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giovedì 26 novembre 2009

AFFITTI: NO del governo sulla cedolare secca

Con la nuova finanziaria non ci sara’ nessuna cedolare secca sugli affitti questo è stato deciso ieri dalla Camera e il Ministro Tremonti decide di utilizzare le risorse finanziarie gia’ scarse per risolvere questioni ben piu’ gravi.

Niente taglio dell’Irap e dell’Irpef e niente cedolare secca sugli affitti. Gestire al meglio le scarse risorse finanziarie a disposizione, in pratica i 4 miliardi attesi dallo scudo fiscale.

Oggi si attende una nuova riunione anche con la Lega prima di formalizzare le proposte. Gianfranco Fini intanto avverte: no ad una eventuale fiducia su un maxiemendamento confezionato in extremis.

Tra i progetti del Ministro cè un risanamento sul versante del welfare le misure su cui si sarebbe raggiunto un accordo sono il rafforzamento degli ammortizzatori sociali (per i co.co.co e gli ultracinquantenni) e interventi di spesa sociale come il Fondo per le autosufficienze, a questi si aggiungeranno le altre misure per il comparto sicurezza con finanziamenti per il turn over al 100% delle forze dell’ordine, dei vigili del fuoco.
Anche per la giustizia 500 milioni per l’edilizia penitenziaria, dovrebbero arrivare ulteriori fondi, mentre sul versante dello sviluppo si punta ad aumentare il Fondo di garanzia per le Pmi, con attenzione alla capacità innovativa delle imprese.
Restiamo in attesa di decisioni…

venerdì 13 novembre 2009

In arrivo il vademecum del governo sull'efficienza energetica degli impianti di riscaldamento


La scelta attenta degli impianti di riscaldamento delle abitazioni, in particolare della caldaia, e il loro mantenimento in efficienza assicura, nel corso degli anni, costi di gestione e bollette energetiche più bassi, minori consumi e inquinamento, regolarità di funzionamento e maggiore sicurezza per le nostre case.La normativa in materia di efficienza energetica degli edifici1, definisce un sistema di regole finalizzate ad assicurare le migliori prestazioni energetiche degli impianti termici e richiama i principali riferimenti per garantirne la sicurezza e la funzionalità nel tempo.Ferma restando l’opportunità di affrontare le problematiche inerenti la riqualificazione energetica sotto la guida di un tecnico competente (soprattutto a livello di condominio) che, con una sua valutazione o una diagnosi energetica, possa individuare gli interventi più opportuni e più remunerativi da realizzare (anche attraverso l’utilizzo delle fonti rinnovabili), si riportano alcuni consigli e i principali adempimenti da ricordare per la migliore gestione degli impianti di riscaldamento.
Acquisto della caldaia. Per un comportamento più consapevole che possa privilegiare l’acquisto di caldaie più efficienti con i minori oneri di esercizio e manutenzione è necessario che il cittadino: sappia che la normativa vigente richiede, in ogni caso, l’installazione di caldaie con un rendimento superiore ad una ben determinata soglia: alta efficienza, che nella generalità dei casi si traduce in una attribuzione di marcatura 3 e 4 stelle; si informi direttamente presso l’installatore sulle necessità e sulla frequenza di manutenzione del proprio impianto, in particolare della caldaia che va ad installare, e legga preventivamente le specifiche informazioni riportate nel libretto d’uso e manutenzione a corredo della caldaia stessa (questa consultazione può essere svolta anche sul sito internet del fabbricante); si informi in merito alla disponibilità di incentivi e detrazioni fiscali.

Fonte: Governo.it
martedì 10 novembre 2009

Piano casa: la storia infinita.


Proviamo un po’ a fare il punto della situazione su quanto sta succedendo con il Piano Casa. Il Governo chiamerà i presidenti delle regioni che non lo hanno ancora approvato al ''redde rationem'' (letteralmente rendere conto). Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi in conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri.
«Soltanto tre Regioni ad oggi hanno fatto propria questa indicazione del governo centrale. Abbiamo deciso di chiamare i presidenti per un redde rationem. I calcoli di organizzazioni di settore ci hanno portato a ritenere che questo piano potrebbe introdurre da 50 a 70 miliardi di euro», ha aggiunto. 
«Il piano casa prevede la possibilità di ampliare la volumetria delle case di un 25%», ha poi ricordato Berlusconi.
Nel frattempo è arrivata la notizia che il Piano Casa è diventato legge in Sardegna. E' stata, infatti, pubblicata sul BURAS del 31 ottobre 2009 la Legge regionale n.4 del 16 ottobre 2009, “Disposizioni straordinarie per il sostegno dell'economia mediante il rilancio del settore edilizio e per la promozione di interventi e programmi di valenza strategica per lo sviluppo”.
Coerentemente con il programma di Governo questa legge si propone di rianimare un’economia sofferente coniugando gli obiettivi dello sviluppo sostenibile con la tutela di fondamentali valori ambientali, paesaggistici e culturali della Sardegna. 

Al contrario in Sicilia gli ampliamenti saranno possibili solo in caso di demolizione e ricostruzione. Via quindi la possibilità di ampliare le villette fino al 20 per cento. La decisione è contenuta nell’emendamento governativo annunciato all’indomani dell’alluvione di Messina per evitare pericolosi abusi della norma e ora presentato in Commissione all’assemblea siciliana.

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