notizie immobiliari
Accordo tra ABI e Agenzia del Territorio
La collaborazione tra l'Agenzia e l'Associazione bancaria porterà anche a un confronto sulle linee guida operative dirette alla valutazione immobiliare e alla verifica del lavoro svolto dai rispettivi Osservatori immobiliari per individuarne i limiti e le possibili estensioni.
"Sono convinta - afferma il Direttore dell'Agenzia del Territorio Gabriella Alemanno - che questo prestigioso accordo di collaborazione sarà di grande supporto a tutte le attività dell'Agenzia a favore dell'utenza professionale e privata sia in materia catastale che di pubblicità immobiliare e contribuirà alla trasparenza e alla sicurezza del mercato immobiliare nazionale". "
Un segnale concreto di collaborazione e impegno, ha così commentato la firma dell'accordo il Direttore generale dell'ABI, Giovanni Sabatini, con l'obiettivo di innalzare i livelli di efficienza del mercato italiano dei mutui immobiliari, che ha già dimostrato la propria solidità anche di fronte alla grave crisi finanziaria attraversata. Valorizzarne ulteriormente il funzionamento secondo i principi della libera concorrenza consentirà di accrescerne i vantaggi per cittadini e imprese".
Fonte: Republica.it
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Tecnogruppo RE
Immobiliare: ripresa nella seconda metà del 2010
I valori e le compravendite immobiliari saranno ancora in calo nella prima parte del 2010, poi comincera' una ripresa.
Ma solo, stando ad Assoedilizia, per immobili di qualita', e a partire dai due piu' grandi mercati nazionali, Milano e Roma.
E' possibile anche una ripresa, seppur settoriale, per Venezia e Firenze, e per il centro di Torino, Genova e Bologna.
Attesi pero' ulteriori ribassi al Sud, con Napoli, Bari e Palermo in testa. E' visto stabile il mercato a Cagliari.
Ci sembra opportuno quindi invogliare chi sta cercando casa, nel percorrere nei primi mesi del 2010, la strada dell’acquisto. In previsione di un rialzo è quindi opportuno approfittare dell’attuale fase di mercato con prezzi ribassati e molta offerta soprattutto nelle nuove costruzioni.
Inoltre in questo momento sono molto favorevoli i tassi d’interesse dei mutui, hanno raggiunto in questi mesi il minimo storico.
Italia: immobiliare 20% del Pil
In Italia il comparto immobiliare rappresenta quasi un quinto del PIL. Le attività immobiliari costituiscono oltre il 60% della ricchezza delle famiglie. Il credito erogato al settore (mutui alle famiglie, prestiti alle imprese di costruzioni e dei servizi connessi con le attività immobiliari) è un terzo degli impieghi bancari totali. E' quanto si legge nel rapporto "L'andamento del mercato immobiliare italiano e i riflessi sul sistema finanziario" pubblicato dalla Banca d'Italia.
Il mercato immobiliare influenza l'attività economica attraverso molteplici canali. Variazioni del valore degli immobili si riflettono sull'accumulazione di capitale sia nel settore delle costruzioni, in quanto alterano la redditività degli investimenti, sia nel resto dell'economia, laddove si accompagnino a mutamenti nelle condizioni di accesso al credito. Le variazioni dei prezzi delle abitazioni influenzano inoltre i consumi delle famiglie proprietarie, soprattutto se percepite come permanenti. Peraltro, un peggioramento del ciclo immobiliare, data la riluttanza delle famiglie a cedere la proprietà delle case, viene riassorbito soprattutto attraverso un calo delle compravendite e degli investimenti in nuove costruzioni, piuttosto che dei corsi immobiliari.
Il sistema finanziario è anch'esso esposto all'evoluzione del mercato immobiliare.
Il principale canale di trasmissione è la variazione del valore delle garanzie bancarie indotta dai corsi immobiliari, che influenza sia il costo e la disponibilità di credito, sia la qualità dell'attivo delle banche. Effetti rilevanti discendono inoltre dal legame tra i prezzi degli immobili e la capacità di onorare il servizio del debito da parte delle imprese, soprattutto quelle di costruzioni.
L'esperienza storica mostra come le fluttuazioni delle quotazioni immobiliari possano ripercuotersi pesantemente sulla solidità degli intermediari creditizi e su quella dell'intero sistema finanziario.
Mercato immobiliare: previsioni del REAG per il 2010
La maggior parte degli indici azionari legali all'immobiliare mostra oggi, rispetto a un anno fa, performance positive e addirittura sulle due cifre per molti indicatori. Nel valutare questo dato non bisogna però dimenticare che proprio dall'ottobre dello scorso anno i listini di borsa hanno subito un
deciso tracollo che in tutto il Mondo ha raggiunto il picco negativo nella primavera dell'anno in corso.
Gli indici positivi indicano sicuramente che il mattone quotato ha ricominciato ad attrarre gli investitori: le previsioni su una prossima fine della crisi economica contribuiscono ad alimentare la fiducia ma le performance si mantengono su livelli molto lontani da quelli che si registravano nell'ottobre del 2006 o anche nel settembre del 2008.
Si ricomincia a investire in questo tipo di titoli ma con cautela così come succederà anche per il mercato immobiliare “reale” non appena le banche riapriranno le linee di credito. Il mercato azionario è quello più sensibile al reale andamento dell'economia: la pubblicazione di un qualsiasi indice negativo si riversa il giorno stesso sugli indici azionari che immediatamente registrano perdite e arretramenti.
Il mercato immobiliare per sua natura non può essere così volatile tuttavia nelle economie eccessivamente finanziarizzate, come quella americana e quella inglese, si è verificato una sorta di allineamento tra l'andamento
degli indici azionari e il mercato vero e proprio. In un'economia come quella italiana, dove la produzione industriale e quella agricola compongono ancora un 26% del PIL, il valore degli immobili non ha subito decrementi a due cifre ma solo lievi correzioni al ribasso.
In Italia la crisi si è riversata sul numero di transazioni che sono bruscamente frenate. Gli italiani sono da sempre un popolo di risparmiatori: solo il 30% delle famiglie acquista casa tramite mutuo. Chi deve vendere non ha generalmente necessità di farlo in tempi brevi: può aspettare momenti di mercato più favorevoli. Il tasso di debito delle famiglie italiane è pari al 57%.
Negli USA il tasso di risparmio è prossimo allo 0% e quello di debito supera il 100% del reddito: questo comporta che la situazione economica di moltissime famiglie americane è legata all'andamento del mercato finanziario, se non altro attraverso indicatori quali i tassi interbancari che sono legati a doppio filo al quadro macroeconomico sia delle singole economie che di quella internazionale.
fonte: REAG
CASA: la ricchezza delle famiglie italiane.
Secondo la pubblicazione di Bankitalia sulla ricchezza delle famiglie italiane la casa continua a rappresentare la principale fonte di ricchezza con un valore nel 2008 di 4.700 miliardi di euro a fronte di quasi 8.300 miliardi di ricchezza complessiva.
Dalla ricerca emerge che le attività reali con 5.715 miliardi rappresentano il 69% della ricchezza, le attività finanziarie il 41% con 3.374 miliardi e le passività il 10% (805 miliardi di euro).
Per quanto riguarda le attività reali, quasi l'82% del valore risulta in abitazioni, il 6% fabbricati non residenziali, poco più del 6% impianti e macchinari, terreni 4% e oggetti di valore 2%. La ricchezza in abitazioni nel 2008 è aumentata del 2,8% a prezzi correnti mentre risulta in calo dello 0,4% a prezzi costanti.
USA: forte incremento di vendite immobiliari
Balzo del 7,4% per le vendite di case esistenti in USA nel mese di novembre, che si attestano a 6,54 milioni di unità, rispetto ai 6,09 mln rivisti del mese precedente. Il dato risulta migliore delle attese degli analisti che indicavano un aumento a 6,3 mln. Il dato è stato comunicato dall'Associazione Nazionale degli Agenti Immobiliari (NAR) Usa. Nei confronti dell'anno precedente si registra una aumento del 44,1%.
Accordo Federconsumatori-ABI
Federconsumatori esprime il proprio apprezzamento per l’ accordo raggiunto con l’ABI in merito alla sospensione delle rate dei mutui.
Tale accordo prevede la sospensione del pagamento delle rate dei mutui, per la durata di un anno, per i mutuatari che abbiano un reddito massimo di 40.000 Euro annui, per un importo non superiore a 150.000 Euro.
Sono oltre 350 mila le famiglie che si trovano in difficoltà con il pagamento delle rate dei mutui.
Ora ci aspettiamo che, quanto è stato fatto nell’ambito dei mutui si avvii anche in un altro settore che registra una grave difficoltà da parte delle famiglie: il credito al consumo.
Come sottolineato dai dati relativi al 2009, infatti, le famiglie tendono ad indebitarsi sempre di più, ma non per l’acquisto di beni durevoli, bensì per “tirare avanti”, come testimonia la crescita dell’ indebitamento attraverso carte revolving e cessione del quinto dello stipendio, che, oltretutto, pongono percentuali di interesse ai limiti dell’usura e dello strozzinaggio.
Per non parlare dei numerosi pignoramenti e di casa messe all’asta!
Fonte: Federconsumatori
Confedilizia: nuove regole !!!!
Intanto, si pagano le tasse anche su redditi locativi non percepiti; si pagano tasse sugli immobili sfitti; si paga l’Ici anche su immobili inutilizzabili; si pagano i Consorzi di bonifica (che pretendono di svolgere funzioni ambientali e servizi fognari) e contemporaneamente si paga il tributo ecologico alle Province e l’apposita tariffa ai gestori dei servizi di fognatura; si pagano aliquote Ici bestialmente alte per le
seconde case perché non si è nei relativi Comuni neppur ammessi al voto; le imprese che locano non deducono (o quasi) le spese, e insufficiente è la relativa deduzione anche per i singoli. In presenza di un Fisco come questo (che non merita alcun rispetto, tantomeno morale), fa capolino in Senato – ha continuato Sforza Fogliani – una riforma del condominio che non ha anima e che triplicherà il contenzioso.
ICI: saldo entro il 16 dicembre.
saldo ICI entro il 16 Dicembre.
Lo scorso anno è stato abolito solo sulla PRIMA CASA.
Per tutti gli altri immobili, siamo in scadenza.
Torino: LAGUNA VERDE
Laguna Verde è uno dei più grandi progetti di riqualificazione urbana oggi esistenti in Italia, sia per i volumi interessati ma sia soprattutto per il livello qualitativo e concettuale del progetto. Si tratta di una superficie di circa 815.000 m² lungo l’asse di via Torino, in una zona dove oggi trova posto, tra gli altri, lo stabilimento Pirelli che verrà dismesso in vista della realizzazione, sempre a Settimo ma in via Brescia, del più tecnologico e avanzato stabilimento Pirelli del mondo.
Laguna Verde si presenta come un modello di struttura urbana a elevato contenuto di sostenibilità ed elevati livelli di qualità architettonica, ambientale ed ecologica. Il concept di Laguna Verde pensato dallo studio ArchA diretto dall’arch. Pier Paolo Maggiora riprende l’idea di open source, di dialogo architettonico. La concentrazione delle parti costruite avviene per blocchi compatti, come isole che affiorano in una laguna di verde fatta di parchi, giardini e aree verdi (2/3 dell’intera area disponibile per il verde).
Nella parte della “città pubblica” è prevista un’intera isola destinata alle funzioni di ricerca e alta formazione, che diventa per dimensione dello spazio disponibile la seconda funzione nell’ambito del progetto, alle spalle solo di quella residenziale.
L’attività di Ricerca – il cui progetto di fattibilità e di realizzazione è affidato al Politecnico di Torino - rappresenta sicuramente uno dei punti di forza strutturale del progetto Laguna Verde, intesa come una nuova urbanizzazione che guarda al futuro, in termini non solo architettonici ma anche funzionali. Il tema della Ricerca prende le mosse dai recenti accordi siglati con Pirelli per lo sviluppo di tecnologie di produzione innovative per pneumatici “intelligenti” e punta a riaffermare il modello Cittadella Politecnica anche in questo nuovo insediamento che si basa sul trinomio formazione ricerca e industria avendo per attori università, enti territoriali.
Francesco Profumo – Rettore del Politecnico di Torino ha così commentato: “alla luce di quanto sta avvenendo con i prodotti petroliferi, il cui costo sembra non voglia cessare di salire, sta diventando sempre più strategico e irrinunciabile focalizzare i nostri interventi sulla Ricerca, verso la realizzazione di processi e prodotti sostenibili. In quest’ottica anche il nuovo insediamento all’interno di Laguna Verde sarà concepito secondo logiche di sostenibilita’ ambientali e di prodotto ecocompatibile”.
Fonte: www.attico.it
Mercato immobiliare: secondo NOMISMA segnali di miglioramento
In effetti, molti segnali sembrerebbero indicare che il mercato immobiliare stia migliorando.
Lo dicono soprattutto le previsioni degli operatori che appaiono meno pessimistiche che in passato; essi sono maggiormente fiduciosi sul ritorno della domanda che progressivamente sembra riprendere, analogamente a quanto sta avvenendo a livello dell’intera economia, così che prezzi, compravendite e locazioni sono valutati in condizione meno critica rispetto al giugno di quest’anno.
E’ soprattutto nelle aspettative sull’ evoluzione del mercato residenziale che si legge il segno del miglioramento: pur non potendo essere definite ottimistiche, appaiono mutate in meglio rispetto a sei mesi addietro.
I segnali di superamento della congiuntura negativa sono invece più fiacchi nei segmenti degli immobili per le attività economiche i quali risentono maggiormente della lenta evoluzione del quadro macroeconomico.
Evidentemente più deboli di quanto non accada per le abitazioni, che costituiscono il naturale sbocco di investimento della liquidità nelle mani delle famiglie, (le stime di crescita per l’anno prossimo sono nell’ordine dello 0,6% il ché non consente di attendersi una ripresa significativa nella domanda di uffici, piuttosto che di negozi o di altri immobili per attività economico produttive).
Fonte: Attico.it
Mutui mai cosi convenienti!!!
Il documento statistico di Bankitalia rivela come i tassi medi siano calati ulteriormente rispetto al 3,06% di settembre. Un anno fa, nello stesso mese, il tasso medio registrato dalla banca centrale era quasi il doppio: 5,76%. Il tasso medio tiene conto dei mutui a tasso variabile e di quelli a tasso fisso. Anche il taeg, tasso comprensivo delle spese amministrative, istruttorie e assicurative, scende al 3,10% dal 3,19% di settembre. Un anno fa era al 5,89%.
Il calo dei tassi sui mutui va evidentemente di pari passo con la frenata del mercato immobiliare che risente maggiormente della crisi e delle difficoltà delle famiglie rispetto agli investimenti più impegnativi come quello della casa. Diversa è la situazione nel credito al consumo dove i prestiti riguardano importi minori e spesso spese non rinviabili. Pur calando a ottobre all'8,81% rispetto all'8,92% di settembre, il tasso medio sui prestiti di questo tipo ha perso meno di mezzo punto rispetto al 9,3% dell'ottobre 2008.
Moratoria sui mutui Tornando ai mutui, è quasi al traguardo l'intesa tra l'Abi e le associazioni dei consumatori sulla moratoria delle rate per le famiglie in difficoltà. Le due parti stanno studiando i dettagli dell'accordo. Per ragioni tecniche, la sospensione delle rate potrebbe partire dall'1 febbraio 2010, e non più da gennaio come inizialmente previsto.
La sospensione delle rate per 12 mesi verrebbe applicata a chi ha perso il lavoro, ma anche in caso di morte, non autosufficienza, sospensione o riduzione dell'orario di lavoro per almeno 30 giorni; circorstanze che devono essersi verificate tra l'1 gennaio 2009 al 31 dicembre 2009. L'Abi ha dato la disponibilità anche ad estendere a 180 giorni (dai 90 inizialmente previsti) il limite massimo di ritardo nel pagamento oltre il quale la moratoria non si applica: più disponibilità, insomma, nei confronti di chi è stato moroso fino a un massimo di 6 mesi, sempre a causa dell'aggravarsi delle condizioni economiche familiari.
Non c'è ancora intesa, invece, sul tetto massimo del mutuo. L'Abi avrebbe dato la propria disponibilità fino a mutui del valore massimo di 120-130mila euro. Le associazioni dei consumatori chiedono alle banche di arrivare al tetto dei 150mila euro, per poter fra rientrare nella moratoria una maggio numero di famiglie in difficoltà.
Fonte: Repubblica.it
Pannelli solari: fissato l’importo massimo detraibile.
Per interventi di installazione di pannelli solari si intende l’installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda per usi domestici o industriali e per la copertura del fabbisogno di acqua calda in piscine, strutture sportive, case di ricovero e cura, istituti scolastici e università.
L’importo considerato MASSIMO DETRAIBILE è di 60.000 €.
I fabbisogni soddisfatti con l’impianto di produzione di acqua calda possono attenere non soltanto alla sfera domestica o alle esigenze produttive ma più in generale all’ambito commerciale, ricreativo o socio assistenziale, in pratica possono accedere alla detrazione tutte le strutture afferenti attività e servizi in cui è richiesta la produzione di acqua calda.
Ai fini dell’asseverazione dell’intervento concernente l’istallazione dei pannelli solari è richiesto: un termine minimo di garanzia (fissato in cinque anni per pannelli e i bollitori e in due anni per accessori e i componenti tecnici); che i pannelli siano conformi alle norme UNI EN 12975 o UNI EN 12976, certificati da un organismo di un Paese dell’Unione Europea e della Svizzera.
Bisogna fare attenzione pero’ perchè anche l’installazione dei pannelli solari deve essere realizzata su edifici esistenti. Per le spese effettuate dal 1° gennaio 2008 per l’installazione di pannelli solari, non occorre più presentare l’attestato di certificazione energetica (o qualificazione energetica).
Fonte: Agenzia delle entrate
Le cascine di Milano
Presentato l’atlante delle strutture rurali. Presto un bando per la riqualificazione di due realtà periurbane, una in Parco Lambro e una nel Parco della Vettabbia.
“Sono felice di presentare un progetto nato molti anni fa, quando ho pensato di candidare Milano all’Expo 2015 e a come poter valorizzare la nostra città. L’agricoltura urbana e periurbana è molto coerente con le caratteristiche del nostro territorio e con il tema dell’Esposizione universale, legata al problema della carenza di cibo e a quello dell’educazione alimentare. Da qui è nata l’idea di dare vita, insieme con l’assessore Masseroli e l’architetto Boeri, a un progetto per lo sviluppo delle cascine milanesi, lasciando intatta la loro identità agricola”.
Così è intervenuto il Sindaco Letizia Moratti, nel Salone d’onore della Triennale, alla presentazione dell’iniziativa Le cascine pubbliche e l’Expo 2015. Un progetto sostenibile per il futuro di Milano.
“A Milano ci sono 59 cascine, 18 di esse - ha spiegato il Sindaco Moratti – sono in stato di abbandono e aspettano di essere recuperate e valorizzate. Ci è sembrato opportuno sviluppare un percorso che possa favorirne la riqualificazione, coinvolgendo i soggetti e delle associazioni che già le abitano e le rendono vitali”.
Grazie anche al lavoro congiunto del Comune, del Piano Intercomunale Milanese e del Politecnico di Milano, è stato possibile realizzare l’atlante delle cascine che circondano la nostra città, presentato oggi: “Adesso siamo in procinto di lanciare due bandi che prevedono la riqualificazione di due cascine, una in Parco Lambro e una in Parco della Vettabbia” ha annunciato Letizia Moratti.
Il Sindaco ha concluso sottolineando la dimensione sociale dell’iniziativa: “Il progetto sarà l’occasione per avvicinarci al 2015, cercando di dare risposte concrete sia alle grandi sfide sia incrementando gli strumenti di recupero sociale, gli elementi, cioè, di ricostruzione della fragilità delle persone”.
“È un dovere civile sostenere le cascine – ha dichiarato l’assessore Masseroli – perché fanno parte della storia di Milano. Il Piano di Governo del Territorio, con le regole flessibili che lo caratterizzano, è un’opportunità che alimenta e dà nuova energia alla realtà territoriale rappresentata dalle cascine e ancora così radicata nella nostra città. Recuperare le cascine come luogo di ritrovo – ha aggiunto Masseroli – o come centro di accoglienza, o centro di formazione per le scuole, è per l’Amministrazione comunale la prima azione di una vera riforma ambrosiana”.
Fonte: Attico.it
600 milioni a Roma dalla cessione immobili della Difesa
Il Comune di Roma potrà incassare 600 milioni dalla cessione di immobili della Difesa, attraverso uno o più fondi di investimento immobiliare. Un emendamento alla legge finanziaria risponde così alle esigenze della Capitale, già affrontate nel 2008 con la concessione di un’anticipazione di 500 milioni da parte della Cassa Depositi e prestiti. In base al testo presentato ieri alla Camera dal governo, le nuove risorse dovrebbero arrivare tramite un’anticipazione di tesoreria, condizionata però al conferimento degli immobili nel fondo. Altri 100 milioni da destinare agli investimenti infrastrutturali verranno concessi per il 2012. Il fondo che sarà gestito da una Sgr (società di gestione del risparmio) viene creato «allo scopo di conseguire attraverso la valorizzazione e l’alienazione degli immobili militari, le risorse necessarie a soddisfare le esigenze infrastrutturali e alloggiative delle Forze armate». Accordi di programma potranno essere stabiliti con i Comuni nei quali si trovano le strutture, che poi avranno una quota tra il 10 e il 20 per cento del ricavato delle cessioni.
Toccherà al ministero della Difesa stabilire gli immobili da trasferire, che comunque potranno ancora essere utilizzati a titolo gratuito, fino alla ridefinizione delle loro funzioni; ed al bilancio di quel dicastero affluiranno i proventi della cessione di quote del fondo, nel rispetto dei vincoli di bilancio sottoscritti dall’Italia in sede europea e fatta salva la somma di 600 milioni da destinare a Roma.
Soldi che, puntualizza l’emendamento governativo, saranno destinati al raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica nel 2010. E che di fatto affluiranno al Comune sotto forma di anticipazione di tesoreria, vincolati ad un utilizzo ben preciso: 500 milioni per il «pagamento delle rate di ammortamento e degli oneri di parte corrente, relativi ad oneri di personale, alla produzione di servizi in economia e all’acquisizione di servizi e forniture, compresi nel piano di rientro» a suo tempo approvato dall’esecutivo. Altri 100 milioni andranno invece al «programma degli investimenti». L’anticipazione, che dovrà essere disciplinata da un’apposita convenzione è subordinata al conferimento degli immobili e si estinguerà comunque entro dicembre 2010.
Ulteriori 100 milioni, prelevati però da un altro fondo nazionale, sono stanziati per essere utilizzati dal Comune di Roma nel 2012 per ulteriori interventi infrastrutturali. Infine l’emendamento prevede che per l’attuazione del piano di rientro finanziario sia nominato un commissario straordinario che però, a differenza di quanto scritto nella legge del 2008, non coincide più necessariamente con il sindaco di Roma.
fonte: Il Messaggero
Dubai
Dubai World ristruttura debiti per 26 miliardi, l'emiro di Dubai getta acqua sul fuoco, ma le Borse degli emirati fanno ancora capolino. La società controllata dal Governo del piccolo emirato arabo ha messo a punto un piano che prevede la ristrutturazione del suo debito per una cifra complessiva di 26 miliardi di dollari.
Il piano prevede un processo di ristrutturazione in cinque fasi, che interesserà alcune delle società controllate, tra cui anche l'immobiliare Nakheel, tra le più colpite dalla crisi. La ristrutturazione esclude le imprese della holding Dubai Word che hanno un buon andamento finanziario. Si tratta di Istithmar World, DP World e Jebel Ali Freezone.
Il tentativo è quello di salvare i cosiddetti gioielli del gruppo, anche se gli esperti sono scettici sulla possibilità che Dubai World possa riuscire a disfarsi dei debiti etenersi tutte le imprese sane. Gli obbligazionisti del gruppo sono ancora sotto shock per l'annuncio della moratoria sul pagamento dei debiti, ma difficilmente accetteranno una ristrutturazione senza avere delle forti garanzie in cambio, specie ora che il governo si è tirato fuori dalla copertura del debito.
Nakheel, che è l'anello debole dell'impero finanziario di Dubai World, alla fine del 2008 aveva in portafoglio attività del valore di circa 100 miliardi di dollari. Ma nel frattempo i prezzi degli immobili sono crollati del 50% e gran parte delle mega-costruzioni progettate dal gruppo sono rimaste invendute e coi lavori fermi a metà.
Anche Limitless, l'altro braccio operativo nel settore immobiliare, sulla carta ha un portafoglio con attività del valore di 100 miliardi di dollari, ma ha gli stessi problemi di Nakheel. Per questo Dubai World rischia di dover mettere in vendita almeno una parte dei suoi gioielli.
Nonostante l'annuncio di Dubai World sono continuati anche oggi gli ordini di vendita alla Borsa di Dubai e in quella di Abu Dhabi essendo venuta meno la fiducia degli investitori sul piccolo emirato arabo dopo che, la scorsa settimana, Dubai Wolrd ha chiesto una moratoria sul suo debito che ammonta a circa 60 miliardi di dollari.
Proprio la Borsa della città emiratina ha chiuso con un -5,61%. Male anche la vicina Abu Dhabi con un -3,57%. A poco sono servite le considerazioni dell'emiro di Dubai, Sheikh Mohammed bin Rashid al-Maktoum, che è anche vice presidente, premier e ministro della Difesa degli Emirati arabi uniti, secondo cui il Governo dell'emirato e Dubai World sono due entità separate.
"Mettere insieme il gruppo Dubai World e il Governo è sbagliato. La nostra economia è forte e solida". E' con queste parole che l'emiro ha commentato per la prima volta la crisi finanziaria che sta colpendo il suo emirato. I numeri di Moody's parlano chiaro. L'agenzia internazionale di rating ha infatti stimato in 100 miliardi di dollari il debito complessivo dell'emirato di Dubai e delle sue aziende.
Moody's ha specificato che Dp World e la Free Zone Jabel Ali, due società di Dubai World, che non rientrano nella ristrutturazione del debito, hanno debiti di circa 10 miliardi di dollari. Secondo Moody's la ristrutturazione di parte dei debiti di Dubai World potrebbe portare a una catena di default e al downgrade dei rating di numerose banche degli Emirati arabi uniti, mentre le grandi banche internazionali subiranno danni relativi.
Per Moody's le banche degli Emirati controllano circa il 15-20% dei 60 miliardi di dollari di debiti di Dubai World. Mentre le banche inglesi hanno la maggiore esposizione verso il debito di Dubai World, a detta di Harm Zebreges, rappresentante del Fondo Monetario Internazionale per la zona Asia-Pacifico. "Secondo quanto ci risulta l'esposizione delle banche asiatiche è limitata con una più forte esposizione delle banche britanniche", ha sottolineato Zebreges.
Rientrati in parte i timori sulla situazione finanziaria a Dubai, le Borse europee oggi viaggiano in territorio positivo. Incoraggiate anche dalla buona apertura di Wall Street (+1% il Dow Jones e +1,20% il Nasdaq), le piazze finanziarie del Vecchio Continente consolidano i progressi. Londra guadagna l'1,90%, Francoforte l'1,94%, Parigi il 2,20%.
Piazza Affari si muove compatta con il resto d'Europa, con il Ftse Mib in rialzo del 2,34%. Bene anche All Share (+2,26%). Il prezzo del petrolio è tornato sopra quota 78 dollari, l'euro a quota 1,51 dollari: la moneta europea ora passa di mano a 1,5090 dollari, dopo essere risalita a 1,5105 e l'oro ha aggiornato il massimo storico. Ha infatti sfondato quota 1.200 dollari l'oncia. Al Comex di New York i future con scadenza a febbraio hanno segnato un nuovo record storico a 1.200,05
dollari.fonte: Milano Finanza
Andamento del mercato immobiliare.
I risultati delle indagini sul mercato immobiliare svolte
dall’Agenzia del Territorio, per quanto riguarda l’andamento delle compravendite nei primi nove mesi del 2009, e da Nomisma, che ha presentato il rapporto di fine anno per quanto riguarda i mercati delle principali aree metropolitane, mostrano un mercato immobiliare pressocchè bloccato, dove chi deve vendere aspetta la ripresa della domanda e chi deve comprare attende un calo delle quotazioni. Il risultato, dunque, è una diminuzione degli scambi e un calo molto contenuto dei prezzi.
Secondo i dati diffusi da Nomisma i prezzi delle 13 aree considerate evidenziano tutti un calo, soprattutto a Firenze in cui è stata registrata una diminuzione del 5,9%, mentre la tenuta migliore è stata registrata a Cagliari dove la riduzione è stata dell’1,4%.
Questo per quanto riguarda il nuovo mentre se consideriamo gli appartamenti usati la riduzione più drastica è stata registrata da Venezia dove il calo è stato del 5,9% mentre quella meno accentuata riguarda ancora una volta Cagliari in cui il calo è stato dello 0,8%. Infine, per quanto riguarda le abitazioni da ristrutturare il dato più elevato riguarda Bologna con un 6,1% e quello meno significativo coinvolge ancora una volta il capoluogo sardo che in questo caso registra una riduzione dello 0,3%.
Il calo piuttosto contenuto dei prezzi, dunque, produce un blocco del mercato, per far si che si sblocchi secondo gli esperti sarebbe necessario un ulteriore ribasso del 15%, che però non rientra tra le stime di Nomisma.
I dati diffusi dall’Agenzia del Territorio segnalano un calo delle vendite del 14,1% nei primi nove mesi del 2009, da questo punto di vista le cose vanno meglio nei capoluoghi dove la riduzione è stata del 6,6% mentre negli interland il calo è stato del 12,9%. Il dato più negativo riguarda Firenze con un -27% e Milano con un -14,1% mentre si pone in controtendenza Roma che ha registrato un +1,6%.
I dati evidenziano inoltre che nell’ultimo perido si predilige la qualità visto che le diminuzioni riguardano soprattutto gli immobili di fascia bassa e i cantieri con standard costruttivi non elevati.




