra i Comuni che considerano le rinnovabili, 135 sono quelli in cui è stato recepito l’obbligo di installazione di 1 kW di fotovoltaico per unità abitativa, mentre per 103 vige l’obbligo di 0,2 kW di fotovoltaico per unità di fotovoltaico. I Comuni con l’obbligo di installazione del solare termico sono 253.
L’Utilizzo di tecnologie per l’efficienza energetica riguarda 208 Comuni, diffusi soprattutto al Nord, che prevedono incentivi, promozione o obbligo di allacciamento ad una rete di teleriscaldamento, l’uso delle pompe di calore o il collegamento ad impianti di cogenerazione per il riscaldamento invernale e la climatizzazione estiva delle case. Tra questi, 115 impongono l’obbligo di allaccio al teleriscaldamento o l’uso di pompe di calore.
L’orientamento e l’ombreggiatura degli edifici sono fondamentali per ridurre l’energia per il riscaldamento e il raffrescamento delle abitazioni. Sono 277 i R.E. che contemplano il tema, con l’indicazione di orientare l’edificio lungo l’asse Est-Ovest, per consentire una maggiore illuminazione naturale. In 8 Comuni vi è un esplicito divieto di costruire edifici o abitazioni con un unico affaccio verso Nord. Per quanto riguarda la schermatura delle superfici vetrate, in modo da impedire un eccessivo riscaldamento nei mesi estivi, in 25 Comuni vige l’obbligo di oscuramento per almeno il 70% delle superfici vetrate.

I materiali da costruzione locali e riciclabili sono richiesti in 266 Municipi. Il risparmio idrico e il recupero delle acque meteoriche è contemplato dai R.E. di 358 Comuni, soprattutto del Centro-Nord. 321 impongono il risparmio della risorsa attraverso riduttori di flusso e altre tecnologie, ed il recupero delle acque meteoriche per gli usi compatibili, mentre nei restanti 37 Comuni il requisito è volontario. In 13 Comuni in provincia di Lecco, c’è l’obbligo del risparmio idrico e viene promosso, per le nuove costruzioni e le ristrutturazioni, il recupero per usi compatibili e non potabili delle acque nere/grigie opportunamente trattate, limitando lo scarico in rete.

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