notizie immobiliari

Casa in Valle d'Aosta

Casa in Liguria

Casa a Miami

Glamour immobiliare

Notizie finanziarie

Cerchi lavoro?

Visualizzazione post con etichetta assoedilizia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta assoedilizia. Mostra tutti i post
giovedì 10 dicembre 2009

Torino: LAGUNA VERDE

laguna verde

Laguna Verde è uno dei più grandi progetti di riqualificazione urbana oggi esistenti in Italia, sia per i volumi interessati ma sia soprattutto per il livello qualitativo e concettuale del progetto. Si tratta di una superficie di circa 815.000 m² lungo l’asse di via Torino, in una zona dove oggi trova posto, tra gli altri, lo stabilimento Pirelli che verrà dismesso in vista della realizzazione, sempre a Settimo ma in via Brescia, del più tecnologico e avanzato stabilimento Pirelli del mondo.

Laguna Verde si presenta come un modello di struttura urbana a elevato contenuto di sostenibilità ed elevati livelli di qualità architettonica, ambientale ed ecologica. Il concept di Laguna Verde pensato dallo studio ArchA diretto dall’arch. Pier Paolo Maggiora riprende l’idea di open source, di dialogo architettonico. La concentrazione delle parti costruite avviene per blocchi compatti, come isole che affiorano in una laguna di verde fatta di parchi, giardini e aree verdi (2/3 dell’intera area disponibile per il verde).

Nella parte della “città pubblica” è prevista un’intera isola destinata alle funzioni di ricerca e alta formazione, che diventa per dimensione dello spazio disponibile la seconda funzione nell’ambito del progetto, alle spalle solo di quella residenziale.
L’attività di Ricerca – il cui progetto di fattibilità e di realizzazione è affidato al Politecnico di Torino - rappresenta sicuramente uno dei punti di forza strutturale del progetto Laguna Verde, intesa come una nuova urbanizzazione che guarda al futuro, in termini non solo architettonici ma anche funzionali. Il tema della Ricerca prende le mosse dai recenti accordi siglati con Pirelli per lo sviluppo di tecnologie di produzione innovative per pneumatici “intelligenti” e punta a riaffermare il modello Cittadella Politecnica anche in questo nuovo insediamento che si basa sul trinomio formazione ricerca e industria avendo per attori università, enti territoriali.

Francesco Profumo – Rettore del Politecnico di Torino ha così commentato: “alla luce di quanto sta avvenendo con i prodotti petroliferi, il cui costo sembra non voglia cessare di salire, sta diventando sempre più strategico e irrinunciabile focalizzare i nostri interventi sulla Ricerca, verso la realizzazione di processi e prodotti sostenibili. In quest’ottica anche il nuovo insediamento all’interno di Laguna Verde sarà concepito secondo logiche di sostenibilita’ ambientali e di prodotto ecocompatibile”.

 

Fonte: www.attico.it

lunedì 16 novembre 2009

Assoedilizia: dura critica al governo per il rifiuto della cedolare secca sulle locazioni



Dichiarazione del presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici: “la mancata introduzione della cedolare secca sui redditi da locazione è un grave errore di politica economica in cui incorre il Governo; soprattutto in questo momento di seria crisi economica.
Questa misura, applicata a tutti i contratti di locazione, potrebbe concorrere a far emergere il sommerso del settore; ma, soprattutto, in prospettiva, sposterebbe dall’area della esenzione fiscale a quella della tassazione una rilevante massa di abitazioni e produrrebbe un incremento del PIL dell’ordine dell’ 1-1,5 % .”
Si è parlato tanto di cedolare secca e si è detto che il peso per le casse pubbliche è superiore ai vantaggi derivanti dal recupero Irpef, conseguente all’emersione del nero nel comparto della locazione.
Ma la questione è assai più complessa perché si tratta di un problema, non solo di Irpef diretta, ma di complessivo effetto propulsivo nei confronti della nostra economia e del gettito fiscale.
L’investimento negli immobili in locazione, a differenza di quello riguardante l’abitazione principale in proprietà, inquadrata nell’ area della esenzione fiscale, è dunque un fattore di dinamismo del sistema economico. Possiamo anzitutto stimare che il nostro Paese presenti oggi un fabbisogno minimo di case in locazione da 600.000 unità ad 1milione.

Un fabbisogno che non deve esser soddisfatto necessariamente mediante una nuova produzione edilizia; a seguito di adeguata incentivazione anzitutto si arginerebbero le dismissioni e si favorirebbero gli investimenti in immobili già prodotti e attualmente disponibili nel mercato della compravendita.
Per inciso si valuta rispettivamente in oltre 250/300.000 unità per l’Italia e in 50.000 unità per la 
Lombardia la disponibilità di tal genere.
Il nostro Centro Studi Fisco ed Economia stima che il raggiungimento dell’obiettivo per l’Italia di spostare il rapporto tra abitazione principale in proprietà e abitazione in locazione dall’attuale 73/18% ad un traguardo del 68/23% (obiettivo non utopistico ove si consideri che lo strumento di intervento è triplice:a/recupero del nero; b/assorbimento del già costruito;c/investimenti in nuova produzione edilizia) possa generare: un incremento strutturale di redditi locativi soggetti a tassazione dell’ordine di 8 MLD di euro all’anno con relativo gettito IRPEF di circa 1,4 MLD e Registro per 16 mln di euro.
Un incremento straordinario del PIL in un quinquiennio di ben 60 MLD connesso alle prospettive di aumento della nuova produzione edilizia; con relativo gettito IRES, IVA e di oneri sociali.

Aumento del gettito annuo dell’ ICI per circa 300/400 Mln; suscettibile di elevarsi sino a 600/800 milioni a seconda del grado di recupero dell’evasione. L’aumento dell’investimento annuo per spese manutentive potrebbe aggirarsi attorno ai 700 milioni : somma che incrementerebbe ulteriormente il PIL.
Inoltre le politiche governative di questi ultimi vent’anni,volte a favorire la proprietà della abitazione a scapito della locazione, oltre a sottrarre alla tassazione un’ ingente massa economica che avrebbe potuto costituire il reddito dei locatori, ha favorito il vasto fenomeno del sommerso nel comparto delle opere manutentive: l’utente-proprietario, che risponde solo a se stesso, è molto più incline del locatore (che peraltro può addebitarne all’inquilino una parte) a ricorrere al nero per le spese di gestione e manutenzione dell’immobile.
Se dunque il rapporto proprietà locazione nel nostro Paese fosse livellato allo standard medio europeo si avrebbe un incremento del PIL per le opere manutentive almeno di 3/4 MLD di Euro.
Complessivamente, con la cedolare secca potrebbe generarsi un aumento del PIL soggetto a tassazione di quasi 20 miliardi all’anno pari ad un incremento oscillante dall’1 all’ 1,5 % del PIL stesso.

- Assoedilizia -
mercoledì 4 novembre 2009

In calo la qualità delle città italiane.



Da un rapporto Assoedilizia, si evidenzia una progressiva dequalificazione del patrimonio abitativo del Paese, sia pure tenendo conto dell’operazione di aggiornamento dei dati compiuti dal Catasto in anni in cui l’arretrato era assai rilevante (5-6 milioni di posizioni).
Riscontriamo: una predominanza di edilizia economica, il cui dato cresce quasi di tre volte (più 284%) ed una edilizia civile che raddoppia il dato (più 210%); un calo del 24,5% degli alloggi signorili dovuto alla mancanza di incremento ed ai processi di dismissione con contestuale frazionamento.
Fenomeno che interessa anche le ville che rimangono quasi stazionarie, mentre i villini aumentano di quattro volte. Il dato dei castelli e dei palazzi monumentali segue il trend dell’aggiornamento catastale.
La diminuzione delle unità ultrapopolari,indica il recupero edilizio del patrimonio particolarmente degradato. Commenta il Presidente di Assoedilizia avv. Achille Colombo Clerici.

“Si può filosofare fin che si vuole sul concetto di città, di etica e di estetica nell’urbanistica, di qualità del vivere e di bellezza della città.
È paradossale, ma basta una norma di natura fiscale a cambiare tutto il corso di una cultura: quando, nei tempi andati, il fisco colpiva il fronte delle case, si costruivano solo budelli; quando colpiva il sedime le case crescevano in altezza; quando, come nell’Italia del Dopoguerra si è colpita la qualità edilizia si sono costruite solo case brutte.

Da allora ad oggi, nel nostro Paese, una miope legislazione fiscale ha penalizzato sistematicamente il prodotto edilizio di qualità, escludendo da ogni agevolazione fiscale gli immobili di pregio: prima, fra tutte, la famosa legge Tupini che prevedeva l’esenzione venticinquennale dall’imposta sui redditi dei fabbricati per le costruzioni destinate alla locazione, a patto che fossero di mediocre, se non scadente qualità.
Si è arrivati al punto di escludere dai benefici di legge gli immobili realizzati con materiali pregiati o lavorati in modo pregiato; condannando una tradizione artigianale di qualità, fatta di marmisti, decoratori, falegnami, stuccatori, tappezzieri che hanno visto progressivamente scemare il proprio lavoro”.

Casa a Milano

Residenza Cristal Nerviano

Casa a Parabiago

Casa a Nerviano

Casa a Rho

SALDI IMMOBILIARI

Seguimi su Libero Mobile