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sabato 26 dicembre 2009

2009: boom di ristrutturazioni.

Boom delle ristrutturazioni edilizie nel 2009. Si contano 410.000 lavori edilizi avviati. E' stato così abbattuto, con un mese di anticipo sulla fine dell'anno, il vecchio record detenuto dal 2007. Il confronto con il 2008 è ancora più vistoso. Infatti, l'aumento, rispetto allo scorso anno, considerando lo stesso periodo gennaio-novembre, è del 16,1%.
  Grande risultato quindi per il 36%, che si conferma una delle agevolazioni fiscali più gradite dagli italiani. Quest'anno poi e' stata introdotta anche la possibilità di cumulare il beneficio con lo sconto del 20% sull'acquisto di mobili, elettrodomestici di classe non inferiore ad A+, televisori e computer, ma solo se utilizzati per arredare una casa ristrutturata in regime agevolato. Questa chance e' riconosciuta a coloro che hanno iniziato i lavori di restauro dopo il 30 giugno 2008, per gli acquisti effettuati nel periodo compreso fra il 7 febbraio 2009 e il prossimo 31 dicembre.


  Ancora pochi giorni quindi per approfittare di questa detrazione Irpef.

 La proroga del 36%, contenuta nella Finanziaria 2009, varrà a tutto il 2012. Confermata anche l'agevolazione spettante agli acquirenti o assegnatari di immobili facenti parte di fabbricati interamente ristrutturati da imprese di costruzione o ristrutturazione o da cooperative edilizie che poi provvedono all'alienazione degli stessi. In questo caso, spetta una detrazione del 36% calcolata sul 25% del prezzo indicato nell'atto, comunque entro il limite di 48mila euro.

Il termine entro il quale devono essere eseguiti gli interventi e' pure prorogato al 31 dicembre 2012, mentre il termine per la stipula dell'atto e' il 30 giugno 2013. Entrando nel dettaglio, quest'anno il mese preferito per far entrare in casa geometri e operai e' stato giugno.

Durante il mese del solstizio, oltre 50mila italiani hanno inviato dichiarazioni di inizio lavori. Piu' del 12% del totale del periodo gennaio-novembre. L'anno scorso invece la maggior parte dei lavori sono iniziati in ottobre (42mila) e nel 2007 in maggio (45mila). A riprova che ogni momento e' buono per approfittare degli incentivi fiscali, purche' il meteo lo consenta. L'anno e' iniziato comunque in sordina: i primi due mesi sono gli unici, degli undici di cui si conoscono i dati, rimasti al di sotto dei risultati, sia del 2008 che del 2007 per quanto riguarda gennaio, solo del 2007 per quanto concerne febbraio.
  La norma consente ad alcuni contribuenti di poter detrarre per i prossimi dieci anni il 36% della spesa sostenuta, fino a un massimo di 48mila euro per ciascun immobile ristrutturato.


  Infatti, la norma prevede che la detrazione sia ripartita in 10 rate di pari importo, ma e' il caso di ricordare che i contribuenti con piu' di 75 anni possono usufruire della detrazione in 5 rate e che gli over 80 hanno la facolta' di ridurre ulteriormente a 3 il numero delle rate. La regione in testa alla classifica territoriale e' ancora la Lombardia. Le dichiarazioni di inizio lavori spedite da questa regione sono quasi 95mila, ovvero il 23% del totale nazionale, con un incremento del 19% sul dato dello stesso periodo dell'anno scorso. Seguono Emilia Romagna e Veneto, rispettivamente con 63mila (15,5%) e 51mila ristrutturazioni (12,5%). Anche il Piemonte si conferma fra le prime regioni della classifica con un dato di poco inferiore a 37mila, pari al 9% del totale nazionale. Subito dopo troviamo le prime regioni non comprese nell'area settentrionale della penisola. Sono la Toscana, con quasi 26mila (6,3%) cantieri avviati, e il Lazio con 23mila (5,7%). Per trovare una regione meridionale, invece, si deve scorrere la tabella fino alla decima riga, dove c'e' la Puglia, che ha totalizzato 12mila richieste di bonus fiscale, pari al 3% del dato complessivo. In fondo alla lista troviamo le regioni piu' piccole, ma non per questo meno attente al recupero del loro patrimonio edilizio e agli incentivi fiscali.
  Infatti il Molise, ultimo in graduatoria per numeri assoluti, totalizza 950 ristrutturazioni, che incrementano il dato dell'anno scorso del 22%. Stesso discorso per Basilicata, penultima con 1.176 richieste di bonus, che realizza un +11% sul 2008, e Valle d'Aosta che, con 1.306 restauri edilizi, riporta un aumento del 16,7%. La consueta top ten delle province italiane dove maggiormente si e' fatto ricorso all'incentivo fiscale del 36% sulle spese edilizie, vede in testa, come sempre Milano. Da qui sono partite circa 44mila domande di bonus, quasi la meta' del totale regionale (95mila) e quasi l'11% della somma complessiva di tutte le 107 province d'Italia. Al secondo posto c'e' Bologna con quasi 22mila cantieri, pari al 5,3% del totale nazionale. Terza classificata, Roma, con 20mila immobili ristrutturati. Quarta e' Torino, con un risultato di poco inferiore a quello capitolino. Entrambe rappresentano circa il 5% del dato complessivo. Genova e Bergamo si attestano intorno a 11mila, mentre Brescia Modena e Venezia superano di poco le 10mila dichiarazioni di inizio lavori. Vicenza rimane appena al di sotto della stessa cifra, ultima delle migliori 10 province italiane. Nella top ten non compaiono province meridionali: la prima la troviamo solo al diciannovesimo posto ed e' Bari, da dove sono partite quasi 6mila domande. A seguire c'e' Napoli, che pero' e' solo ventottesima con 4mila interventi di ristrutturazione. Speriamo che presto anche i contribuenti del Sud manifestino maggiore interesse e apprezzamento per questa misura fiscale che, non solo agevola il recupero del patrimonio immobiliare del Paese, ma consente anche l'emersione del lavoro nero e aiuta a combattere l'evasione fiscale e contributiva.

lunedì 30 novembre 2009

Villa certosa allo sceicco?

 

Quattrocentocinquanta milioni di euro. Tanto vale villa Certosa, il buen retiro estivo di Berlusconi, secondo lo sceicco Khalifa bin Zayed bin Sultan Al Nahayan che regna su Abu Dhabi negli Emirati Arabi Uniti. Effettivamente non sono pochi per ottanta ettari di parco più quattromila metri quadri coperti, sotto tre ville. Con il cambio di proprietari finirebbe la cortina impenetrabile del Segreto di Stato che avvolge sin dal 2004 l’eremo privato del premier Silvio Berlusconi e grazie al quale si sono coperti una serie di abusi edilizi (poi comunque tutti condonati) che hanno cambiato uno degli angoli più belli della Sardegna, la Costa Smeralda, sottratta pezzo dopo pezzo. Tutto inizia il sei maggio del 2004 quando il quotidiano La Nuova Sardegna pubblica le foto di un cantiere abusivo sugli scogli di Punta Lada, il confine sul mare della proprietà di Silvio Berlusconi. L’indomani un decreto del ministero dell’Interno dà il via libera ai lavori. Per ragioni di sicurezza nazionale si scava dentro le rocce di granito rosa, giorno e notte, domenica compresa. È il tunnel di collegamento con la villa progettato dal ministro delle infrastrutture Pietro Lunardi. Più in alto, nel giardino, spiccano un’ anfiteatro greco da 400 posti (che sarà inaugurato da un concerto di Mariano Apicella), cinque piscine per la talassoterapia, un laghetto artificiale e una serie di dependance per gli uomini della scorta, più un finto vulcano. Arriva la Procura di Tempio Pausania che vuole ispezionare i cantieri su un territorio sottoposto a vincolo paesaggistico da una legge regionale (che vieta di costruire a meno di due chilometri dalla costa). Ma sempre il sei maggio, giorno della pubblicazione delle foto, il ministro dell’Interno emana due decreti: il primo approva il piano nazionale antiterrorismo e contiene anche il piano segretato per la sicurezza di Villa Certosa, il secondo individua l’area come «sede alternativa di massima sicurezza per l’incolumità del presidente del Consiglio».

Il segreto di Stato vieta quindi ogni accesso,pm compresi, «allo scopo di preservare la conoscibilità dei luoghi». I magistrati sardi non mollano e ricorrono alla Corte Costituzionale. Solo il 20, 22 e 23 giugno 2005 la Procura di Tempio può finalmente effettuare i sopralluoghi richiesti più di un anno prima. Nel frattempo l’Idra immobiliare, proprietaria dei terreni, aveva presentato le richieste di condono edilizio alla Procura di Tempio sulla base di una sanatoria sui reati ambientali approvata dal governo Berlusconi nell’ottobre-novembre 2004. Così l’Idra immobiliare appianò tutte le pendenze e i condoni al modico prezzo di 300.000 euro: Silvio Berlusconi fu assolto il 14 luglio del 2008. Stessa sorte per Giuseppe Spinelli, amministratore della Idra Immobiliare uscito indenne da tredici capi imputazione per presunti abusi edilizi e violazioni ambientali. Determinanti furono i nullaosta dell’ufficio della tutela del paesaggio firmati, tra gli altri, dall’architetto Paolo Vella (oggi parlamentare del Pdl...). Se gli abusi edilizi spariscono grazie alle leggi fatte ad hoc, qualcosa di strano resta: il comune di Olbia rilascia per il faraonico anfiteatro di Villa Certosa la concessione edilizia n.387/04 datata 4 maggio 2004. Le foto della Nuova Sardegna arrivano due giorni dopo e mostrano uno stato dei lavori molto avanzato. È un altro dei miracoli del Berlusconi operaio, in grado di tirare su un teatro da quattrocento posti in due giorni.

Fonte: Libero.it

sabato 28 novembre 2009

Impianti fotovoltaici raddoppiati in Italia nell’ultimo anno.

La notevole crescita, che proseguirà nel 2010, è dovuta allo sblocco degli iter autorizzativi avviati due anni fa da vari soggetti e prossimi al completamento, una maggiore chiarezza sugli incentivi e la maggiore disponibilità di capitale, sostiene il responsabile per lo sviluppo in Italia delle fonti rinnovabili di Enel Green Power ecco la magia è fatta.

In italia gli impianti fotovoltaici sono quasi raddoppiati nel giro di un anno passando secondo i dati forniti da Enel da 31.900 impianti installati a oltre 56.000 registrati dal 25 novembre del gestore Servizi Energetici. Complessivamente, nel Paese la potenza degli impianti fotovoltaici installati a oggi è di 700 Megawatt.

Secondo uno studio dell’Associazione europea dell’Industria fotovoltaica (Epia), entro il 2020 questo tipo di energia potrebbe arrivare a soddisfare fino al 12% della domanda di elettricità dell’Unione europea, contro una situazione attuale inferiore all’1%. L’Italia, secondo gli esperti dell’associazione, grazie al suo potenziale è uno dei Paesi che può contribuire in misura maggiore a raggiungere l’obiettivo.
“Quella fotovoltaica - spiega Adel El Gammal dell’Epia - è la tecnologia che registra la crescita più rapida tra le fonti rinnovabili e i cui costi, rispetto a quelli di altre fonti energetiche, diminuiranno più in fretta, di circa l’8% anno”.
Le condizioni geografiche dell’Italia sono ottime per il fotovoltaico. In particolare nel Centro e Sud del nostro Paese dove raggiungiamo, come in Sicilia, fino a 1.600 ore sfruttabili a pieno regime per la produzione del sole. “Il fotovoltaico è ancora in una fase di avvio non solo in Italia, ma nel mondo”, dice Ingmar Wilhelm, responsabile per lo sviluppo in Italia delle fonti rinnovabili di Enel Green Power.

giovedì 12 novembre 2009

La direttiva europea sui servizi rischia di danneggiare gli agenti immobiliari Italiani



Il 6 Novembre  si è riunita a Roma la Consulta interassociativa dell'intermedizione immobiliare.
Il tema era: la Direttiva Europea sui Servizi 
( DirCE 2006/123/CE) sull'attività professionale degli agenti immobiliari.
Le associazioni di categoria hanno espresso seria preoccupazione in merito alla salvaguardia dei requisiti specifici della professione, in Italia regolamentati dalla Legge 39/89.
 Va bene far circolare liberamente persone e professionisti all'interno della Comunità Europea, ma nel caso degli agenti immobiliari è di fondamentale importanza mantenere un'equilibrio con le regole del nostro paese che prevedono un corso di formazione obbligatorio ed un'esame.
La professionalitò degli agenti immobiliari Italiani, con tanta fatica ottenuta negli anni, va mantenuta e valorizzata anche in ambito europeo.

lunedì 9 novembre 2009

Affitti: la cedola secca farebbe risparmiare 1000€ all'anno



La cedolare secca di cui si parla ormai da anni se fosse apllicata comporterebbe un risparmio di mille euro annui ed eliminerebbe il problema degli affitti in nero, e il problema dell’evasione di molti proprietari di casa.
Cio’ che da sempre viene richiesto dal Sindacato e quello di regolarizzare la posizione di molti proprietari di appartamenti in locazioni per agevolare anche gli inquilini, e lo stato puo’ farlo riducendo le tasse anche agli stessi proprietari.
Quindi chi affitta un appartamento dovrebbe pagare massimo il 23% delle tasse, invece di essere tassato pesantemente con aliquote Irpef. Ovviamente il tutto deve essere accompagnato da sconti fatti agli inquilini.
Tutto questo ha un costo per lo stato, ecco perche’ il Governo cerca di introdurre la cedolare secca per i contratti agevolati, con un notevole guadagno che varia dagli 800 ai 900 euro annui!
In ogni caso con la riduzione delle tasse, gli inquilini sarebbero spinti a chiedere al proprietario la registrazione del contratto che con la dichiarazione dei redditi li porterebbe a un notevole risparmio.

Si spera che si possa applicare la detassazione soprattutto sulle case con canone concordato, per evitare sfratti, affitti in nero e tutto quanto comporta una non regolare registrazione.

giovedì 5 novembre 2009

Notizie immobiliari: città Italiane come tartarughe

Brusca battuta d’ arresto nelle politiche per la sostenibilità urbana. Verbania vince la classifica della qualità ambientale davanti a Belluno e Parma. Male il Sud malissimo la Sicilia: Catania è la maglia nera
È un’ Italia più tartaruga che lepre quella delle città italiane, dove si registra una battuta d’ arresto nelle politiche ambientali urbane e una scarsa agilità nello sfruttare le opportunità, anche economiche, offerte da una più attenta e lungimirante gestione dei rifiuti, della mobilità, dell’energia.



Questi in sintesi i risultati della XVI edizione di Ecosistema Urbano di Legambiente, rapporto annuale realizzato con la collaborazione scientifica di Ambiente Italia e il contributo editoriale de Il Sole 24 ore. La ricerca vede primeggiare ancora una volta solo comuni del centro - nord, mentre il Meridione resta ancora indietro, anche se qualche municipio inizia a muoversi: tra i primi 42 classificati di quest’ anno troviamo, infatti, quattro comuni del Sud: Salerno (34ª), Campobasso (39ª), Potenza (40ª) e Matera (42ª).

mercoledì 4 novembre 2009

MIGLIORARE LE INFRASTRUTTURE E SFRUTTARE LE RISORSE DEL MEZZOGIORNO PER EMERGERE



E’ urgente uno scatto di efficienza del sistema politico-amministrativo ed e’ necessaria una stretta collaborazione delle istituzioni tra loro e delle istituzioni con le associazioni imprenditoriali per garantire un migliore utilizzo delle risorse pubbliche gia’ stanziate.
E’ quanto emerso in occasione del convegno “le costruzioni per la ripresa: Il ruolo delle Regioni”, tenutosi a 
Lecce il 23 ottobre u.s.ed organizzato da Ance Puglia.
La relazione introduttiva del Vice-Direttore dell’Ance, Antonio Gennari, ha permesso di fare il punto sui fattori di miglioramento della competivita’ del Mezzogiorno e sulle risorse rese disponibili per lo sviluppo dell’area nell’ambito del Quadro Strategico Nazionale 2007-2013 (fondi strutturali e FAS), per un importo complessivo pari a circa 90 miliardi di euro di cui 35 per infrastrutture e costruzioni.
Il Presidente dell’Ance Puglia, Ing. Salvatore Mattarese, ha insistito sugli elementi di contesto (giustizia civile, criminalita` organizzata, istruzione,…) indispensabili per l’efficacia delle politiche regionali ed ha presentato le proposte operative degli imprenditori relative in particolare all’introduzione di incentivi fiscali, alla riqualificazione dei quartieri degradati, all’accelerazione dei programmi infrastrutturali, alla formazione e alla qualita` della Pubblica Amministrazione, alla cooperazione interregionale nonche’ alla creazione di “task force” regionali miste, composte da rappresentanti delle Amministrazioni e del sistema imprenditoriale delle costruzioni, con lo scopo di analizzare i problemi relativi all’attuazione degli interventi e proporre soluzioni operative in grado di accelerare le realizzazioni.

In conclusione del convegno, al quale hanno partecipato i rappresentanti delle Amministrazioni Regionali nonche’ di Confindustria Mezzogiorno, Anas e Ferrovie dello Stato, il Presidente dell’Ance, Ing. Paolo Buzzetti, ha sottolineato l’opportunita’ di accelerare l’attuazione dei programmi infrastrutturali gia’ finanziati, in un contesto in cui i vincoli di finanza pubblica portano a limitare il volume degli stanziamenti per nuove infrastrutture. Ha inoltre ribadito che la crisi e’ ancora forte per il settore delle costruzioni evidenziando in particolare la necessita` di intervenire rapidamente per semplificare le procedure, allentare i vincoli del Patto di stabilita` interno che rende ancora piu` grave la crisi economico-finanziaria per le aziende del settore e garantire il credito alle imprese.

Fonte: Ance
martedì 27 ottobre 2009

Pochi gesti quotidiani -20% emissioni anche in casa

Mentre i grandi del mondo lavorano a un accordo globale contro i cambiamenti climatici, anche noi nel nostro piccolo possiamo fare qualcosa per ridurre le emissioni di gas serra. Infatti, dal car sharing al modo di stendere il bucato o usare la doccia, piccoli gesti all'interno delle mura domestiche possono tradursi in un taglio annuo del 20% delle emissioni domestiche, ovvero una riduzione totale delle emissioni nazionali del 7,4% in 10 anni. Secondo quanto riferito sulla rivista dell'Accademia Americana delle Scienze 'PNAS', 17 azioni sono cruciali per ridurre le emissioni annuali di CO2, il tutto senza modificare la qualità di vita di ciascuno. La ricerca è stata condotta da Thomas Dietz della Michigan State University presso la East Lansing.

"Le 17 tipologie di azioni - scrivono gli autori su PNAS - vanno dall'adottare apparecchiature domestiche più efficienti e nell'usare meglio le apparecchiature stesse, e si dividono in 5 categorie principali: climatizzazione dell'ambiente domestico con installazione di sistemi efficienti di isolamento, installazione di apparecchiature efficienti per il raffreddamento degli ambienti, manutenzione e uso corretti di dette apparecchiature, comportamenti quotidiani". I programmi basati sui permessi di emissione di CO2 e sul pagamento per gli esuberi rispetto al tetto massimo stabilito (cap-and-trade) e le politiche per incentivare l'innovazione tecnologica potrebbero non essere sufficienti per raggiungere gli obiettivi a breve e a lungo termine di riduzione delle emissioni, spiegano gli autori. Basti pensare che l'uso diretto di energia nelle case è responsabile del 38% di tutte le emissioni di CO2 in Usa, rilevano i ricercatori, ovvero qualcosa come 626 milioni di tonnellate l'anno (dato 2005). Ciò corrisponde approssimativamente all'8% delle emissioni globali, una quota superiore a quella delle emissioni di un intero paese (Cina esclusa). E' chiaro quindi che ciascuno di noi può fare tanto per ridurre le emissioni di CO2, partendo dai propri comportamenti in casa.

Gli esperti hanno stimato l'impatto di alcuni di questi comportamenti e tenuto conto anche del margine di miglioramento per ciascuno, ovvero della percentuale di coloro che non li ha ancora adottati e potrebbe farlo. E' emerso che i comportamenti più 'verdi' sono l'installazione di impianti di riscaldamento, ventilazione e condizionamento dell'aria di ultima generazione, altamente efficienti, con la corretta manutenzione degli stessi e l'uso corretto (per esempio il ricambio dei filtri, le temperature fissate - né troppo alte né troppo basse); sempre in questo ambito rientra l'installazione di impianti di isolamento termico (finestre high-tech, pannelli isolanti per il tetto etc). Dallo studio è emerso che qualora tutti adottassero questo comportamento (la percentuale di coloro che non l'hanno ancora fatto è altissima, 90%) in Usa si avrebbe una riduzione delle emissioni di CO2 di 34,4 tonellate annue. Tantissimo può fare l'uso corretto dell'auto: dal car sharing all'uso di macchine con consumo efficiente, dal 'trip chaining', ossia combinare vari impegni con diverse destinazioni in un unico viaggio, al comportamento alla guida permetterebbe un risparmio di oltre 110 tonnellate di emissioni di CO2. Ma poi ci sono comportamenti molto più 'banali': stendere il bucato evitando l'uso di asciugatori, non usare temperature elevate in lavatrice, usare docce con getto d'acqua contenuto, usare elettrodomestici efficienti e a basso consumo, limitare la temperatura dello scaldabagno. "Le nostre stime - concludono - forniscono una guida iniziale di quelli che sono i risultati raggiungibili in termini di riduzione delle emissioni di CO2 attraverso la promozione attiva di comportamenti virtuosi a casa".

fonte Ansa.it

lunedì 26 ottobre 2009

Legambiente: l'abusivismo edilizio in Italia, una piaga difficile da sanare.

Secondo Legambiente, i condoni e l’ assoluta mancanza di controllo dell’ abusivismo nel nostro Paese avrebbero contribuito a provocare i disatri naturali sempre più frequenti. In due anni, alla notizia del terzo condono edilizio, il mattone selvaggio è cresciuto di oltre il 40% e così si è abbattuta sul territorio italiano una superficie di cemento illegale di circa 5,4 milioni di metri quadrati nel solo 2003.

L’ abusivismo monitorato nel 2004 si concentra, nel 70% dei casi, in aree a bassa densità abitativa, punta sul mercato delle seconde case e delle abitazioni di prestigio, predilige le cosiddette trasformazioni pesanti(dalla stalla alla villa, magari con piscina), che quasi raddoppiano in un anno, passando dalle 6 mila stimate nel 2002 alle 11 mila del 2003.

Le stime del Cresme evidenziano che l’ abusivismo edilizio in Italia era in costante flessione, fino al 2001. A pagare il prezzo più alto sono state come le quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa (Campania, Puglia, Calabria e Sicilia), dove si concentra circa il 55% delle nuove costruzioni abusive.

Il recente condono edilizio, secondo Sebastiano Venneri, vicepresidente nazionale di Legambiente, aveva l’ obiettivo di legalizzare le 362 mila costruzioni abusive fatte dal 1994 al 2002 e spesso edificate dalla criminalità organizzata, soprattutto nel mezzogiorno.

Le conseguenze sono evidenti e piuttosto gravi: il deterioramento dell’ idea di legalità in Italia, il degrado del paesaggio, la mancanza di rispetto per vincoli e piani regolatori, generare negli abusivi la convinzione che il rischio di ripristino della legalità per gli edifici fuorilegge in Italia sia davvero minimo e quindi incoraggiare il mercato dell’ illegalità. Una manna per le ecomafie.

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