notizie immobiliari
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martedì 24 novembre 2009
Affitto
In generale gli appartamenti dal taglio superiore a 90-100 mq registrano difficoltà maggiori nella locazione. Infatti si chiedono ulteriori ribassi sui canoni.
Questi dati sono frutto dell’elaborazione dell’Ufficio studi di Tecnocasa che ha evidenziato come anche in questa prima parte del 2009 si conferma una buona domanda di immobili in affitto alimentata da coloro che non riescono ad acquistare l’abitazione, non avendo i requisiti per poter ottenere il mutuo. I canoni di locazione più elevati, sempre secondo l’ufficio studi, si registrano comunque sempre a Roma (850 € al mese per un bilocale e 1050 € al mese per un trilocale) e a Milano (750 € al mese per un bilocale e 1000 € al mese per un trilocale).
Come nei semestri precedenti anche in questi primi sei mesi dell’anno, secondo Tecnocasa, i potenziali inquilini hanno ridotto il budget da destinare alla locazione dell’immobile ed i proprietari che non si adeguano in questo senso spesso si trovano con l’immobile non locato per lunghi periodi. E proprio per questo motivo, in alcune grandi città, sono in aumento i proprietari che si informano per formulare contratti di locazione a canone concordato, sebbene il contratto di locazione a canone libero resti quello più stipulato. I potenziali locatari si dimostrano sempre più attenti all’immobile da prendere in affitto prediligendo le tipologie in buono stato di conservazione (con particolare attenzione alla manutenzione degli impianti), ben arredate (le tipologie arredate sono più richieste soprattutto da single e studenti mentre le famiglie preferiscono arredare da sé gli immobili), inserite in buoni contesti condominiali. Si valuta anche la presenza di servizi nella zona. In particolare il target degli studenti si sta rivelando sempre più esigente chiedendo spazi ampi e più vivibili (cucina abitabile) e optional come la connessione ad Internet.
Fonte: blog.casa.it
mercoledì 11 novembre 2009
Notizie immobiliari: 30.000 agenti immobiliari rischiano il posto di lavoro.
L’allarme lo ha lanciato la Federazione italiana agenti immobiliari professionali (Fiaip): tra il 2009 e il 2010 gli operatori del settore che si troveranno senza lavoro saranno circa 250 mila. E di questi, 30 mila saranno agenti immobiliari. Le cifre rendono più preoccupante la situazione del settore rispetto a quanto comunicato pochi giorni fa dall’Ance e soprattutto accendono un faro su quali procedimenti siano stati presi dal Governo per tamponare l’emorragia del settore. Nessuno. O almeno, nessuno serio. Secondo la Fiaip, infatti, il calo dei livelli occupazionali del comparto immobiliare, che oggi rappresenta oltre il 17% del PIL, non è stato ancora accompagnato dalle istituzioni da serie misure per far fronte alla situazione di grave difficoltà che il settore sta attraversando, mentre cresce il fabbisogno
di unità abitative proprio per le fasce più deboli. «Chi opera tutti i giorni al contatto con i clienti e i consumatori, ed ha una vera e propria funzione sociale vede giorno dopo giorno, la crisi in faccia» ha detto Paolo Righi, il presidente nazionale di Fiaip. «Ormai da alcuni anni ci si batte affinché venga introdotta la misura della cedolare secca sugli affitti al 20%, un intervento che rianimerebbe in parte il mercato immobiliare, e che oltre ad essere una misura sociale bipartisan, che va incontro alle famiglie e all’esigenza abitativa, darebbe redditività alle locazioni avvicinando il trattamento tributario a quello delle rendite finanziarie».
Fonte: casa.it
di unità abitative proprio per le fasce più deboli. «Chi opera tutti i giorni al contatto con i clienti e i consumatori, ed ha una vera e propria funzione sociale vede giorno dopo giorno, la crisi in faccia» ha detto Paolo Righi, il presidente nazionale di Fiaip. «Ormai da alcuni anni ci si batte affinché venga introdotta la misura della cedolare secca sugli affitti al 20%, un intervento che rianimerebbe in parte il mercato immobiliare, e che oltre ad essere una misura sociale bipartisan, che va incontro alle famiglie e all’esigenza abitativa, darebbe redditività alle locazioni avvicinando il trattamento tributario a quello delle rendite finanziarie».
Fonte: casa.it
lunedì 9 novembre 2009
Piano casa: parte in salita.
Prima lo scoglio delle Regioni. Ora ci si mettono i Comuni. Il piano casa voluto dal Governo e che dovrebbe consentire l’ampliamento delle cubature di villette del 20% in caso di ristrutturazione o nuova edificazione a fronte di oneri di urbanizzazione ridotti, sta partendo lentamente.
Finora infatti sono 16 su 21 le leggi regionali approvate per attuare il piano casa, in territori che inglobano il 77% della popolazione italiana. Ma il problema rimasto è quello di rendere operativi i procedimenti burocratici: non sono molte le regioni che hanno già adottato le procedure e gli strumenti necessari per presentare le richieste di ampliamento e chiedere i permessi per costruire. Mancano le delibere attuative delle leggi regionali e quindi il via libera da parte dei Comuni che normalmente si prendono almeno tre mesi di tempo per poter decidere in materia.
Si allungano dunque i tempi per sbloccare il piano casa e dare nuovo impulso all’edilizia.
Infatti, come dimostra un’indagine pubblicata lunedì 9 da IlSole24Ore, solo ora l’intesa nazionale sul piano, declinata già a livello regionale, sta approdando nei consigli comunali. Un passo necessario, perché chi vorrà portare avanti i lavori beneficiando del piano casa, dovrà proprio far riferimento alle norme stabilite a livello comunale.
Ma c’è di più: in caso di delibera emanata dai Comuni, la sua ricerca è difficilissima. Complicato trovarla sui siti degli enti locali, complicato trovare qualcuno che possa fornire indicazioni in materia.
Sempre IlSole24Ore dimostra come i capoluoghi di provincia che hanno già deliberato una normativa su questo tema sono 31 su 47 e nel loro lavoro di attuazione hanno più che altro specificato le aree dove il piano casa non può essere applicato per tutelare zone a rischio idrogeologico o con particolari requisiti ambientali. È il caso della riviera di Rimini, delle aree verdi dichiarate patrimonio ambientale a Perugia. O ancora: il divieto di fare l’espansione del business su edifici di rilevanza storica, come per i palazzi degli anni ‘30 di Bergamo. Venezia, dal canto suo, non ha proprio deliberato il piano casa, stante la specificità della sua posizione, mentre a Verona vengono tutelate le ville liberty e i parchi; Belluno ha ampliato lo sconto del 20% sugli oneri per gli interventi di bioedilizia. E si potrebbe proseguire a lungo.
Quello che sembra di capire è che la scossa al mercato immobiliare prevista nei progetti del governo non arriverà. O comunque non in tempi brevi.
Finora infatti sono 16 su 21 le leggi regionali approvate per attuare il piano casa, in territori che inglobano il 77% della popolazione italiana. Ma il problema rimasto è quello di rendere operativi i procedimenti burocratici: non sono molte le regioni che hanno già adottato le procedure e gli strumenti necessari per presentare le richieste di ampliamento e chiedere i permessi per costruire. Mancano le delibere attuative delle leggi regionali e quindi il via libera da parte dei Comuni che normalmente si prendono almeno tre mesi di tempo per poter decidere in materia.
Si allungano dunque i tempi per sbloccare il piano casa e dare nuovo impulso all’edilizia.
Infatti, come dimostra un’indagine pubblicata lunedì 9 da IlSole24Ore, solo ora l’intesa nazionale sul piano, declinata già a livello regionale, sta approdando nei consigli comunali. Un passo necessario, perché chi vorrà portare avanti i lavori beneficiando del piano casa, dovrà proprio far riferimento alle norme stabilite a livello comunale.
Ma c’è di più: in caso di delibera emanata dai Comuni, la sua ricerca è difficilissima. Complicato trovarla sui siti degli enti locali, complicato trovare qualcuno che possa fornire indicazioni in materia.
Sempre IlSole24Ore dimostra come i capoluoghi di provincia che hanno già deliberato una normativa su questo tema sono 31 su 47 e nel loro lavoro di attuazione hanno più che altro specificato le aree dove il piano casa non può essere applicato per tutelare zone a rischio idrogeologico o con particolari requisiti ambientali. È il caso della riviera di Rimini, delle aree verdi dichiarate patrimonio ambientale a Perugia. O ancora: il divieto di fare l’espansione del business su edifici di rilevanza storica, come per i palazzi degli anni ‘30 di Bergamo. Venezia, dal canto suo, non ha proprio deliberato il piano casa, stante la specificità della sua posizione, mentre a Verona vengono tutelate le ville liberty e i parchi; Belluno ha ampliato lo sconto del 20% sugli oneri per gli interventi di bioedilizia. E si potrebbe proseguire a lungo.
Quello che sembra di capire è che la scossa al mercato immobiliare prevista nei progetti del governo non arriverà. O comunque non in tempi brevi.
venerdì 6 novembre 2009
Notizie Immobiliari: acquistare casa senza rischi, Comune di Milano e Notai in prima linea per i cittadini.
Incontri pubblici gratuiti nelle nove zone cittadine e 1000 consulenze gratuite individuali con un notaio per affrontare con tranquillità l’acquisto della propria abitazione. La presentazione con gli assessori Verga e Mascaretti. Incontri pubblici gratuiti nelle nove zone cittadine e 1000 consulenze gratuite individuali con un notaio per affrontare con tranquillità l’acquisto della propria abitazione.
Consulenza specializzata e gratuita in tema di acquisto casa e mutuo negli studi di 225 notai, ma anche incontri pubblici gratuiti presso le sedi dei nove Consigli di Zona. Questa la nuova formula di “Comprar casa senza rischi”, iniziativa promossa dal il Comune di Milano in collaborazione con il Consiglio Notarile di Milano.
Da oggi è possibile prenotare online oltre 1000 appuntamenti di consulenza gratuita messi a disposizione dai notai di Milano e Lombardia fra il 6 e il 27 novembre. Il tradizionale appuntamento di informazione al cittadino si arricchisce quest’anno di una nuova iniziativa: nove incontri aperti che si terranno in contemporanea mercoledì 11 novembre dalle 18.30 alle 20.00 presso i Consigli di Zona della Città di MilanoHanno illustrato l’iniziativa nel corso di una conferenza stampa l’Assessore alla Casa del Comune di Milano, Giovanni Verga, l’Assessore alle Aree Cittadine e Consigli di Zona del Comune di Milano, Andrea Mascaretti e il Presidente del Consiglio Notarile di Milano, Domenico de Stefano.
“L’iniziativa del Consiglio Notarile di Milano ha solo tre anni, ma è già adulta” ha affermato Giovanni Verga, Assessore alla Casa del Comune di Milano “E’ infatti pronta ad avvicinarsi ancora di più alle esigenze dei cittadini con degli incontri nelle sedi dei 9 Consigli di Zona di Milano. L’Amministrazione Comunale si occupa del cittadino e trasferisce le sue competenze a portata di mano di chi ne ha bisogno. L’iniziativa dei notai, inoltre, rappresenta un momento di conforto e di garanzia per chi vuole comprare casa”.
“Abbiamo deciso di realizzare nelle zone questa iniziativa – spiega l’assessore alle Aree Cittadine e Consigli di Zona, Andrea Mascaretti – per andare incontro ai cittadini in un momento importante, come quello dell’acquisto della prima casa, confermando la nostra volontà di avvicinare l’amministrazione al cittadino. E proprio per l’importanza dell’iniziativa abbiamo voluto organizzare nove incontri informativi che si terranno contestualmente nei Consigli di zona per estendere il progetto in modo capillare su tutto il territorio, rendendolo accessibile al maggior numero di cittadini”.
Domenico de Stefano, Presidente del Consiglio Notarile di Milano, ha evidenziato che “i notai sono tradizionalmente al fianco dei cittadini in alcuni momenti fondamentali della loro vita. Fra questi l’acquisto della casa è senz’altro uno dei più delicati. E’ importante che i cittadini sappiano di poter ricevere dal notaio una consulenza specializzata e gratuita che li garantisce nel loro acquisto. Il notaio può far evitare le trappole più comuni e quindi far risparmiare tempo e denaro. Quest’anno – ha proseguito de Stefano - grazie al Comune di Milano è stato possibile affiancare gli appuntamenti in studio a un incontro aperto presso i Consigli di Zona; come notai e pubblici ufficiali non possiamo che essere felici di partecipare a questa iniziativa, che contribuisce al riavvicinamento dei cittadini alle istituzioni”.
Domenico de Stefano, Presidente del Consiglio Notarile di Milano, ha evidenziato che “i notai sono tradizionalmente al fianco dei cittadini in alcuni momenti fondamentali della loro vita. Fra questi l’acquisto della casa è senz’altro uno dei più delicati. E’ importante che i cittadini sappiano di poter ricevere dal notaio una consulenza specializzata e gratuita che li garantisce nel loro acquisto. Il notaio può far evitare le trappole più comuni e quindi far risparmiare tempo e denaro. Quest’anno – ha proseguito de Stefano - grazie al Comune di Milano è stato possibile affiancare gli appuntamenti in studio a un incontro aperto presso i Consigli di Zona; come notai e pubblici ufficiali non possiamo che essere felici di partecipare a questa iniziativa, che contribuisce al riavvicinamento dei cittadini alle istituzioni”.
L’evento ha un sito dedicato - www.comprarcasasenzarischi.it - dove i cittadini possono consultare le iniziative in programma, prenotare gli appuntamenti presso gli studi, porre quesiti, calcolare il costo dell’atto di acquisto e scaricare quattro guide di taglio divulgativo dedicate ai temi acquisto casa e mutuo elaborate dal Consiglio Nazionale del Notariato: “Mutuo informato”, “Prezzo-valore”, “La garanzia preliminare”, “Vivere in condominio”.
Aderiscono a “Comprar casa senza rischi” i notai di Milano, Lodi, Monza, Busto Arsizio e Varese.
Aderiscono a “Comprar casa senza rischi” i notai di Milano, Lodi, Monza, Busto Arsizio e Varese.
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