notizie immobiliari
CASA: la ricchezza delle famiglie italiane.
Secondo la pubblicazione di Bankitalia sulla ricchezza delle famiglie italiane la casa continua a rappresentare la principale fonte di ricchezza con un valore nel 2008 di 4.700 miliardi di euro a fronte di quasi 8.300 miliardi di ricchezza complessiva.
Dalla ricerca emerge che le attività reali con 5.715 miliardi rappresentano il 69% della ricchezza, le attività finanziarie il 41% con 3.374 miliardi e le passività il 10% (805 miliardi di euro).
Per quanto riguarda le attività reali, quasi l'82% del valore risulta in abitazioni, il 6% fabbricati non residenziali, poco più del 6% impianti e macchinari, terreni 4% e oggetti di valore 2%. La ricchezza in abitazioni nel 2008 è aumentata del 2,8% a prezzi correnti mentre risulta in calo dello 0,4% a prezzi costanti.
Dubai
Dubai World ristruttura debiti per 26 miliardi, l'emiro di Dubai getta acqua sul fuoco, ma le Borse degli emirati fanno ancora capolino. La società controllata dal Governo del piccolo emirato arabo ha messo a punto un piano che prevede la ristrutturazione del suo debito per una cifra complessiva di 26 miliardi di dollari.
Il piano prevede un processo di ristrutturazione in cinque fasi, che interesserà alcune delle società controllate, tra cui anche l'immobiliare Nakheel, tra le più colpite dalla crisi. La ristrutturazione esclude le imprese della holding Dubai Word che hanno un buon andamento finanziario. Si tratta di Istithmar World, DP World e Jebel Ali Freezone.
Il tentativo è quello di salvare i cosiddetti gioielli del gruppo, anche se gli esperti sono scettici sulla possibilità che Dubai World possa riuscire a disfarsi dei debiti etenersi tutte le imprese sane. Gli obbligazionisti del gruppo sono ancora sotto shock per l'annuncio della moratoria sul pagamento dei debiti, ma difficilmente accetteranno una ristrutturazione senza avere delle forti garanzie in cambio, specie ora che il governo si è tirato fuori dalla copertura del debito.
Nakheel, che è l'anello debole dell'impero finanziario di Dubai World, alla fine del 2008 aveva in portafoglio attività del valore di circa 100 miliardi di dollari. Ma nel frattempo i prezzi degli immobili sono crollati del 50% e gran parte delle mega-costruzioni progettate dal gruppo sono rimaste invendute e coi lavori fermi a metà.
Anche Limitless, l'altro braccio operativo nel settore immobiliare, sulla carta ha un portafoglio con attività del valore di 100 miliardi di dollari, ma ha gli stessi problemi di Nakheel. Per questo Dubai World rischia di dover mettere in vendita almeno una parte dei suoi gioielli.
Nonostante l'annuncio di Dubai World sono continuati anche oggi gli ordini di vendita alla Borsa di Dubai e in quella di Abu Dhabi essendo venuta meno la fiducia degli investitori sul piccolo emirato arabo dopo che, la scorsa settimana, Dubai Wolrd ha chiesto una moratoria sul suo debito che ammonta a circa 60 miliardi di dollari.
Proprio la Borsa della città emiratina ha chiuso con un -5,61%. Male anche la vicina Abu Dhabi con un -3,57%. A poco sono servite le considerazioni dell'emiro di Dubai, Sheikh Mohammed bin Rashid al-Maktoum, che è anche vice presidente, premier e ministro della Difesa degli Emirati arabi uniti, secondo cui il Governo dell'emirato e Dubai World sono due entità separate.
"Mettere insieme il gruppo Dubai World e il Governo è sbagliato. La nostra economia è forte e solida". E' con queste parole che l'emiro ha commentato per la prima volta la crisi finanziaria che sta colpendo il suo emirato. I numeri di Moody's parlano chiaro. L'agenzia internazionale di rating ha infatti stimato in 100 miliardi di dollari il debito complessivo dell'emirato di Dubai e delle sue aziende.
Moody's ha specificato che Dp World e la Free Zone Jabel Ali, due società di Dubai World, che non rientrano nella ristrutturazione del debito, hanno debiti di circa 10 miliardi di dollari. Secondo Moody's la ristrutturazione di parte dei debiti di Dubai World potrebbe portare a una catena di default e al downgrade dei rating di numerose banche degli Emirati arabi uniti, mentre le grandi banche internazionali subiranno danni relativi.
Per Moody's le banche degli Emirati controllano circa il 15-20% dei 60 miliardi di dollari di debiti di Dubai World. Mentre le banche inglesi hanno la maggiore esposizione verso il debito di Dubai World, a detta di Harm Zebreges, rappresentante del Fondo Monetario Internazionale per la zona Asia-Pacifico. "Secondo quanto ci risulta l'esposizione delle banche asiatiche è limitata con una più forte esposizione delle banche britanniche", ha sottolineato Zebreges.
Rientrati in parte i timori sulla situazione finanziaria a Dubai, le Borse europee oggi viaggiano in territorio positivo. Incoraggiate anche dalla buona apertura di Wall Street (+1% il Dow Jones e +1,20% il Nasdaq), le piazze finanziarie del Vecchio Continente consolidano i progressi. Londra guadagna l'1,90%, Francoforte l'1,94%, Parigi il 2,20%.
Piazza Affari si muove compatta con il resto d'Europa, con il Ftse Mib in rialzo del 2,34%. Bene anche All Share (+2,26%). Il prezzo del petrolio è tornato sopra quota 78 dollari, l'euro a quota 1,51 dollari: la moneta europea ora passa di mano a 1,5090 dollari, dopo essere risalita a 1,5105 e l'oro ha aggiornato il massimo storico. Ha infatti sfondato quota 1.200 dollari l'oncia. Al Comex di New York i future con scadenza a febbraio hanno segnato un nuovo record storico a 1.200,05
dollari.fonte: Milano Finanza
Andamento del mercato immobiliare.
I risultati delle indagini sul mercato immobiliare svolte
dall’Agenzia del Territorio, per quanto riguarda l’andamento delle compravendite nei primi nove mesi del 2009, e da Nomisma, che ha presentato il rapporto di fine anno per quanto riguarda i mercati delle principali aree metropolitane, mostrano un mercato immobiliare pressocchè bloccato, dove chi deve vendere aspetta la ripresa della domanda e chi deve comprare attende un calo delle quotazioni. Il risultato, dunque, è una diminuzione degli scambi e un calo molto contenuto dei prezzi.
Secondo i dati diffusi da Nomisma i prezzi delle 13 aree considerate evidenziano tutti un calo, soprattutto a Firenze in cui è stata registrata una diminuzione del 5,9%, mentre la tenuta migliore è stata registrata a Cagliari dove la riduzione è stata dell’1,4%.
Questo per quanto riguarda il nuovo mentre se consideriamo gli appartamenti usati la riduzione più drastica è stata registrata da Venezia dove il calo è stato del 5,9% mentre quella meno accentuata riguarda ancora una volta Cagliari in cui il calo è stato dello 0,8%. Infine, per quanto riguarda le abitazioni da ristrutturare il dato più elevato riguarda Bologna con un 6,1% e quello meno significativo coinvolge ancora una volta il capoluogo sardo che in questo caso registra una riduzione dello 0,3%.
Il calo piuttosto contenuto dei prezzi, dunque, produce un blocco del mercato, per far si che si sblocchi secondo gli esperti sarebbe necessario un ulteriore ribasso del 15%, che però non rientra tra le stime di Nomisma.
I dati diffusi dall’Agenzia del Territorio segnalano un calo delle vendite del 14,1% nei primi nove mesi del 2009, da questo punto di vista le cose vanno meglio nei capoluoghi dove la riduzione è stata del 6,6% mentre negli interland il calo è stato del 12,9%. Il dato più negativo riguarda Firenze con un -27% e Milano con un -14,1% mentre si pone in controtendenza Roma che ha registrato un +1,6%.
I dati evidenziano inoltre che nell’ultimo perido si predilige la qualità visto che le diminuzioni riguardano soprattutto gli immobili di fascia bassa e i cantieri con standard costruttivi non elevati.
Nomisma analizza il mercato immobiliare italiano.
Gli Italiani tanto affezionati alle case, hanno impedito che i prezzi crollassero come è accaduto in altri paesi, travolti dalle conseguenze della crisi finanziaria esplosa a metà 2007 e diventata più acuta da settembre 2008. Lo sostiene Nomisma che presentato a Bologna il terzo rapporto 2009 sul mercato immobiliare italiano.
In Italia, la correzione verso il basso dei prezzi degli immobili è stata molto meno marcata che altrove.
I dati mostrano che anche nell'ultimo semestre i prezzi correnti di tutte le tipologie di immobili, in tutte le città, sono solo leggermente diminuiti e, comunque, meno di quanto fossero scesi nel precedente semestre. Il rallentamento della discesa dei valori è chiaro ed uniforme.
Riguarda, infatti, oltre che tutte le tipologie di immobili, anche la maggior parte delle città.
Così la diminuzione semestrale dei prezzi delle case nuove, oggi del - 1,6%, in precedenza era stata del -2,8%
Il rallentamento della caduta è evidente» anche gli operatori sono più pessimisti di quanto dicano i numeri e, nella loro percezione - secondo il rapporto Nomisma - il calo complessivo dei prezzi nel 2009 è pari al 6,7%, contro il -4,1% rilevato sul campo dai ricercatori dell'istituto di ricerca.
Nella tabella delle variazioni dei prezzi 2009 nelle principali città, spicca il -5,9% di Venezia-Mestre rispetto al 2008 (che diventa -5,6% per Venezia centro). Segue a ruota Firenze con -5,6%. La città meno colpita dal calo dei prezzi degli immobili è Cagliari (-0,8%). Pesante anche il calo registrato a Milano (-5,2%), mentre a Roma il calo è contenuto nell'1,6 per cento. La media, come si diceva, è -4,1 per cento.