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mercoledì 2 dicembre 2009

Roma: CAROAFFITTI


Tra i tanti record positivi Roma detiene anche questo primato negativo. E, come spesso accade, a pagarne le conseguenze più serie sono proprio quegli strati sociali in maggiore difficoltà, come i dipendenti con famiglie a carico, i precari, gli anziani e gli studenti, ovvero quelle fasce della popolazione che ogni giorno devono lottare duramente per sopravvivere, facendo i conti con le proprie limitate finanze".
Lo sostiene amareggiato Roberto Soldà, vicepresidente dell’Italia dei Diritti, commentando uno studio di "Tecnocasa group" dal quale si evince che, nei primi mesi del 2009, il canone di locazione mensile degli appartamenti nella Capitale è diminuito dell’1,3% in relazione al semestre precedente. Tuttavia, l’andamento ondivago del mercato immobiliare, fortemente diverso tra un quartiere e l’altro, non sottrae a Roma lo scettro poco lusinghiero di città più cara d’Italia per i prezzi degli affitti. Dalla stessa indagine risulta che il 61% degli inquilini è costituito da single, con un’età media molto bassa compresa tra i 18 e i 34 anni.
Sulla questione ha espresso il proprio parere anche Maurizio Ferraioli, responsabile per la Casa e l’Edilizia Privata del movimento extraparlamentare fondato da Antonello De Pierro. "I canoni ormai elevatissimi - dice Ferraioli - diventano insostenibili per le famiglie, che già soffrono il periodo di crisi economica generale. Sarebbe opportuno un intervento d’urgenza del governo, quale poteva essere la cedolare secca sugli affitti, da applicare esclusivamente sui contratti concordati, con lo scopo di riportare il risparmio fiscale ottenuto dai proprietari a vantaggio degli inquilini, e di conseguenza di milioni di famiglie italiane". Le osservazioni critiche dell’esponente dell’Italia dei Diritti contro l’attuale amministrazione statale proseguono impetuose: "Appare evidente il fatto che la mancanza di una corretta politica verso la casa ponga in difficoltà tutto il settore immobiliare. Emblematico è l’aumento delle cause di sfratto per morosità nelle varie città italiane. Anche in tal senso si avverte l’impellenza da parte del governo di un provvedimento che, probabilmente, consentirebbe anche di far emergere tutto quel sommerso che non permette allo Stato di incassare le giuste imposte sui redditi derivanti dalla locazione. Gli ultimi interventi della Guardia di Finanza - ricorda Ferraioli - hanno evidenziato, anche a Roma, un numero enorme di contratti d’affitto non registrati. Noi dell’Italia dei Diritti auspichiamo questi e altri interventi in grado di calmierare i costi esagerati dei canoni locativi in ogni città d’Italia, e in particolare nella Capitale
fonte: ROMANOTIZIE.IT
lunedì 23 novembre 2009

Passi da gigante a Roma per l'edilizia sociale



Pubblicati dal Comune il bando per nuovi contributi Ici e la graduatoria dei buoni casa 2007.
Il bando Ici si riferisce alla prima annualità 2007 e alla riconferma dei requisiti per la seconda annualità 2006 e la terza annualità 2005. La graduatoria definitiva dei buoni casa 2007 riguarda le domande presentate dal 6 febbraio 2009 al 6 maggio 2009.

Sul fronte dell’emergenza abitativa, la Giunta capitolina ha approvato il nuovo piano casa del Comune. Obiettivo, soddisfare la domanda delle fasce deboli, stimata dal Cresme in circa 46.600 nuovi alloggi.
Con il piano, il Comune mette in cantiere 25.700 case da costruire (di cui 3.000 di edilizia residenziale pubblica) e 9.000 che costituiscono il “residuo” delle previsioni del Piano Regolatore, più altri 11.900 contributi all’affitto per altrettante famiglie. Il tutto, specifica una nota del Comune, da sottoporre “a successive e periodiche verifiche, considerando che la situazione del disagio abitativo è in continua evoluzione”. Per i dettagli, vedi la scheda sul piano casa.


Fonte: attico.it
sabato 14 novembre 2009

Roma vende 7.410 alloggi

Parte il piano di dismissione del patrimonio comunale di edilizia residenziale pubblica, varato recentemente dal Campidoglio. In base alle norme regionali saranno posti in vendita 7.410 appartamenti sulle circa 24 mila case popolari del Comune. L’operazione è affidata alla società Risorse per Roma.
Si comincia con gli alloggi nei Municipi IV, VI e VII: già inviate, fa sapere l’Assessorato al Patrimonio, le prime 1.065 lettere per informare gli inquilini.
La proposta di acquisto viene mandata solo agli affittuari che hanno i requisiti previsti, in regola con i pagamenti.
I prezzi, molto più bassi del valore di mercato, oscilleranno fra 33.000 e 77.000 euro. Il taglio medio degli appartamenti è di 70 metri quadri. Ricevuta l’offerta, si hanno due mesi di tempo per aderire. Oltre agli assegnatari, possono comprare la casa i componenti del nucleo familiare dell’assegnatario (conviventi), i figli non conviventi e gli occupanti che abbiano sanato posizioni irregolari grazie alle diverse leggi in materia approvate nel tempo (1987, 1990, 2000, 2003, 2006 e 2007).
Ancora sul prezzo: viene definito per tutti moltiplicando il valore catastale per un coefficiente stabilito.

Su questa base possono poi scattare gli abbattimenti, per diverse ragioni: riduzione ai regolari assegnatari, perché l’edificio è molto vecchio e, in caso di vendita di tutti gli appartamenti di uno stesso stabile con unico atto (che però garantisce la proprietà esclusiva delle singole case), ulteriore riduzione del 10%.



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