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venerdì 11 dicembre 2009

6 proposte per ripartire

Sono sei proposte e arrivano dritte dritte da Finco (la federazione che rappresenta le industrie ed i sistemi per le costruzioni e le manutenzioni edili e stradali). Rappresentano la ricetta di quello che bisognerebbe fare per dare nuovo slancio al settore immobiliare.
La prima riguarda la necessità assoluta di prevedere una proroga al 2012 del bonus del 55% per la riqualificazione energetica degli edifici sia per rendere più efficiente le costruzioni già esistenti sia per far emergere le sacche di lavoro nero e di evasione.
La seconda riguarda il tipo di maggioranza necessaria nel condominio per attuare le misure di abbattimento e ricostruzione con il bonus del 20% soprattutto se si vuole rendere lo stabile più efficiente sotto il profilo energetico.
La terza, come da evidenziato e accolto in alcune Regioni, riguarda la necessità di una estensione del Piano casa anche ai manufatti industriali e commerciali e non solo a quelli residenziali.
La quarta consiste nell’ampliamento delle categorie merceologiche cui è possibile applicare la detassazione degli utili reinvestiti
La quinta prende il nome di «Eco-prestito» e prevede l’accesso a prestiti agevolati a tasso 0 per 10 anni fino ad un massimo di 30.000 euro per ciascun beneficiario. l’Eco prestito dovrebbe essere utilizzato a fronte di una certificazione di interventi che vanno dall’incremento dell’efficienza energetica delle coperture e delle pavimentazioni a quello dei muri perimetrali e delle finestre, porte esterne e schermature solari, fino all’installazione di apparecchiature e sistemi per riscaldamento e produzione di energia elettrica ed acqua calda utilizzanti fonti rinnovabili o assimilate.
La sesta riguarda i ritardati pagamenti alle imprese. Va risolto subito, dicono gli industriali, anche ad esempio, attraverso il ricorso alla Cassa Depositi e Prestiti per crediti vantati dalle imprese e certificati dalla pubblica amministrazione.
Ora, posto che tutte e sei le proposte sono valide, manca una proposta su tutte: e cioè che aumentino i controlli per far emergere il nero, male incurabile del settore immobiliare italiano. E soprattutto piaga molto più profonda rispetto a quella che potrebbe essere curata con un bonus del 55%. O no?

fonte: www.casa.it

lunedì 7 dicembre 2009

Mutui mai cosi convenienti!!!


I mutui immobiliari non sono mai stati così 'convenienti' per le famiglie italiane. A ottobre, per la prima volta almeno da quando esiste il Supplemento al Bollettino statistico di Bankitalia e dunque dal gennaio 1995, il tasso medio sui mutui concessi per l'acquisto di una casa è sceso al di sotto del 3%, toccando la quota record del 2,97%.

Il documento statistico di Bankitalia rivela come i tassi medi siano calati ulteriormente rispetto al 3,06% di settembre. Un anno fa, nello stesso mese, il tasso medio registrato dalla banca centrale era quasi il doppio: 5,76%. Il tasso medio tiene conto dei mutui a tasso variabile e di quelli a tasso fisso. Anche il taeg, tasso comprensivo delle spese amministrative, istruttorie e assicurative, scende al 3,10% dal 3,19% di settembre. Un anno fa era al 5,89%.
Il calo dei tassi sui mutui va evidentemente di pari passo con la frenata del mercato immobiliare che risente maggiormente della crisi e delle difficoltà delle famiglie rispetto agli investimenti più impegnativi come quello della casa. Diversa è la situazione nel credito al consumo dove i prestiti riguardano importi minori e spesso spese non rinviabili. Pur calando a ottobre all'8,81% rispetto all'8,92% di settembre, il tasso medio sui prestiti di questo tipo ha perso meno di mezzo punto rispetto al 9,3% dell'ottobre 2008.
Moratoria sui mutui Tornando ai mutui, è quasi al traguardo l'intesa tra l'Abi e le associazioni dei consumatori sulla moratoria delle rate per le famiglie in difficoltà. Le due parti stanno studiando i dettagli dell'accordo. Per ragioni tecniche, la sospensione delle rate potrebbe partire dall'1 febbraio 2010, e non più da gennaio come inizialmente previsto.
La sospensione delle rate per 12 mesi verrebbe applicata a chi ha perso il lavoro, ma anche in caso di morte, non autosufficienza, sospensione o riduzione dell'orario di lavoro per almeno 30 giorni; circorstanze che devono essersi verificate tra l'1 gennaio 2009 al 31 dicembre 2009. L'Abi ha dato la disponibilità anche ad estendere a 180 giorni (dai 90 inizialmente previsti) il limite massimo di ritardo nel pagamento oltre il quale la moratoria non si applica: più disponibilità, insomma, nei confronti di chi è stato moroso fino a un massimo di 6 mesi, sempre a causa dell'aggravarsi delle condizioni economiche familiari.
Non c'è ancora intesa, invece, sul tetto massimo del mutuo. L'Abi avrebbe dato la propria disponibilità fino a mutui del valore massimo di 120-130mila euro. Le associazioni dei consumatori chiedono alle banche di arrivare al tetto dei 150mila euro, per poter fra rientrare nella moratoria una maggio numero di famiglie in difficoltà.

Fonte: Repubblica.it
venerdì 27 novembre 2009

Nomisma analizza il mercato immobiliare italiano.

Gli Italiani tanto affezionati alle case, hanno impedito che i prezzi crollassero come è accaduto in altri paesi, travolti dalle conseguenze della crisi finanziaria esplosa a metà 2007 e diventata più acuta da settembre 2008. Lo sostiene Nomisma che presentato a Bologna il terzo rapporto 2009 sul mercato immobiliare italiano.

In Italia, la correzione verso il basso dei prezzi degli immobili è stata molto meno marcata che altrove.

I dati mostrano che anche nell'ultimo semestre i prezzi correnti di tutte le tipologie di immobili, in tutte le città, sono solo leggermente diminuiti e, comunque, meno di quanto fossero scesi nel precedente semestre. Il rallentamento della discesa dei valori è chiaro ed uniforme.

Riguarda, infatti, oltre che tutte le tipologie di immobili, anche la maggior parte delle città.

Così la diminuzione semestrale dei prezzi delle case nuove, oggi del - 1,6%, in precedenza era stata del -2,8%

Il rallentamento della caduta è evidente» anche gli operatori sono più pessimisti di quanto dicano i numeri e, nella loro percezione - secondo il rapporto Nomisma - il calo complessivo dei prezzi nel 2009 è pari al 6,7%, contro il -4,1% rilevato sul campo dai ricercatori dell'istituto di ricerca.

Nella tabella delle variazioni dei prezzi 2009 nelle principali città, spicca il -5,9% di Venezia-Mestre rispetto al 2008 (che diventa -5,6% per Venezia centro). Segue a ruota Firenze con -5,6%. La città meno colpita dal calo dei prezzi degli immobili è Cagliari (-0,8%). Pesante anche il calo registrato a Milano (-5,2%), mentre a Roma il calo è contenuto nell'1,6 per cento. La media, come si diceva, è -4,1 per cento.

 

mercoledì 4 novembre 2009

Notizie Immobiliari: Audizione alla Camera dei Deputati per Tecnoborsa per un'esame del mercato immobiliare.




Lo scorso 27 ottobre presso la Camera dei Deputati VIII Commissione Permanente (Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici) si è tenuta l'audizione di Tecnoborsa - l'Organizzazione del Sistema delle Camere di Commercio Italiane per lo Sviluppo e la Regolazione dell'Economia Immobiliare – rappresentata dal Vicepresidente e Responsabile delle Attività Scientifiche, Giampiero Bambagioni.
L'audizione, attuata nell'ambito dell'Indagine conoscitiva sul mercato immobiliare, è stata focalizzata principalmente sulle tematiche:
- del mercato immobiliare quale fattore di sviluppo economico e sociale;
- della necessità della trasparenza dell'informazione economica al fine della conoscenza della congiuntura per la definizione di programmi gestionali a livello nazionale, nonché per la competitività del Sistema Paese al fine di favorire l'attrazione degli investimenti esteri nel settore.
Sono state evidenziate, inoltre, alcune idee circa interventi che potrebbero contribuire all'implementazione di specifiche politiche che favoriscano la crescita e lo sviluppo urbano sostenibile e un volano per affrontare l'attuale crisi economica e rilanciare lo sviluppo economico territoriale.

Identikit dell'acquirente.




Chi acquista casa in Italia?
L’aspirante proprietario in Italia è maschio (61,5%), ha un’età media compresa tra e 25 e i 44 anni, un alto titolo di studio (30,3% possiede una laurea), e svolge un lavoro qualificato: per il 34% imprenditore/dirigente/libero professionista e per il 26% lavoratore dipendente. 

A cercare sono coppie (26,3%) e famiglie composte da 3 (28,2%) o 4 persone (25,9%).
mercoledì 28 ottobre 2009

La ripresa del settore immobiliare secondo il Censis

Nel corso dell’audizione tenuta presso la Commissione Ambiente e Territorio della Camera dei Deputati, il direttore generale del Censis Giuseppe Roma ha avanzato alcune proposte al fine di evitare una crisi particolarmente pesante nel settore edilizio-immobiliare.

«Tutti gli operatori individuano nei prossimi 3-4 mesi quelli decisivi per evitare veri e propri “crolli” nel settore degli immobili per l’impresa, dagli uffici agli edifici industriali e per la logistica, la cui domanda sta calando fortemente a causa della recessione industriale e terziaria» ha dichiarato Roma. «È quindi indispensabile almeno sollecitare il comparto residenziale, che potrebbe in parte compensare quelle perdite e che comunque fattura circa l’80% dell’intero mercato immobiliare».

In un’indagine realizzata nel giugno del 2009, il Censis ha individuato la disponibilità delle famiglie a tornare ad investire nel mattone, con circa 2,6 milioni di nuclei interessati all’acquisto nei prossimi mesi. «Più in generale – ha continuato Giuseppe Roma – per la stragrande maggioranza degli italiani gli immobili rappresentano il modo più sicuro di valorizzare i propri risparmi.

L’altra destinazione maggiormente preferita, quella dei titoli di Stato, è oggi davvero poco invitante, con tassi vicino allo zero. Bisogna incentivare una tale disponibilità finalizzandola, oltre che all’uso proprio, anche all’investimento da reddito. Avrebbe un effetto psicologico, oltre che pratico, applicare al reddito da locazione una tassazione fissa al 20% o ancor meglio al 15%, come previsto da alcuni disegni di legge già presentati».

Si eliminerebbe in tal modo una distorsione che, nei fatti, attualmente falcidia l’affitto percepito dal proprietario sulla base del livello di reddito personale, con indubbia disparità di trattamento per immobili dello stesso tipo. Inoltre, permettendo una detrazione anche minima all’inquilino, con la tracciabilità dei canoni pagati, potrebbe emergere una notevole quota di fitti in nero.

«Da una simulazione da me effettuata - ha proseguito il direttore Roma - con tassa fissa e detrazione per l’inquilino il fisco perderebbe gettito nei primi due anni, ma al terzo ci sarebbe equivalenza fiscale e dal quarto anno in poi si produrrebbe addirittura un aumento del gettito».

Nel frattempo il risparmio familiare impiegato nell’edilizia da affittare, oltre a un positivo impatto economico anticiclico, funzionerebbe da leva per allargare l’offerta in locazione. «Più in generale – ha concluso Roma - bisognerebbe invertire la tassazione anche nelle compravendite. Essendo stata abolita l’Ici, si potrebbero applicare le imposte sul passaggio di proprietà su chi vende, e incassa, invece che su chi acquista e paga».

Fonte: Censis

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